Garlasco a Quarto Grado, i genitori di Sempio: "Ci vedono come una famiglia di assassini, la nostra vita sconvolta. Insulti pesanti"
Una lunghissima intervista ai genitori dell'indagato della nuova inchiesta sull'omicidio di Chiara Poggi è al centro della prima puntata della nuova stagione del programma di Gianluigi Nuzzi

Venerdì 12 settembre torna in prima serata su Rete Quattro "Quarto Grado", il seguitissimo appuntamento settimanale con gli approfondimenti di cronaca condotto da Gianluigi Nuzzi. Per questa prima puntata della nuova stagione, ci si concentra, immancabilmente, sul caso di Garlasco e sulle nuove indagini sulla morte violenta della giovane Chiara Poggi uccisa il 13 agosto 2007. In particolare, al centro della puntata c’è una lunghissima intervista del conduttore a Daniela e Giuseppe, i genitori di Andrea Sempio presenti in studio. Scopriamo cosa è successo.
Caso Garlasco, Quarto Grado (12 settembre): cosa è successo
Prima di passare all’intervista con i genitori dell’indagato della nuova inchiesta su Garlasco, Andrea Sempio, Gianluigi Nuzzi dà la parola ai suoi legali, l’avvocata Angela Taccia che dice sicura: "Io non prevedo, io aspetto ma di una cosa sono certa: il nostro cliente è innocente e non verrà fuori niente a suo carico". E l’avvocato Massimo Lovati che ribadisce la sua posizione sull’ipotesi di concorso in omicidio: "La squadra del concorso ha già perso, è inutile che parliamo ancora di concorso, non c’è alcun concorso. Il concorso è stato uno stratagemma per riaprire questa indagine che altrimenti non sarebbe potuto essere riaperto".
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Entra nel canale WhatsAppIl piatto forte della serata però, è il lungo faccia a faccia del conduttore con Giuseppe e Daniela, i genitori di Andrea Sempio, indagato della nuova inchiesta sul caso della morte di Chiara Poggi a Garlasco, ospiti in studio Vengono introdotti da un servizio in cui la coppia racconta ricordi di famiglia e poi viene fatto il punto sulle indagini su Sempio e sugli approfondimenti sul suo gruppo di amici storici.
In studio la madre dice subito, sfogandosi: "In questo momento per buona parte dell’opinione pubblica siamo la famiglia di assassini". Poi racconta: come ha appreso la notizia della nuova inchiesta "Mio figlio, che da 7 anni abitava per conto suo a Voghera, in un giorno lavorativo ci ha detto che veniva a cena a casa nostra, ed era strano perchè lui veniva a casa solo la domenica. Quando è arrivato con un foglio in mano ci ha detto: ‘ci siamo dentro un’altra volta!'" Nuzzi dice che i genitori sono stati accusati da alcuni di essere addirittura "costruttori di alibi" per il figlio, è sempre mamma Daniela a rispondere: "A noi interessa quello che stabilisce la Procura, quello che pensa la gente non ci interessa. Il nostro equilibrio è già stato sconvolto per la seconda volta, e la procura non scoprirà niente perché mio figlio non ha fatto assolutamente niente. Grazie a Dio quelli che stanno indagando sono magistrati competenti e per questo proveranno che mio figlio è estraneo a tutto questo".
Tornando al 13 agosto 2007, la madre di Sempio racconta quella mattina: "Ripeto per l’ennesima volta: io quella mattina sono uscita dopo le 8 per andare a Gambolò a far fare un telecomando, il posto però era chiuso e sono tornata a casa alle 10 meno 10, e ho consegnato le chiavi della macchina a mio figlio che le ha prese ed è uscito. Non sono mai stata a Vigevano quella mattina, non ho mai incontrato nessun amico a Vigevano" "In merito a questa persona, l’amico, vigile del fuoco, sono circolate delle cattiverie e cioè che suo figlio che non era figlio di voi due, ma figlio di questo amico, perchè secondo lei?" chiede Nuzzi. "Mio figlio la sua famiglia la conosce", dice diretta la madre di Sempio.
"Quella è una delle tante schifezze che sono girate; stanno facendo il dna a mio figlio, lo facciano anche a suo padre così si mettono il cuore in pace queste persone schifose" e aggiunge: "Non ho avuto un malore quando ho sentito il nome di quella persona, quell’amico dai carabinieri, mi sono sentita male prima, sono entrata che già non stavo bene. Mi sono stupita a sentire il nome di quella persona associato a quello di mio figlio, certo. Si tratta di bufale, e mi aspetto che se ne inventino altre". E poi sottolinea: " E’ la settimana di ferragosto, io ho in casa mio marito in ferie e mio figlio di 19 anni che aspetta la macchina e sono così stupida che vado a trovare un amico in quel momento e poi lascio quello scontrino in macchina?" Lo scontrino è un dettaglio su cui si è molto dibattuto perchè rappresenta un tassello fondamentale dell’alibi di Sempio. Dice la madre: "Quello scontrino è stato ritrovato il giorno dopo, siccome era successa una cosa a un’amica di un amico di mio figlio, avendo lavorato in un carcere, ho pensato di tenere quello scontrino. L’ho sentito dalle detenute questo consiglio di tenere tutto quello che può testimoniare cosa hai fatto e dov’eri".
