Garlasco in Tv, la bordata del Procuratore di Brescia. E l’avvocato Taccia ‘nasconde’ la strategia di Sempio: “Imprudente”

Il Procuratore di Brescia ha preso posizione dopo le ultime dichiarazioni di Andrea Sempio, indagato per il delitto di Garlasco, lo stesso ha fatto il legale del 39enne, Angela Taccia

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Il delitto di Garlasco continua a offrire spunti di discussione e aggiornamenti con cadenza quasi quotidiana, soprattutto ora che si avvicina quella che può essere definita la vera "data X": il 18 dicembre. Quel giorno, infatti, scade l’incidente probatorio attualmente in corso, da cui potranno emergere novità importanti in merito alla posizione di Andrea Sempio, attualmente indagato per concorso in omicidio dopo essere stato oggetto di indagine già in passato per due volte e avere ottenuto altrettante archiviazioni.

Uno degli aspetti da chiarire riguarda inevitabilmente soprattutto il dna rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi, che in passato non era mai stato analizzato e che sembra appartenere all’amico del fratello della vittima secondo i meriti incaricati dalla Procura.

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Garlasco, il Procuratore di Brescia allo scoperto con parole di fuoco

Negli ultimi giorni l’esposizione mediatica di Andrea Sempio è stata certamente massima, come mai prima d’ora, prima a "Cinque Minuti" e a "Porta a Porta", le due trasmissioni condotte da Bruno Vespa", poi a "Dentro la notizia" e "Quarto Grado" di Gianluigi Nuzzi, dove abbiamo visto spesso anche il suo team difensivo (ospite praticamente tutte le settimane) e spesso anche la sua famiglia. Molti hanno interpretato questo modo di agire come un segno del timore che sta avvertendo in questi giorni, visto che a breve sarà ufficializzato l’esito degli esami genetici ad opera della genetista Denise Albani in merito al DNA rilevato sulle unghie di Chiara Poggi.

Il ragazzo non ha nascosto di sentire un accanimento attorno a sé, visto che già in passato la sua posizione era apparsa sospetta, anche se tutto si era poi risolto in breve tempo, al punto tale da fargli credere fosse difficile ci fosse una nuova riapertura del caso. I più attenti hanno però notato un dettaglio nelle sue parole, che non è passato così inosservato: lui, infatti, non ha detto sia impossibile che il DNA sia il suo, come a escludere la sua colpevolezza, ma piuttosto che sarà "impossibile dimostrare che sia il suo", cosa che fa pensare quindi soprattutto a un calcolo delle probabilità, piuttosto che a una sua reale estraneità ai fatti.

La Procura, dal canto suo, continua a lavorare, anche per provare la corruzione contestata al papà di Sempio e all’ex procuratore Venditti, ma pur volendo mantenere il riserbo ancora per qualche settimana ha scelto di uscire allo scoperto sperando di spegnere le polemiche.

"Non c’è accanimento. La Procura e la polizia giudiziaria mirano al miglior possibile risultato investigativo e cercano di esplorare nella maniera più ampia possibile i telefoni che sono stati sequestrati" – sono state le parole di Guido Rispoli, Procuratore Generale di Brescia in un’intervista al ‘Giornale di Brescia’, chiara risposta evidentemente alla lamentela manifestata dall’indagato. Del resto, siamo in presenza di una condanna passata in giudicato, quella inflitta ad Alberto Stasi, per questo se si decide di riaprire un caso non lo si può fare se non si hanno evidenze chiare che alimentano i dubbi su chi già si trova in carcere.

Il bisogno che sia fatta davvero giustizia è però avvertito da tantissimi nostri connazionali, è anche per questo che molti sono interessati, anche in modo spasmodico, all’andamento delle indagini, ben sapendo quanto sia grave che in carcere possa finire qualcuno che non è in realtà colpevole. Rispoli ritiene quindi sia assolutamente doveroso proseguire e fare chiarezza: "Condivido in pieno la posizione della Procura: la ricerca per ‘parole chiave‘ è per certo insufficiente, considerato che qualsiasi indagato di media intelligenza non utilizza per le conversazioni relative al reato che sta commettendo un linguaggio che permetta di ricondurre a tale reato, ma utilizza sempre un linguaggio ‘criptato. Siamo davanti a una giustizia che non ha paura di mettersi in discussione, riaprendo casi coperti da sentenze passato in giudicato e indagando su propri appartenenti senza guardare in faccia nessuno. Se penso ai periodi torbidi del passato – e a Brescia ne sappiamo qualcosa – io dico che c’è da essere fiduciosi".

La posizione dell’avvocato Taccia

In prima linea per dimostrare l’innocenza del suo assistito c’è Angela Taccia, avvocato di Andrea Sempio e amica di lunga data del 39enne, che ha mantenuto l’incarico anche dopo il passaggio di consegne tra Massimo Lovati e Liborio Cataliotti.

La legale, almeno per ora, preferisce non sbilanciarsi su cosa lei e il collega decideranno di fare, anche se sembra non essere convinta che davvero il DNA appartenga a lui. "Non posso svelare la nostra strategia prima dell’udienza. Lei mi perdonerà, la ringrazio per l’invito, ma sarei veramente imprudente a divulgare le nostre idee prima dell’udienza, ma soprattutto anche prima dei risultati, perché noi non possiamo commentare i ‘qualora’, le ipotesi – ha detto a Pino Rinaldi, ospite di ‘Ignoto X’ -. Noi saremo pronti a spiegare giuridicamente, logicamente, scientificamente le cose che usciranno, ma prevedere è impossibile, direi, a questo punto".

Tutto, a suo dire, sarebbe prematuro, ma manca davvero pochissimo al 18 dicembre, a quel punto sarà necessario uscire necessariamente allo scoperto.


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