Garlasco in TV, lo scontrino di Sempio continua a dividere, interviene Palmegiani: "Non possiamo sapere chi lo abbia preso"
Tra ipotesi investigative e rilievi della difesa, il ticket del parcheggio continua ad alimentare uno dei confronti più delicati della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco

La nuova inchiesta sul caso di Garlasco continua a concentrarsi su una serie di elementi che potrebbero avere un peso nella ricostruzione dei fatti. Fra questi, uno dei più dibattuti resta lo scontrino del parcheggio legato ad Andrea Sempio, un documento che, pur nella sua apparente semplicità, è finito al centro di interpretazioni profondamente diverse tra difesa e investigatori. Nelle ultime ore, il tema è tornato d’attualità dopo le dichiarazioni rilasciate da Armando Palmegiani durante Morning News, dove il consulente della difesa ha commentato le conclusioni contenute nell’informativa dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano.
Garlasco, il valore dello scontrino secondo Armando Palmegiani
Secondo quanto spiegato da Armando Palmegiani, lo scontrino sarebbe stato oggetto di un’analisi molto approfondita all’interno dell’informativa, soprattutto per verificarne la compatibilità con gli orari e con gli spostamenti indicati da Andrea Sempio. Il consulente ha infatti dichiarato: "In realtà è stato più che analizzato nell’informativa quella fatta dai carabinieri di Moscova. È stata vista la possibilità che quello scontrino, a livello temporale e di spostamenti, sia compatibile con quanto detto da Andrea Sempio". Per la difesa, dunque, il documento rappresenterebbe un elemento coerente con la versione fornita dall’indagato, anche se il vero punto di discussione non riguarda tanto gli orari quanto l’identità della persona che avrebbe materialmente ritirato il ticket.
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Entra nel canale WhatsAppIl punto di scontro tra difesa e investigatori
È proprio su questo aspetto che emergono le principali differenze di interpretazione. Palmegiani ha sottolineato come, dal punto di vista tecnico, non esisterebbero elementi in grado di stabilire con certezza chi abbia preso lo scontrino. Nelle sue parole: "I carabinieri giungono a questa conclusione: non possiamo sapere se sia stato preso da Andrea Sempio o dalla mamma. Poi seguono un’ipotesi investigativa dicendo che per loro l’ha preso la mamma, ma tecnicamente non è possibile dirlo". Il consulente ha quindi distinto ciò che, a suo giudizio, può essere dimostrato oggettivamente da quella che definisce invece una ricostruzione investigativa. Secondo questa lettura, attribuire il ritiro dello scontrino alla madre di Andrea Sempio rappresenterebbe un’ipotesi investigativa e non una conclusione supportata da prove tecniche definitive.
Un elemento destinato a restare al centro dell’inchiesta
Lo stesso Palmegiani ha lasciato intendere che la questione potrebbe essere riesaminata ancora nel corso delle indagini, spiegando: "Possiamo ovviamente starci tanto tempo, possiamo rivederlo tutto, rivedere i risultati, ma non è possibile saperlo. Detto questo ci sarà una valutazione in seguito".
Proprio questa impossibilità, almeno allo stato attuale, di attribuire con assoluta certezza lo scontrino a una persona specifica mantiene aperto il confronto tra le parti. Per la difesa il documento continua a essere compatibile con l’alibi di Andrea Sempio, mentre per gli investigatori il suo reale valore probatorio dipenderebbe dall’accertamento di chi lo abbia effettivamente ritirato. È questa diversa lettura dello stesso elemento a rendere il ticket del parcheggio uno dei punti più delicati della nuova fase dell’inchiesta sul caso di Garlasco, destinato con ogni probabilità a rimanere al centro del dibattito anche nei prossimi sviluppi investigativi.