Garlasco, Nuzzi all'avvocato Gallo: "Scommette con lui?". E Lovati rassegnato: "Amen"
Quarto Grado apre col delitto di Garlasco, a partire dall'indagine per corruzione e dalle SIT dei tre avvocati di Sempio nel 2017: cos'è successo il 14 novembre

Nella nuova puntata di Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi venerdì 14 novembre, in prima serata su Rete 4, non manca un approfondimento sul delitto di Garlasco, questa volta a partire dall’indagine per corruzione in atti giudiziari aperta dalla Procura di Brescia contro il PM Mario Venditti (presunto corrotto) e Giuseppe Sempio (presunto corruttore). Il conduttore punta soprattutto sul ruolo degli avvocati nella vicenda e le loro SIT, quindi anche sui 60mila euro ritirati in contanti dalla famiglia Sempio nell’arco di pochi mesi. Infine, un’intervista all’avvocato Massimo Lovati, che racconta all’inviata del programma i dettagli di quanto detto in Procura. Ecco cosa è successo nella puntata del 14 novembre di Quarto Grado e le ultime novità sul delitto di Garlasco.
Garlasco a Quarto Grado, puntata 14 novembre 2025: cosa è successo
La puntata di Quarto Grado comincia con il blocco sul delitto di Garlasco e in particolare sull’indagine per corruzione della Procura di Brescia che vede coinvolto come presunto corruttore dell’ex Procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, Giuseppe Sempio, padre di Andrea, il quale lo avrebbe corrotto per far archiviare velocemente l’inchiesta sul figlio. In tale contesto si parla, dunque, anche del ruolo degli avvocati Federico Soldani, Simone Grassi e Massimo Lovati, difensori di Andrea Sempio nel 2017. Ci si chiede soprattutto se, considerando quanto detto alle SIT (Lovati dice che era Soldani a tenere i conti e consegnare i soldi, mentre quest’ultimo e Grassi sostengono che era Lovati ad occuparsene) e nell’ipotesi che vi sia davvero stata corruzione, i genitori dell’indagato fossero a conoscenza di questa presunta macchinazione o fosse tutto frutto della mente dei loro legali dell’epoca. E’ possibile? In studio c’è l’avvocato Fabrizio Gallo, difensore di Massimo Lovati, che, incalzato da Gianluigi Nuzzi, dichiara: "E’ dall’inizio che Lovati prende una strada e gli altri due avvocati un’altra, è così da quando hanno dichiarato di non aver preso soldi". Poi il conduttore gli chiede: "Ma Lovati scommette con lei che Soldani e Grassi si siano tenuti i soldi come parcella?", e l’avvocato risponde: "No, con me non scommette, Lovati sa solo il suo".
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Entra nel canale WhatsAppCarmelo Abbate poi ironizza: "Io farei i complimenti all’avvocato Grassi perché è un civilista senza neppure aver ricevuto una nomina da Sempio, non fa niente di niente e si porta a casa 15mila euro, se così viene confermato. La Taccia che si fa un mazzo e non prende una lira evidentemente non ha capito nulla rispetto a come funziona questo mestiere. Poi Lovati parla di ‘problemino’, ma gli interrogatori di Soldani e Grassi sono andati avanti dalle 10:00 del mattino alle 19:00, alla presenza del Procuratore capo, oltre che di tutta la polizia giudiziaria. Altro che problemino! Lovati è stato chiamato dalle 16:00 fino alle 19:30 e, secondo me, ci sono stati problemi grandi". Fabrizio Gallo interviene: "A parte che Lovati è molto prolisso, ma in realtà l’incontro è stato brevissimo". Abbate poi prosegue il suo ragionamento, soffermandosi sui genitori di Andrea Sempio: "E’ quantomeno azzardato dire che tutto è avvenuto a loro insaputa, perché nel processo di estrazione dei soldi c’è una continua ricerca di mancanza della tracciabilità. Se non sai cosa sta succedendo e fai uscire ingenuamente dei soldi, non ti preoccupi del fatto che non vengano tracciati o che non vengano ricondotti ad Andrea". Ma Angela Taccia, avvocata di Andrea Sempio, ricorda che i genitori dell’indagato le avevano detto di non aver pagato con bonifico i legali perché era la prima volta che si rivolgevano a una figura di questo tipo nella loro vita e non sapevano come muoversi. Per rafforzare le sue parole, la Taccia evidenzia anche che in un’intercettazioni i genitori dell’indagato parlavano di come pagarli, se con bonifico, contanti o assegno: "Questa è la prova della limpidezza dei Sempio".
A questo punto il conduttore domanda alla giornalista Grazia Longo: "Ma se a una famiglia senza alcuna cultura giuridica chiedono dei soldi per pagare un Procuratore aggiunto o dei pubblici ufficiali, questa famiglia parla così al telefono? In tanti anni di giudiziaria ho letto molti brogliacci di persone che stavano per pagare qualcuno o avevano pagato e…o sono completamente cretini… Con rispetto lo dico". La Longo risponde: "Sarebbero cretini anche al pensiero che il papà di Sempio abbia scritto quel bigliettino. Soltanto un imbecille paga delle mazzette in nero e poi lascia traccia del foglietto. E ricordiamo anche che le intercettazioni le aveva disposte proprio l’allora Procuratore Venditti: se uno si fa corrompere non è che poi fa intercettare quelle persone".
