Garlasco, gaffe per Nicola Porro: "Sbagliato tutto". E scatta la rivolta sui social dopo l'intervista a Sempio: "Caos"

A Quarta Repubblica il 22 dicembre 2025 un'intercettazione di Stasi sul Dna sulle unghie di Chiara, la gaffe di Porro e l'intervista a Sempio: cosa è successo

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella puntata di Quarta Repubblica, condotta da Nicola Porro lunedì 22 dicembre 2025, in prima serata su Rete 4, si punta anche sul delitto di Garlasco, affrontando diversi argomenti, tra cui una nuova intercettazione di Alberto Stasi riguardante il Dna trovato sulle unghie di Chiara. Non solo, perché Porro fa subito una gaffe e non manca un’intervista ad Andrea Sempio molto criticata sui social, che si scatenano anche contro Alessandro Sallusti. Ecco cosa è successo nella puntata del 22 dicembre 2025 di Quarta Repubblica e le ultime notizie sul delitto di Garlasco.

Garlasco a Quarta Repubblica, puntata 22 dicembre 2025: cosa è successo

La puntata di Quarta Repubblica comincia con un’intercettazione inedita di Alberto Stasi mentre parla con l’avvocato Angelo Giarda, il suo legale di allora, delle "tracce ematiche riconducibili a persona di sesso maschile" trovate sulle unghie di Chiara. Nell’intercettazione Stasi spera che non sia di "quando mi schiacciava il foruncolo sulla schiena", ma l’avvocato lo rassicura, ricordando che in quel caso sarebbe "un sangue misto a pus" e lo vedrebbero. Stasi chiude la conversazione dicendo di sperare che "Chiara, durante una colluttazione, abbia graffiato chi l’ha colpita". La giornalista Ludovica Bulian, ospite in studio, commenta: "Si preoccupa perché evidentemente lui è già nel mirino delle indagini. Con il suo avvocato parla delle prime indiscrezioni, poi in realtà si troverà sostanzialmente solo il Dna di Chiara. Lui però spiega addirittura questo motivo banale perché preoccupato. E dice che spera che lei abbia avuto una colluttazione e abbia graffiato, pensando che così, forse, in qualche modo si può trovare il sangue dell’assassino".

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Alberto Stasi all’incidente probatorio: parla l’avvocato dei Poggi

Subito dopo si parla della presenza di Alberto Stasi all’udienza finale dell’incidente probatorio. Francesco Compagna, avvocato della famiglia Poggi, spiega perché, secondo lui, non doveva parteciparvi: "Questo direbbero le regole processuali. L’incidente probatorio è come se fosse un’anticipazione di processo nei confronti di Sempio e riesce difficile immaginare che al processo nei confronti di un soggetto ne partecipi un altro legato a lui da un’ipotesi alternativa. Questa presenza mette in luce l’anomalia di questa vicenda: si fa un’indagine a carico di Sempio per vedere se è possibile scagionare Stasi. Questo, per noi, è il cortocircuito, perché se si vuole mettere in discussione la sentenza nei confronti di Stasi, si deve discutere di quelle prove che hanno portato a condannarlo. Invece questo è un meccanismo che si basa sull’idea che il giustizialismo è talmente forte che per condurre una campagna innocentista bisogna inchiodare un innocente. E’ qualcosa che veramente fa pensare".

L’avvocato torna sul fatto dell’anomalia e il conduttore lo interrompe: "A casa pensano una cosa, glielo dico subito. Il 99% delle persone che io vedo mi dicono: ‘Io non so com’è Stasi – tutti erano colpevolisti fino a poco tempo fa -, ma, siccome ci sono un sacco di casini su questo Sempio, forse i nostri ragionevoli dubbi su quella condanna sono ancora superiori’". L’avvocato Compagna replica: "Questo è un ragionamento che sotto il profilo della comunicazione è imbattibile, ma esiste una presunzione di innocenza? Come la si vince? Conoscendo le prove nei dettagli! Se io non conosco nei particolari le prove che inchiodano qualcuno, come faccio? Oggi qualcuno si è interessato di capire le prove per cui è stato condannato Stasi? Sono passate di moda, no?"

Garlasco, la gaffe di Nicola Porro a Quarta Repubblica e le perizie sul Dna: cosa è successo

Poi si affronta nel dettaglio il tema del Dna, prendendo in considerazione le varie perizie fatte dal 2007 al 2025, quella del perito Denise Albani. Ma prima Nicola Porro, facendo anche una gaffe, confessa: "A me questa cosa del Dna un po’ stupisce, è mitica, epica, perché io ho capito che nel 2007, quando si presentano i Ris nella scena del crimine, prendono le unghie di Chiara….". Il consulente di Andrea Sempio, Armando Palmegiani, lo interrompe per correggerlo: "In realtà questo viene fatto dal medico legale in obitorio". E Nicola Porro ammette: "Allora ho già sbagliato tutto! Parto malissimo". Palmegiani poi ricorda che il medico legale "invece di fare il prelievo diretto, come è nella regola, e mettere ogni singolo prelievo dentro una provetta, le taglia e inserisce le unghie della mano destra in un contenitore e quelle della mano sinistra in un altro".

