Garlasco, la madre di Sempio è stufa: "Sono tutte schifezze". E Nuzzi intervista Venditti: "Nessuno me lo restituirà"
Nella puntata del 26 settembre 2025 di Quarto Grado, non mancano novità, dibattiti ed esclusive sul delitto di Garlasco: cosa è successo su Rete 4 con Nuzzi

Nella terza puntata di Quarto Grado, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi in prima serata su Rete4 venerdì 26 settembre 2025, non mancano esclusive su documenti, cifre di pagamenti e intercettazioni relative al delitto di Garlasco, ma nemmeno le interviste a Massimo Lovati, avvocato di Andrea Sempio, alla madre dell’indagato, Daniela Ferrari, e all’ex Procuratore capo di Pavia Mario Venditti, ora indagato per corruzione in atti giudiziari. Ecco cosa è successo nella puntata del 26 settembre 2025 a Quarto Grado.
Quarto Grado, puntata 26 settembre 2025: cosa è successo
Gianluigi Nuzzi inizia la puntata col botto, perché la prima domanda che fa è: "Lovati, sono stati i genitori di Sempio a corrompere Venditti?". L’avvocato di Sempio ride e subito dopo risponde senza esitare: "Assolutamente no. E’ una somma che spalmata in sei mesi è esigua rispetto a quel genere di incolpazione". E il conduttore ribatte: "Sì, però è molto considerevole rispetto a una famiglia che deve fare una colletta per raccoglierli (parla dei 43mila euro mandati dagli zii di Sempio ai suoi genitori, ndr). Lei abitualmente preleva 30/40mila euro in contanti dal bancomat?". Ma Lovati chiarisce: "Non dico questo, ma solo che prima di andare a fare i conti nelle tasche altrui bisogna capire il perché e quella somma lì in sei mesi, rispetto a un’accusa di questo genere, di corruzione in atti giudiziari, è ridicola nei confronti di un Procuratore capo della Repubblica che guadagna 20mila euro al mese".
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Entra nel canale WhatsAppIl conduttore, sentendo le sue ultime parole, lo ‘punge’: "Spero che guadagni meno il Procuratore capo d’ufficio, 20mila euro al mese ci sarebbe la coda alla facoltà di giurisprudenza per fare l’esame di magistratura". Poi Lovati prosegue la sua spiegazione: "Quella del 2017 era una causa vinta fin dal principio perché era vuota di contenuti. Io se fossi stato Venditti non ci avrei messo 21 secondi, mi sarebbe bastato 1 secondo per chiedere l’archiviazione". Ma Nuzzi lo incalza: "Lei è stato pagato per il suo lavoro come avvocato all’epoca?", e il legale di Sempio risponde: "Penso di sì, adesso non mi ricordo". Nuzzi ironizza: "Ma lei naviga nell’oro se pensa che 43mila euro siano pochi e non si ricorda se i suoi clienti la pagano". Lovati però ribadisce: "Non mi ricordo quanto né quando mi hanno pagato. Se dovessi ricordarmi di tutto sarebbero guai, ma sicuramente mi avranno pagato. La pensione non la percepisco, lo stipendio neanche…" e lo fa in maniera molto pacata. Poi aggiunge: "Di solito mi faccio pagare in contanti, lo preferisco e lo dico spassionatamente".
E subito dopo si sofferma sul valore della parcella da avvocato, rispondendo alla domanda del conduttore "20/30mila euro è una parcella congrua per un procedimento che ha definito vuoto e che doveva andare sicuramente archiviato?": "Mi sembra poco, e comunque il pizzino dice 20/30 euro (si riferisce all’appunto del padre di Sempio su Venditti e il Gip, ndr). Anzi, mi è venuto in mente adesso: quelli lì sono i costi per le copie degli atti della richiesta di archiviazione" è la risposta di Massimo Lovati.
