Garlasco in Tv, Bruzzone e la pista dell’impronta (forse) insanguinata: “Io mi fido”. E Abbate sbotta: "Stanno giocando?"
Nella puntata di Quarto Grado di venerdì 2 gennaio 2026 si è parlato della nuova impronta trovata a casa Poggi, forse insanguinata, Roberta Bruzzone smonta però la teoriia

Pur avendo dato ampio spazio alla tragedia di Crans-Montana, "Quarto Grado" non poteva che dedicare come fa da tempo, a un approfondimento sulla nuova indagine per il delitto di Garlasco, ora che è trascorsa qualche settimana dall’incidente probatorio che ha visto coinvolto Andrea Sempio, accusato di concorso in omicidio. Ecco cosa è successo nella puntata in onda ieri sera, venerdì 2 gennaio 2026.
Garlasco, Quarto Grado, puntata 2 gennaio 2026: le impronte e la BPA in arrivo
Nel corso della prima diretta del 2026, particolare attenzione viene rivolta all‘impronta insanguinata ritrovata sui primi gradini della scala che permette di andare nella cantinetta di casa Poggi, dove era stato ritrovato il corpo di Chiara, che nella passata indagine non era stata presa in considerazione. Secondo un’indiscrezione del Tg1 sui risultati della nuova BPA questi segni sarebbero stati lasciati da una scarpa e sarebbero ritenuti compatibili con l’ormai nota impronta 33 presente sul muro, che la Procura di Pavia attribuisce ad Andrea Sempio. Si ipotizza che l’assassino possa essersi sporto per guardare la 26enne morire, così da lasciare le due tracce. Sono davvero collegate?
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Entra nel canale WhatsAppNon solo, la nuova BPA svolta dal RIS di Cagliari stabilirebbe che l’aggressione sia avvenuta in più fasi, partendo dal salotto, prima vicino al divano poi ai piedi della scala che porta al piano superiore, per poi proseguire vicino al telefono. Chiara sarebbe poi stata trascinata fino alla porta a libro, colpita ancora e poi spinta dalle scale che portano alla cantina, dove potrebbe avere ricevuto un ultimo colpo fatale. Ed è sul primo gradino che sono rimaste tre strisce parallele fotografate dal RIS di Parma nel 2007 e analizzate nel 2014 durante il processo di appello bis ad Alberto Stasi. I periti del giudice avevano fatto una scansione laser delle macchie, ma avevano dato poca importanza a questo. Allora si era pensato che tutto fosse da addebitare alle gocce di sangue di Chiara, dove poi era passato il suo corpo (gambe e braccia), prima che venisse gettato dalle scale, creando l’effetto "swipe" o trascinamento.
Questi segni non corrispondono però alla suola a lisca di pesce delle scarpe Lacoste che Alberto Stasi aveva consegnato ai carabinieri indicando di averle indossate il giorno dell’omicidio. Se davvero questa fosse un’impronta insanguinata se ne dovrebbero però trovare altre, ed effettivamente analizzando meglio la superficie si notano altri due segni simili, la 99F e la 100F, che erano stati repertati dal RIS (quelle della 100 sono più distanziate).
Nello studio di Gianluigi Nuzzi, Grazia Longo smonta subito questa teoria, secondo le informazioni di cui lei è in possesso, l’assassino sarebbe uno solo. Di parere opposto è invece Carmelo Abbate, che cerca sempre di analizzare con lucidità quanto sta emergendo nella nuova indagine: "A me risulta che questa nuova impronta insanguinata sia vera e venga attribuita all’assassino, come l’impronta 33. Non è detto che sia di persona diversa rispetto alla suola a pallini. In passato i RIS avevano usato le polveri dattiloscopiche per i rilievi prima del Luminol, quelle potrebbero avere eliminato altre tracce".
Il giallo delle impronte: lo scontro in studio
Roberta Bruzzone, questa volta presente in studio, smonta però con decisione questa visione: "Non è possibile che l’orma che conosciamo a pallini possa avere prodotto quella tipologia di traccia. Lo escludo categoricamente e scientificamente, sono specializzata in BPA. Se un piede umano avesse calpestato quell’area avrebbe dovuto lasciare segni anche vicino, ma quelle sono intonse. Sono gocce prodotte dal gocciolamento, come dice la perizia dell’appello bis, che hanno intercettato quello spazio durante lo spostamento, per questo sono leggermente modificate. Conosco bene Berti, che ha effettuato la nuova BPA, mi sembra anomalo che lui possa avere pensato a un’impronta parziale. Mi fido di chi ha esaminato direttamente quell’impronta, ritenuta allora non comparabile e senza sangue, ho le competenze per giudicare". A questo Abbate non può non ribattere: "I RIS di Cagliari stanno giocando".
Interviene a riguardo Dario Redaelli, consulente della famiglia Poggi: "Noi abbiamo fatto una valutazione dell’impronta 33, a nostro giudizio si è invertito l’approccio di indagine. Non sono state valutate le minuzie sull’impronta 33 per cercarle sull’impronta palmare dell’indagato, ma si è fatto l’esatto contrario. Non a caso, nella parte dell’impronta 33 che non ha interessato i consulenti della Procura ci sono minuzie non presenti sulla palmare di Andrea Sempio".
La Procura di Pavia lo scorso 23 luglio aveva comunicato che non è possibile procedere con accertamenti biologici all’impronta 33 "perché l’intonaco grattato in corrispondenza di quel punto è stato interamente utilizzato dopo essere stato pregiudicato dall’azione inibente della ninidrina per indagini biologiche". Non solo, non è stata nemmeno rinvenuta la fialetta tra i reperti in possesso del RIS di Parma.
Non può che essere rilevante il parere di Marina Baldi, la genetista che fa parte del team difensivo di Andrea Sempio, che si era opposto alla possibilità di inserire l’impronta 33 nell’incidente probatorio. "A noi non fa paura, le nostre consulenze non hanno dato il numero di minuzie rilevato dalla Procura, già al di sotto del limite minimo stabilito dalle linee guida. Per noi è poco interessante, a noi non risulta la presenza di materiale biologico, non è un’impronta di sangue. Potrebbe anche essere di Sempio, ma non è rilevante visto che frequentava la casa. Comunque un’impronta va contestualizzata con l’azione omicidiaria, io non vedo niente". Su questa frase non può però mancare la stoccata di Abbate: "Gli altri amici che frequentavano casa non dicono di essere andati in cantina, solo uno lo ha fatto una volta sola, Sempio si definisce grande frequentatore, ma perché non ci sono sue impronte in altre parti della casa, mentre le uniche impronte potenzialmente attribuite a lui sono sul corpo della vittima e sulla scala dove viene ritrovato il corpo. Mi spiegate questo?".