Garlasco, Sempio: “Tenteranno di creare un mostro”, lo sfogo a Quarto Grado su Dna e foto fuori casa dei Poggi
Le parole di Andrea Sempio a Quarto Grado nella puntata di venerdì 12 dicembre: dalla perizia sul Dna alle polemiche, ecco cosa ha detto.

A pochi giorni dalla consegna alle parti interessati della perizia realizzata da Denise Albani, incaricata dal Tribunale, sulle unghie di Chiara Poggi, Andrea Sempio ha parlato per la prima volta in Tv ai microfoni di "Quarto Grado" nella puntata andata in onda venerdì 12 dicembre 2025. L’esperta ha ravvisato una compatibilità tra il forte e il molto forte con la linea paterna del 37enne, elemento che aumenta l’idea che lui possa essere stato sulla scena del crimine il giorno del delitto di Garlasco.
Lui, però continua a sostenere di essere estraneo ai fatti che gli vengono contestati, la difesa punta a dimostrare che il materiale genetico sia frutto di una contaminazione.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco, Andrea Sempio a Quarto Grado (12 dicembre 2025): le sue parole
Chi si aspettava che i risultati della perizia sul DNA potessero contribuire a generare preoccupazione in Andrea Sempio deve ricredersi. Anzi, a suo dire ora che tutto è emerso si sente decisamente più tranquillo. "Sono contento che finalmente sia arrivata perché è stato un grosso peso che ho avuto sulle spalle in tutti questi mesi – sono le parole dell’amico di Marco Poggi, indagato ancora una volta dopo la veloce archiviazione di anni fa per il delitto di Garlasco -. In buona sostanza la perizia ha confermato quello che anche i miei consulenti mi ripetevano da mesi".
Le persone che ritengono che l’analisi abbia contribuito ad alimentare i dubbi su di lui starebbero sbagliando; Sempio ha infatti una teoria, elaborata grazie ai suoi consulenti: "In giro vedo un sacco di interpretazioni un po’ tirate per i capelli, un po’ come se qualcuno volesse vederci del male a tutti i costi. La perizia è molto chiara, ha appianato tantissimi punti. L’unica cosa che mi viene da dire è che si parla di linea paterna, e tutti associano all’idea papà, nonno, fratelli, ma in realtà sarebbe la linea patrilineare, che prende da quando quell’Y – quella linea familiare – si è originata in Italia". Non è detto quindi che quel DNA sia davvero suo: "Fosse anche quello, non è detto che sia per forza un mio parente diretto – ha precisato – Può anche essere che 500 anni fa si è creata la linea familiare che oggi ha portato ai Sempio e che in giro in Italia ci siano altre persone che condividono questa cosa e che oggi non siano imparentati con me".
Sempio: "Cosa facevo a casa dei Poggi"
Ancora una volta Sempio ha sottolineato di avere frequentato tantissime volte la villetta di Garlasco e di essere stato praticamente in tutti i locali, per questo non trova così strano che possa esserci del suo materiale genetico su Chiara Poggi. L’intervista a "Quarto Grado gli ha così permesso di ricordare quali fosse le abitudini avute nel corso degli anni: "Erano legate principalmente al fattore videogiochi – ha aggiunto -, la saletta al piano di sotto e la camera di Chiara. Quindi quelle erano le stanze dove io passavo più tempo e dove immagino ci sia stata più probabilità di contaminazione. Poi, in realtà, ci sono anche tanti altri punti che abbiamo ricostruito durante questi incontri. Quando sarà il momento ne parleremo, ne parleranno i miei consulenti".
Il 37enne non ha invece molte sicurezze su come sia stato l’ultimo incontro avuto con Marco Poggi, suo amico e fratello della vittima. "So che abbiamo avuto un incontro io e Marco prima dell’evento. Era il 4 agosto 2007, perché ci eravamo visti di sicuro, alla sera. Non so se sono entrato in casa. Può essere, è probabile, magari prima di uscire, quando passavamo a prenderlo. Magari sono entrato, non lo ricordo esattamente con certezza. Però se non era quel giorno, comunque, sempre in quei giorni lì, se non era il 4, sarà stato comunque nei giorni precedenti".
Garlasco, le foto di Sempio e la pressione dei media
Sin da quando è tornato a essere indagato Sempio è inevitabilmente nell’occhio del ciclone, questo è certamente l’aspetto che gli piace di meno. "Tenteranno di creare un mostro, perché se non hai più quello a cui attaccarti, devi colpire da un’altra parte. Quindi io non credo che dalle indagini verrà fuori qualcosa di particolare, ma sicuramente, qualora dovesse uscire qualcosa, anche di non così negativo, secondo me c’è dietro una grande forza che vuole travisare il tutto. Questo sì. Non guidata dagli inquirenti, non c’entra con le indagini. Parlo di tutto quello che c’è attorno".
Nell’intervista non è mancato un accenno alle foto realizzate il giorno del delitto di Chiara, fatte da una fotografa fuori dalla villetta di Garlasco, dove è stato più volte, prima da solo, ma nemmeno questo lo preoccupa. "In realtà non è che mi ha fatto un effetto particolare. Io non sapevo dell’esistenza di queste foto. Allora, all’inizio io la notizia l’ho ricevuta come ‘Sono uscite le tue foto in via Pascoli’. Ho detto: ‘Oddio, cosa vuol dire questa cosa?’. E poi dopo, quando finalmente ho visto le foto, erano appunto le foto di quella giornata. A me sembra né più né meno una conferma di quello che io ho detto. Tutto lì. Non vedo perché abbiano fatto così scandalo. Mi sembra un altro di quei dati che qualcuno vuole rigirare in negativo a tutti i costi".
Sempio ha infine ribadito, come già detto dai suoi legali, di non avere intenzione di farsi interrogare (quando era stato convocato in primavera non si era presentato). "Questa è una scelta condivisa, una scelta difensiva condivisa coi miei avvocati. Loro mi hanno consigliato così, loro questa cosa l’hanno già spiegata più volte in altre occasioni. Io mi fido dei miei avvocati, seguo quello che dicono loro. Qualora loro riterranno che sarà il momento di farsi sentire, lo faremo" – ha concluso.