Tra gli ospiti c’è anche Domenico Aiello, avvocato dell’ex Procuratore capo di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari. "Non si è mai abbassato al mercimonio della propria funzione. Il capo d’accusa non parla del rinvenimento di nessuna prova d’incasso di un’offerta proveniente da qualcuno. Uno trova un pizzino dopo 7 anni e senza avere la prova del negozio corruttivo fa una perquisizione massiva in diversi domicili privati". In studio, via collegamento telefonico, ascoltiamo anche Mario Venditti: "Quello che è successo oggi – la perquisizione -, al di là della gentilezza degli operanti, mi offende come uomo e come magistrato. Io ho servito per 45 anni lo Stato, anche in situazioni di pericolo. Sono stato gli ultimi 10 anni sono scorta e non mi meritavo tutto quello che sta succedendo adesso. Dico soltanto questo: vada come vada, al di là del risultato delle indagini da cui sicuramente verrà fuori una verità che mi scagionerà, perché io non ho mai preso soldi da nessuno, nessuno mi potrà mai restituire l’onore che è stato leso oggi con questa attività". Quando il conduttore sottolinea che domani vedrà i titoli di giornali con scritto il suo nome e cognome e la parola "corrotto", Venditti commenta: "Lo so, e nessuno potrà mai restituirmi la mia dignità. Abbia pazienza, non sono neanche in grado di rispondere perché sono veramente più che amareggiato". E conclude dicendo "io sono a disposizione, da qui non mi muovo, che facciano quello che vogliono. Ormai peggio di così… Io condivido l’appello fatto dal mio avvocato al Ministro della Giustizia Carlo Nordio al 100%, potrei firmare anche io quella lettera aperta, la sottoscrivo. Dopo quello che è successo oggi, non ho più paura di niente, ormai il danno è fatto, il mio nome è nel fango. Io archivierei anche oggi la posizione di Sempio".
A parlare ora è nuovamente l’avvocato di Mario Venditti: "Non si possono spendere i milioni dei contribuenti per disporre delle intercettazioni e per fare l’attività che è stata fatta questa mattina su quel pizzino: Venditti non è mai stato Gip e non può archiviare. Allora mi devi indagare e perquisire anche il Gip per coerenza. E perché non sono indagati i corruttori?". Poi l’inviata di Quarto Grado, a casa dei Sempio con l’avvocata Angela Taccia, dà la notizia di un altro appunto scritto dal padre di Andrea in cui ci sono i nomi di Garofano e Lovati, ai quali sarebbero andati i soldi. Ma il legale di Sempio, che pare avesse ottenuto i soldi in nero ("Non è un reato, al massimo una sanzione amministrativa, evasione…" dice Lovati), dichiara: "Non mi hanno dato niente. Se mi mettete a processo che non c’entro nulla… dobbiamo parlare di altre cose, io mi rifiuto di rispondere. Adesso fate il processo di evasione fiscale all’avvocato…". Interviene anche Luciano Garofano per difendersi dalle "illazioni" dicendo "Voglio respingere con forza le vergognose illazioni che sono uscite sulla stampa, in rete e quelle che usciranno: io sono stato incaricato dagli avvocati Lovati, Soldani e Grassi di fare una consulenza firmata il 27 gennaio 2017. Tra l’altro, dato che non cancello mai nulla, ho tutta la corrispondenza via email con gli avvocati. Ho emesso una regolare fattura e ricevuto un regolare bonifico, perché comunque avevo prestato la mia professionalità". Quando il conduttore fa notare che è strano che la consulenza non fosse stata depositata, Lovati spiega: "E’ stata una decisione mia, l’ho tenuta da parte". Si torna a parlare dell’inchiesta vuota e del presunto pagamento di 43mila euro agli avvocati: per Nuzzi sono tanti, per il legale di Sempio è poco perché "eravamo tre avvocati e quei soldi spalmati in sei mesi sono pochi".
Poi vengono mostrate in esclusiva due intercettazioni telefoniche, una tra Andrea e il padre Giuseppe e l’altra tra quest’ultimo e la madre di Sempio: nella prima i due parlano di soldi da portare ‘su’ quando discutono della richiesta di archiviazione del 2017, mentre nella seconda i genitori dell’indagato parlando di soldi da ritirare in contanti. Carmelo Abbate commenta l’ipotesi che i genitori dell’indagato abbiano corrotto il magistrato: "Se veramente questi due signori umili sono arrivati al punto di corrompere il Procuratore aggiunto di Pavia, c’è sicuramente un regista, e se è successo è quest’ultimo che deve venire fuori. Non è un’iniziativa loro, in questo caso fanno quello che gli viene detto".