Il conduttore poi inizia a spiegare tutte le perizie fatte sul Dna trovato sulle unghie di Chiara e comincia da quella del Generale Luciano Garofano, che dice non essere attribuibile, ma Palmegiani lo interrompe per sottolineare un particolare che però a Porro non interessa: "Lei è troppo preciso, noi dobbiamo far capire a casa questa cosa, abbia pazienza! Non lo voglio sapere. Lasciamo i dettagli a casa, se no ci confondiamo!". Si passa alla perizia De Stefano del 2014, che conferma quanto scritto da Garofano, aggiungendo però che non si può escludere che sia di Stasi, e infatti tutti si chiedono perché dirlo se il Dna non era attribuibile. Subito dopo si parla della consulenza di Pasquale Linarello, presente in studio, che attribuisce quel Dna al ramo maschile della famiglia Sempio per la prima volta. A confermare la sua perizia arrivano poi anche Roewer, un mostro della genetica e consulente della difesa di Stasi, nel 2022, e Carlo Previderè, consulente della procura di Pavia, nel 2024. Oggi anche Denise Albani, perito del giudice, lo conferma, escludendo categoricamente la presenza del Dna di Alberto Stasi: "Mi fa impazzire questa cosa, lo capite? Ho la testa che mi fuma", alza la voce Porro.

Subito dopo l’attenzione si ferma sull’ex comandante dei Ris di Parma Giampietro Lago che dice la sua sulle prime due perizie, quelle che dicono che il Dna non è attribuibile, in particolare su quella di De Stefano: "Non puoi includere, non puoi escludere, non puoi fare niente. Cioè questi risultati non esistono. Questa frase chiaramente genera equivoci: ‘Non posso escludere Stasi’ sembra scritta per accondiscendere qualcuno". E Porro sottolinea a gran voce: "Vi dico una cosa: Stasi non è stato condannato per la presenza del Dna!". L’avvocato della famiglia Poggi ricorda che in questo caso ci sono tanti Dna maschili sulle unghie di Chiara: "Se abbiamo 5 Dna maschili, non è che abbiamo 5 assassini. La dottoressa Albani, sulla base delle linee guida, ci dice che l’ipotesi che il Dna sia di Sempio ha un supporto moderato, ma non mi hanno voluto dire cosa significhi a livello probabilistico. Se io dico che ci sono 400 volte possibilità in più che sia di Porro e non di Compagna, non vuol dire che ce ne sono 400 su 401 che sia di Porro, ma che su 30 milioni di maschi…", aggiunge prima di essere interrotto.

Il manoscritto segreto sul Dna sulle unghie di Chiara

Si parla anche del manoscritto segreto trovato dal perito Denise Albani all’Istituto di medicina legale di Genova, dove De Stefano aveva fatto le analisi; un appunto dell’11 settembre 2014, presumibilmente scritto dall’assistente del consulente De Stefano, che aveva già analizzato i campioni delle unghie. Nell’appunto si legge dell’esistenza di 2 tracce che mostrano un profilo Y comparabile e annota anche che è possibile procedere ad analisi statistiche, cosa mai fatta finché non è arrivato il perito Albani: "Di tutto questo non c’è traccia nella perizia finale". Per i consulenti dei Poggi, l’assistente di De Stefano intendeva dire che le due tracce fossero comparabili tra di loro.

E’ Pasquale Linarello a spiegare meglio la questione: "Non lo aveva visto nessuno quell’appunto. Nel documento dice che la prova da 5 microlitri esibisce due Dna comparabili tra loro e un’ulteriore traccia di un Dna maschile". Quando il conduttore sottolinea che se De Stefano avesse fatto la comparazione col Dna di Stasi, avrebbe ottenuto una bella soddisfazione, Linarello spiega il problema: "Se chiedo ad Alberto Stasi di comparire per fare un prelievo, evidentemente qualcosa da comparare ce l’ho. Tra il prelievo e l’ulteriore prova del 19 agosto passa del tempo. Poi Alberto Stasi viene convocato per fare il tampone l’8 settembre, ma la riunione finale è l’11 di settembre. Una volta ottenuto il Dna di Alberto Stasi, si doveva procedere a comparazione e quindi vuol dire che in realtà quel Dna era comparabile. E le devo fare un ulteriore appunto, perché in realtà non sono 4 le consulenze, c’è anche quella di Ricci, che poi chiama Roewer e gli chiede di dargli un parere al buio".

