Garlasco in Tv, svelata l’intercettazione di Stasi il giorno del delitto: "Ero nel panico". La perizia sul DNA cambia tutto

La puntata di Quarta Repubblica di lunedì 15 dicembre ha permesso di conoscere una vecchia intercettazione di Alberto Stasi, da cui emergono le sensazioni

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Redazione

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L’indagine per il delitto di Garlasco, in cui è stata uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007, che vede ora indagato Andrea Sempio (amico del fratello della vittima) per concorso in omicidio, potrebbe essere vicina a una svolta. Giovedì prossimo, 18 dicembre 2025, è infatti in programma l’udienza per l’incidente probatorio in cui sarà discussa la perizia eseguita da Denise Albani per conto del Tribunale sul DNA trovato sulle unghie della giovane, che avrebbe una compatibilità tra il forte e il molto forte con la linea paterna del 37enne. Proprio per questo "Quarta Repubblica", la trasmissione in onda ogni lunedì su Retequattro condotta da Nicola Porro, ha voluto dedicare uno spazio al tema, ormai sempre più al centro dei dibattiti televisivi.

Nonostante ora sia finita nella lente di ingrandimento degli inquirenti un’altra persona, si è cercato anche di analizzare il comportamento avuto a ridosso dell’omicidio da Alberto Stasi, che era il fidanzato della 26enne, oltre che colui che l’ha ritrovata senza vita, attualmente in carcere da dieci anni. Lui continua comunque a dichiararsi innocente.

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Garlasco, Quarta Repubblica, puntata 15 dicembre 2025: l’intercettazione segreta di Stasi

Sin da quando era stato trovato il corpo senza vita di Chiara Poggi nella sua villetta di Garlasco a finire nell’occhio del ciclone è stato Alberto Stasi, che aveva passato con la fidanzata la sera prima del delitto, per poi rinvenirla cadavere. Ancora adesso c’è chi lo definisce "il biondino dagli occhi di ghiaccio" a causa della sua apparente imperturbabilità e nutre sospetti su di lui per l’ormai notissima telefonata fatta al 118 per chiedere aiuto.

Roberta Bruzzone ha addirittura ritenuto che il suo modo di agire sia tipico di un omicida che sta cercando di essere meno coinvolto possibile, soprattutto perché tende a non urlare o disperarsi, ma anzi si reca subito dai carabinieri prima ancora che l’ambulanza arrivasse sul posto.

La puntata di "Quarta Repubblica" di ieri è stata però anche l’occasione per ascoltare un’intercettazione che vede per protagonista l’attuale condannato, diffusa pochi giorni dopo un altro contatto telefonico tra il giovane e il padre Nicola Stasi, in cui lui appare notevolmente preoccupato e ribadisce a più riprese di essere innocente. In questo nuovo dialogo proposto dalla trasmissione, invece, ascoltiamo Stasi a colloquio con il professor Angelo Giarda, il suo primo legale, scomparso nel 2021, a cui ribadisce in maniera ferma di non avere ucciso la fidanzata.

In questo frangente Alberto sta commentando con l’avvocato quanto visto in un programma in cui sono analizzati i minuti trascorsi tra l’ultimo squillo al telefono della vittima e la chiamata alla Croce Rossa. "Sono sei minuti – dice –, Io sarò rimasto lì davanti a casa di Chiara davvero pochi secondi, venti o trenta. Ho fatto tutto velocemente: appena ho visto, sono scappato via e ho chiamato quando ero in macchina".

In quella fase erano già finiti nel mirino i suoi atteggiamenti, visto che lui parlava della fidanzata come di "una persona", senza mai farne il nome, senza apparire disperato, almeno all’apparenza. A suo dire, questo è però comprensibile con lo stato d’animo che avvertiva in quel momento, dopo essersi trovato davanti agli occhi uno scenario terribile e inaspettato: "Non mi ricordavo neanche il numero civico della casa, ero completamente nel panico ma non ho niente di inventato, come al solito dico la verità".

La perizia sul DNA fa discutere

Ancora un paio di giorni e potranno poi esserci novità importanti in merito alla perizia sul DNA analizzato da Denise Albani, che non può che complicare la posizione di Andrea Sempio. Lui, almeno apparentemente, sostiene di essere tranquillo, ma che anzi quell’esame gli ha tolto un peso, visto che quel materiale genetico potrebbe essere attribuito addirittura a un suo antenato di 500 anni fa.

A contrastare l’esito del lavoro della perita non è però solo la difesa dell’indagato, ma anche quella di Chiara Poggi, ancora estremamente convinta che il colpevole sia già in carcere. La nuova indagine, infatti, non ha minimamente scalfito le loro convinzioni, sono invece dispiaciuti perché nel mirino degli inquirenti è finito un amico del figlio.

Il genetista Marzio Capra, che segue da tempo i genitori della vittima, smonta l’esito degli esami genetici fatti. "Il DNA sulle unghie non si può attribuire assolutamente a Sempio, ma nemmeno alla famiglia di Sempio. È talmente comune e presente nella zona da non potere nemmeno in maniera scientificamente sostenibile attribuire a un soggetto o a un altro. Voi cosa ne sapete se ci sono persone che si chiamano Sempio o che sono figli illegittimi? Non si può saperlo, magari parliamo di qualcosa di centinaia di anni fa. C’è sicuramente a Garlasco o altrove qualcuno con il DNA attribuito a Sempio. La Albani fa la comparazione solo perché le è stato richiesto. Non avrei usato un software che non è validato, di cui non si conoscono gli strumenti, da nessuna parte viene utilizzato".


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