Caso Garlasco, la resa dei conti sul DNA e la bordata di Giorgia Meloni: cosa sta succedendo

Il 18 dicembre prossimo è prevista la scadenza dell'incidente probatorio nelle nuove indagini per il delitto di Chiara Poggi, anche il premier ha voluto dire la sua

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Il delitto di Garlasco, in cui è stata uccisa Chiara Poggi a soli 26 anni il 13 agosto 2007, continua a fare discutere e a essere oggetto di interesse non solo da parte delle parti interessate, ma anche dell’opinione pubblica e oggi anche da parte del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha ritenuto fosse importante far conoscere il suo punto di vista a riguardo.

Da dieci anni si trova in carcere per l’omicidio Alberto Stasi, che era il fidanzato della vittima, oltre che colui che l’ha trovata senza vita, ma cresce il numero di persone convinte che la sua condanna sia frutto di un’ingiustizia (è arrivata dopo due assoluzioni). A breve potrebbero così arrivare novità importanti sull’indagine in corso, che vede nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico del fratello della giovane, in seguito a un momento cruciale, la scadenza dell’incidente probatorio attualmente in corso.

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Garlasco, la data cruciale del 18 dicembre e la resa dei conti sul DNA

Solo pochi giorni fa la perita Denise Albani, incaricata dal Tribunale di Pavia, ha consegnato alle parti interessate la sua perizia eseguita sul DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi, rilevando una compatibilità tra il forte e il molto forte con la linea paterna di Andrea Sempio. L’indagato continua però a ribadire la sua estraneità ai fatti sottolineando, in accordo con la sua difesa, che quel materiale genetico possa essere frutto di una contaminazione, legata a oggetti che entrambi potrebbero avere toccato.

Il 37enne sostiene di essersi tolto un peso ora che il lavoro dell’esperta è diventato ufficiale, anche se potrebbe non essere così semplice dimostrare che il DNA non sia collegato all’omicidio. La perita, infatti, ha messo in evidenza nel suo lavoro che quel materiale genetico risalga a pochi giorni prima dell’omicidio, mentre lui sostiene di non essere stato nella villetta di Garlasco dopo il 4. A questo si aggiunge l’ormai nota "Impronta 33", presente sul muro della scala che porta alla cantina, dove si trovava il corpo della vittima, non inserita nell’incidente probatorio, ma che la Procura ritiene appartenga all’indagato.

La giornata di giovedì prossimo, 18 dicembre 2025, sarà comunque importante, in quella data è infatti prevista l’udienza per l’incidente probatorio, dove legali e consulenti potranno porre domande alla perita. Anche la difesa di Alberto Stasi, attualmente in carcere, sarà coinvolta, ma non sembra essere intenzionata a mettere in discussione il lavoro.

Ancora da valutare è invece la posizione della famiglia Poggi, che fa discutere gran parte dell’opinione pubblica. I genitori della vittima, infatti, non hanno mai manifestato alcun dubbio sulla colpevolezza dell’ex fidanzato, nemmeno ora che è in corso una nuova indagine, che sta facendo venire alla luce indizi che possono alimentare i sospetti su Sempio. Anzi, durante l’ultima puntata di "Quarto Grado", andata in onda venerdì 12 dicembre 2025, il consulente della parte offesa Dario Redaelli, ha fatto sapere della volontà di analizzare alcuni accessori che la giovane indossava quando è stata uccisa, tra cui una catenina, una cavigliera e un orecchino che era presente sulla scala per verificare se sia presente il DNA di qualcuno. Questo, come ha lui stesso ha sottolineato, non sta a indicare alcun dubbio sulla sentenza passata in giudicato, anche se questi oggetti non avranno alla fine alcun valore probatorio non essendo stata rispettata la catena di conservazione, come richiede la Cassazione.

La presa di posizione di Giorgia Meloni

In attesa di capire se davvero la colpevolezza di Alberto Stasi possa essere messa in discussione, è intervenuta Giorgia Meloni, che dal palco di Atreju 2025 ha invitato a votare per il referendum sulla giustizia, convinta che questo possa impedire possa esserci un altro caso come quello di Garlasco. L’idea che infatti in carcere possa esserci da dieci anni una persona innocente non può infatti che spaventare tutti.

"Mi auguro che gli italiani confermino la riforma della Giustizia al Referendum. Avanti con la storica riforma della giustizia – ha detto la premier -. Votate per voi stessi e per il futuro della nazione. Votate perché non ci possa più essere una vergogna come quella di Garlasco".


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