Corruzione e Garlasco, l’intervista a Massimo Lovati sulle SIT
Infine, l’intervista di Martina Maltagliati a Massimo Lovati, che si è sfogato dopo le SIT dicendo che "E’ stata una bella giornata in definitiva, ho conosciuto dei Magistrati che mi sembrano molto garanti dei diritti, mi hanno trattato egregiamente. Le parcelle venivano pagate in contanti da Giuseppe Sempio allo studio Soldani-Grassi. Io andavo allo studio per ritirare i soldi che venivano divisi per tre. Non sapevo la cifra finale, prendevo quello che passava in convento e in quel momento il convento era ricco. Ho pensato al fatto che arrivassero troppi soldi rispetto a quello che stavamo facendo, ma che me ne fregava? Quando piove lascia piovere, no?". La Maltagliati poi chiede: "In cuor suo sapeva che stava difendendo o stava offrendo un favoreggiamento?", e Lovati ribatte: "Ma che favoreggiamento! Stavo difendendo, ero pagato per questo!".
L’inviata di Quarto Grado prosegue l’intervista domandando a Lovati se abbia almeno rimorso per il fatto che non aver fatturato quei 15mila euro possa aver dato impulso a un’inchiesta per corruzione in atti giudiziari e l’avvocato risponde: "Se avessi potuto anche solo pensare questa cosa qua nel 2017, certamente non l’avrei fatto. Mi sarei messo nelle condizioni di fatturare, di poter dimostrare quello che dico dopo 8 anni". Poi Lovati spiega cosa intendeva quando ha detto di aver fatto ‘un’indagine difensiva preventiva‘: "Loro mi hanno fatto notare che il mio intervento difensivo era iniziato in un momento in cui non c’era ancora un’indagine formale su Sempio, non era stato ancora attinto da un avviso di garanzia. Avendolo saputo dalle fonti giornalistiche, uscite subito il 24 dicembre 2016, ho promosso delle indagini difensive private ed è una cosa che mi è permessa dal codice di procedura penale". E sulla consulenza Linarello dice: "Ho chiarito che non era un’indagine della Procura, per cui non c’era nessun segreto istruttorio. Quando sono subentrato io, dal 25 al 30 dicembre, era semplicemente un’indagine privata: non proveniva dalla Procura. Se l’avevano tutti i giornali, chissà perché non potevo averla io. Mica sono il più fesso! Non sapevo cos’era il DNA, allora sono andato dal Generale Garofano e l’ho incaricato di fare il tampone ad Andrea e dopodiché mi sono procurato gli atti. Secondo me, il caso Garlasco è servito solo per un’indagine molto più ampia nei confronti dei Magistrati".
Subito dopo la giornalista chiede a Massimo Lovati se conoscesse la PG (Polizia Giudiziaria) dell’epoca e lo stesso ex Procuratore aggiunto Venditti: "No, mai conosciuti Scoppetta, Pappalardo, Sapone e Spoto. Venditti sì, l’ho conosciuto come Magistrato, per me non si lascerebbe mai corrompere in questo senso". E conclude dicendo "io sono sempre stato tranquillo, anche dopo questa audizione di 3 ore, perché basta dire la verità. Poi se ti prendono per pazzo, amen".
Quando la conversazione in studio punta sulle "indagini difensive preventive", Fabrizio Gallo commenta: "Le ha fatte, lui va oltre. Quando dico che l’avvocato Lovati è avanti rispetto agli altri, significa che è avanti. Lui ha il polso della situazione nei tribunali e sa dove cade la palla. Per questo, preventivamente butta la palla là! E’ il numero 1. La traccia di queste indagini c’è, ma è nascosta, nel senso che è un segreto legale, non si possono divulgare cose che fanno parte del segreto professionale. Lovati ha fatto tante indagini preventive ed è stato pagato profumatamente per questo". Il Generale Luciano Garofano, presente in studio, apre gli occhi a tutti coloro che hanno dubbi sulle indagini preventive: "La prova è il mio incarico ed è dimostrata e dimostrabile all’infinito. E’ la prova che lui, avendo avuto quella documentazione e temendo per Andrea Sempio, mi incarica per capire se effettivamente quel profilo corrispondesse a quanto aveva concluso Linarello". Gianluigi Nuzzi dice: "Non fa una grinza e meno male che l’ha fatturato, altrimenti…". Garofano sottolinea: "Fatturo sempre" e il conduttore chiarisce: "Certo, non ero così malizioso". "Non si sa mai, meglio prevenire!", dice ridendo il Generale.
Poi Carmelo Abbate parla del fatto che Massimo Lovati, davanti ai Magistrati, ha fatto ancora il nome di Giangavino Sulas quando gli hanno chiesto da chi avesse avuto i documenti secretati: "Io sono caduto dalla sedia quando l’ho sentito. L’ho trovato incredibile. Ho pensato: ‘Ma come è possibile che l’abbia detto se lo abbiamo smentito tutti?’". Tale aspetto non viene approfondito in studio, dove si passa a parlare dello scontrino.
