Garlasco in Tv, Andrea Sempio: "Una tifoseria schierata contro di me, vogliono abbattermi". La rabbia di papà Giuseppe

Quarto Grado nella puntata di venerdì 19 dicembre 2025 ha raccolto le testimonianze di Andrea e Giuseppe Sempio all'indomani dell'incidente probatorio dedicato al DNA

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"Quarto Grado" dedica come sempre ampio spazio al delitto di Garlasco, per questo non poteva che farlo anche venerdì 19 dicembre 205, all’indomani dell’incidente probatorio in cui si è discusso della perizia sul DNA ritrovato sulle unghie di Chiara Poggi in merito a quanto rilevato dalla perita del Tribunale Denise Albani. La genetista ha confermato in udienza quanto da lei era emerso nel documento consegnato alle parti, dove aveva evidenziato "una compatibilità tra il forte e il molto forte" con la linea paterna dell’attuale indagato, Andrea Sempio.

Molti si aspettavano che il 37enne si presentasse in aula, cosa che non è avvenuta, mentre non è voluto mancare Alberto Stasi, in carcere da dieci anni ma che si è sempre dichiarato innocente.

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Garlasco, Quarto Grado puntata 19 dicembre 2025: la testimonianza di Andrea Sempio

Sempio non si è presentato in aula, ma non ha mancato di dare la sua opinione su quello che sta accadendo a "Quarto Grado", come aveva già fatto altre volte. L’indagato sembra essere tranquillo, continua a sostenere che il DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi, se davvero fosse suo sarebbe da addebitare a un contatto con un oggetto toccato da entrambi.

"L’unica cosa certa, che ho capito io della parte genetica, è che normalmente, quando una traccia resta in seguito ad un’aggressione è una traccia più netta, più precisa. Quindi, già a me non convince. Mi dava proprio più l’idea di… magari sarà un qualcosa di involontario, un qualcosa di contaminato" – sono state le sue parole.

Il 37enne ha voluto giustificare anche cosa lo abbia spinto a non essere ieri a Pavia, cosa che ha fatto discutere gran parte dell’opinione pubblica. "Anche nelle altre udienze mi avevano detto che la mia presenza non era prevista. Avrei dovuto chiedere forse un permesso al Gip per partecipare, però tanto non dovevo intervenire, la mia presenza non era necessaria, non era richiesta. Secondo me, sarebbe servito soltanto a creare più confusione, più caos". Lui continua però a ribadire la sua estraneità ai fatti. "Non è un bel periodo, ovviamente ci sono forze che ce la stanno mettendo tutta per abbattermi. Io credo che, come ho già detto, se non verrà fuori un appiglio forte tecnico allora bisognerà creare il ‘mostro’. C’è una tifoseria ormai schierata che ce l’ha con me, è proprio una parte che ormai è schierata come in una partita di calcio: ce l’hanno con me e via".

C’è sta però anche una battuta su Marco Poggi, che non si è mai espresso in questi anni: "Ci siamo sentiti, ma non lo facciamo spesso, ogni volta che lo facciamo abbiamo uno scambio come tra amici". A questo si è aggiunta a sorpresa anche un’opinione su Alberto Stasi: "Se i suoi legali lo ritengono innocente fanno bene a usare tutti i mezzi per provare a scagionarlo".

Andrea e Giuseppe Sempio
Andrea e Giuseppe Sempio

Lo sfogo di Giuseppe Sempio

"Quarto Grado" ha però raccolto anche la testimonianza di Giuseppe Sempio papà di Andrea, che più volte aveva già parlato al programma. In questa occasione, però, in lui prevale la rabbia. "Noi sappiamo che la verità è la nostra, è solo la nostra. E ci sentiamo chiusi in un barattolo – dice . Adesso si diventa cattivi. Noi stiamo in piedi per la cattiveria, la rabbia. È una vigliaccheria che si ripresenta di nuovo e che va avanti. Noi non avevamo niente da nascondere. Qui non c’è niente da nascondere. Mio figlio non c’entra niente. A casa mia i ragionamenti non si fanno più. Deve farli la giustizia".

L’uomo, indagato per corruzione, respinge con decisione l’accusa: "Non è un Natale. Esci di casa e pensi che lo sia, ma per noi non lo è. Non c’entro nulla con Venditti, non lo conosco neanche. I soldi sono stati dati agli avvocati per seguire la pratica di mio figlio. I pagamenti erano in contanti, come ci avevano chiesto. Si parla sempre dei 20-30 mila euro di cui dice la Finanza. Era un prospetto di spesa fatto in casa, un ragionamento sul capitale che avevamo tra banca e posta per affrontare le spese. Non c’erano 20-30 mila scritti: era solo un’ipotesi" – ha concluso.


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