A questo punto parla la madre di Andrea, Daniela Ferrari, che in lacrime dichiara: "Sono stanca di sentire tutto quello che viene detto adesso, mi fa schifo che delle intercettazioni di una famiglia che sta parlando dei cavoli suoi in macchina vengano rese pubbliche, ed è da stamattina che siamo in piedi, siamo stravolti, non ce la facciamo più. E questa accusa che anche oggi ci viene fatta, di aver corrotto il dottor Venditti, è una grandissima cavolata che verrà smentita come tutte le altre cose che sono state dette finora. Il cerchio su Andrea non si stringe perché non ha fatto niente, la famiglia di Sempio non ha mai corrotto nessuno e le persone che continuano a dire queste cose devono solo vergognarsi, come si devono vergognare le persone che continuano a buttare fuori cavolate e cose private. Perché a questo punto mi sento di dire: ‘State attente, in macchina non parlate mai perché non sapete chi vi può intercettare‘. Non è nessun segreto, avevamo bisogno di utilizzare denaro contante per pagare gli avvocati e una persona alla quale io pensavo di poter chiedere che ci desse il contante in cambio di un assegno era la sorella di mio marito. Basta. Mi sento in colpa verso le mie cognate, per l’ennesima volta non siamo solo noi ma vengono coinvolte altre persone che non c’entrano assolutamente nulla, sono persone che hanno solo cercato di aiutarci in un momento molto difficile. Non c’è sotto niente di quello che vogliono far credere i giornali. Noi abbiamo solo affrontato spese legali e basta. Il biglietto con la frase su Venditti e il Gip non te lo posso spiegare perché non so chi l’ha scritto. Mi hanno detto che l’ha scritto mio marito ma io non lo so, neanche l’avevo visto". A tal proposito, l’avvocata di Sempio, Angela Taccia, ipotizza che quelle cifre esigue – 20/30 euro – potrebbero essere delle marche da bollo che si pagano per ottenere le copie della richiesta di archiviazione: "Servono per i diritti di copia".
A questo punto la madre di Sempio parla di Venditti dicendo che lei e il marito l’hanno visto una volta sola a Pavia, quando sono stati chiamati nel 2017: "Non lo conosciamo personalmente e nessuno della famiglia Sempio gli ha mai dato una lira, quindi anche tutte le accuse contro di lui sono delle emerite schifezze". Sapevano già le domande dell’interrogatorio? A rispondere alla domanda di Gianluigi Nuzzi è sempre Daniela Ferrari: "Assolutamente no". Allora il conduttore le chiede: "Hanno interrogato anche due carabinieri perché dicono che hanno avuto rapporti opachi con voi e uno di questi, dovendo fare una notifica, si è trattenuto un giorno più di un’ora e un quarto a casa sua. Lei lo ricorda e sa dirmi perché è stato tanto tempo a casa vostra se doveva solo darvi un documento?". La risposta di Daniela è tempestiva: "A me non risulta che sia venuto un carabiniere che è stato qui per più di un’ora e un quarto, assolutamente. Io non mi ricordo questo fatto".
Quando Nuzzi le domanda "come avete pagato gli avvocati di Andrea?" e se fosse suo marito a portare le ‘buste’, la donna si rifiuta di rispondere: "Preferisco non rispondere ho già risposto ai carabinieri oggi. Io non devo chiarirlo a tutti gli italiani, solo con i carabinieri e la Procura, perché devo venirmi a giustificare con tutti gli italiani di quello che fa la mia famiglia, di quello che stiamo facendo? Siamo veramente stufi di questa cosa. Non possiamo essere ogni giorno in televisione con un’accusa diversa e tutte le volte senza avere una prova sicura".
Via collegamento video interviene anche il padre di Sempio, Giuseppe, che dice di ricordarsi il ‘pizzino’ (l’appunto su Venditti e il Gip da lui scritto secondo le analisi) ma di aver dimenticato a cosa si riferiscono quei 20/30 euro: "All’inizio non ricordavo questa cosa, ma poi mi è stato detto che forse erano per le marche da bollo che servivano agli avvocati per prelevare dei documenti. Io tengo gli appunti di tutto, alla fine di ogni mese mi prelevo i dati e mi segno tutte le spese. Noi avevamo tre avvocati e sicuramente bisognava pagarli, io portavo il denaro in contanti a loro. Poi Venditti l’ho visto solo quando mi ha interrogato. Non ricordo quanto gli ho portato perché comunque la situazione andava avanti. E adesso è come prima, anzi sarà più lunga". Dopo questa frase, l’avvocata Angela Taccia sottolinea che lei e Massimo Lovati stanno lavorando Pro bono per Andrea: "Prima si aiutano le persone, in futuro se ne parlerà eventualmente, ma sapete tutti che sono un’amica di famiglia, quindi…". Subito dopo il conduttore chiede a Giuseppe Sempio come facesse ad avere tutte quelle certezze sull’interrogatorio al figlio il giorno prima e l’uomo si limita a dire "Io al massimo gli ho dato un consiglio, dicendogli di non rispondere a quesiti di cui non conosceva la risposta".