Chiede poi Nuzzi a Giuseppe, il padre di Sempio: "Lei dice che quella mattina sua moglie esce, lei si alza e prende il caffè. Suo figlio dice che non si ricorda se lei era in casa. Come è possibile?" "Io certo l’avevo visto Andrea quella mattina quando si è alzato", risponde Giuseppe Sempio: "Io mi alzo una mezz’ora prima, lui in cucina è arrivato verso le 8.15 forse anche prima. Mia moglie doveva andare a Gambolò, mio figlio voleva andare in libreria alla Feltrinelli a Vigevano. Lei è uscita, lui è andato nella sua camera a leggere, aspettando la mamma. Lei è tornata, gli ha dato le chiavi della macchina e lui è andato a Vigevano". "Come fa dopo 20 anni a ricordare in che sala eravate? io non ricordo cosa ho fatto ieri" lo provoca Nuzzi. Il padre di Sempio parla del cane, e dice di nuovo che quella mattina ha visto il figlio. "Perchè lui non se ne ricorda?" chiede Nuzzi, Giuseppe Sempio dice: "Non lo so".
Nuzzi chiede poi alla signora Daniela: "Il più grande cruccio di Andrea è di aver messo in mezzo i suoi genitori e amici, è vero?" E lei conferma: "Sicuramente questa cosa gli pesa molto, perchè anche degli amici che si trovano i carabinieri a perquisire casa alle 6.30 di mattino non l’hanno presa molto bene" ma "Mio figlio ha un carattere molto forte, l’ho visto come ha superato il 2016-17 e questa volta lo vedo più forte ancora". "E’ vero che non si trovano più diari e appunti di un certo periodo della vita di Andrea?" incalza il giornalista. La risposta della donna: "Non lo so, so che quando sono venuti a perquisire casa, mio figlio erano già sette anni che era via e non abitava più con noi. Gli investigatori hanno fotografato e portato via tantissime cose, dei fogli, dei quaderni di appunti di mio marito". La frase del figlio scritta "Ho fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare" la madre la spiega così_ "Mio figlio ha il vizio di copiare delle frasi dai libri e di scriversele o sui foglietti o sui libri stessi". E ribadisce: "Di sicuro Andrea non ha commesso omicidio tantomeno l’omicidio di Chiara Poggi, ne ho la certezza, perché ho ripercorso tutta la mattina, è rientrato tranquillo e con gli stessi vestiti".
Sui rapporti con i Poggi svela: "Sono certa che i genitori di Chiara sanno che Andrea non c’entra niente, non so se lui si sente ancora con il fratello di Chiara, perchè è un uomo adulto e io non gli chiedo delle sue frequentazioni. La certezza dell’avvocato Lovati sull’innocenza di Stasi? Quello che dice l’avvocato Lovati lo deve spiegare lui, a me interessa che difenda mio figlio e lo sta facendo bene. Non ho la minima idea di chi possa aver ucciso Chiara, c’è un condannato in via definitiva, ma io non c’ero e non posso saperlo. Preferisco tenere per me quello che penso sulla sentenza di Stasi, ma non cambia niente per mio figlio"
Poi parla dei finti testimoni oculari: "Ho sentito una persona che dice di aver visto Andrea alle Bozzole con Chiara e le cugine, io l’ho chiesto a mio figlio, lui mi ha detto no, e io di quello che mi ha detto mio figlio mi fido. Ci sono testimoni? Portino le prove" Andava al santuario? "Sul piazzale si, ci sarà andato qualche volta, in chiesa mai".
E poi racconta: "Ci sono arrivati insulti davvero pesanti, c’è arrivata una lettera anonima molto pesante, divisa in quattro parti, una schifezza contro mio marito, poi schifezze contro di me, poi insulti contro mio figlio e finisce dicendo che il diavolo è entrato nella nostra casa. Una lettera non timbrata, spedita da Garlasco, ce l’ha con me, questa persona, talmente furba da imbucare una lettera anonima dalla cassetta postale delle Bozzole. Ho idea di chi possa essere, ma non ho le prove. E’ una persona che si è molto scocciata di qualcosa che ho detto io in tv, cioè quando si sentono testimoni di verificare se sono attendibili". Voi credete nella giustizia? chiede Nuzzi, e la signora Daniela risponde: "Devo crederci, perché sarà la giustizia a dire che mio figlio non c’entra assolutamente niente" "Voi tornerete mai a una normalità?" "No, noi non ci siamo più nella normalità dal 2016-2017".
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