Nella puntata di Quarta Repubblica del 22 dicembre 2025 si punta molto sulla questione del Dna attribuibile al ramo maschile dei Sempio e infatti Linarello ricorda che il perito Denise Albani trova ben "12 regioni che combaciano con la linea maschile della famiglia Sempio", e Nicola Porro chiede: "Quante persone in una città come Garlasco potrebbero avere lo stesso Dna di Sempio?". Linarello risponde: "Non lo sa nessuno. Ci dobbiamo basare sulla statistica. Il software utilizzato dalla Albani ci dice che prendendo un aplotipo minimo, cioè 8 punti di quelle 12 regioni, la possibilità che quello sia il Dna di Sempio è da moderatamente forte a forte, perché ci dà un valore che va da 451 a 2527". Ma l’avvocato dei Poggi, Francesco Compagna, non ci sta: "Stiamo attenti, perché se quelle strisce numeriche diventano, anche senza garanzie e consolidamento, strumento per discutere nei tribunali, noi condanniamo innocenti e assolviamo colpevoli".

L’intervista di Alessandro Sallusti ad Andrea Sempio scatena polemiche

Infine, l’intervista di Alessandro Sallusti a 10 Minuti e il commento in studio. Nel nuovo programma di Rete 4, in onda alle 19:30, Andrea Sempio parla del famoso foglietto in cui ha scritto di aver fatto cose talmente brutte che nessuno può immaginare: "Penso che quello fosse un biglietto scritto di recente, prima dell’avviso di garanzia. Quello è stato scritto al termine di una giornata in cui erano successe diverse cose. Ho scritto di aver fatto cose inimmaginabili perché era stata una giornata di caos". "Pensa ad Alberto stasi e al fatto che un innocente potrebbe essere in galera?", chiede Sallusti e Sempio risponde: "No, ma mi fa riflettere: ‘E se mi trovassi nella stessa condizione, visto che sto rischiando di andare verso quella situazione? Quindi rifletti su questa cosa, ma non pensando direttamente a lui. Potrebbe capitare a me di ritrovarmi in galera da innocente, visto la situazione".

Poi il parere di Alessandro Sallusti su Andrea Sempio: "Io sono entrato in questa storia per la prima volta, quindi da ignorante. Sono come uno che sa poco o nulla di arte ed entra in un museo, non capisce nulla, ma certamente può avere delle sensazioni senza alcun pregiudizio. A me ha colpito la sua serafica certezza di uscirne indenne perché ha una sua consapevolezza di non essere stato lui. Lui su una cosa è convincente: collocare i tasselli della sua vita, che sia una frase scritta, o una cosa detta nelle intercettazioni, dentro una storia dopo anni non ha molto senso, perché ognuno di quei tasselli ha un perché che non c’entra nulla con quella storia e la semplicità, la spontaneità con cui ti racconta questo aspetto io l’ho trovata convincente. Il mostro l’ha creato la magistratura, non l’abbiamo creato noi".

Le reazioni sui social dopo la puntata di Quarta Repubblica su Garlasco

Ovviamente sui social non mancano le reazioni, soprattutto quando si parla del delitto di Garlasco. C’è chi si sofferma sulle parole di Andrea Sempio e chi critica il giudizio di Alessandro Sallusti: "La risposta di Sempio a ‘ho fatto cose talmente brutte che non si possono neanche immaginare’ = era una giornata caotica #quartarepubblica", "Peccato solo che mesi fa l’avesse spiegata in maniera diversa. Il problema delle bugie è che devi avere una memoria di ferro per ricordartele e non smentirti come #Sempio ha fatto anche stasera. #Garlasco #QuartaRepubblica #10minuti", "Ah beh, se Sempio ha convinto Sallusti, allora è così…", "E anche Sallusti ce lo siamo giocato", "Ah bene raga, Sallusti ha detto che non sa niente, non ha conoscenza del caso ma, avendo intervistato Sempio, lo ritiene innocente. Tutto bellissimo".

E ancora: "Comunque io se avessi passato semplicemente una giornata caotica non scriverei ‘ho fatto cose inimmaginabili’", "Normale Sempio, anche io ogni giorno scrivo dopo una giornata di mer*a che ho fatto cose inimmaginabili", "‘Ho fatto cose…’ Perché questosto rumore di unghie su uno specchio?", "No, alt! Ha detto una cosa diversa Sempio mesi fa sull’’ho fatto cose terribili’. Disse che si trattava di una citazione da un libro", "Certo, una giornata di caos… le famose giornate di caos che non si possono nemmeno immaginare…"


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