Garlasco in Tv, Garofano difende se stesso e i RIS: "Non abbiamo incastrato nessun innocente". Poi le scuse (con riserva) a Bocellari
Ampio spazio per Garlasco a Ore 14 Sera giovedì 9 aprile 2026, il generale Garofano ha respinto l'idea dei tanti errori commessi in passato, duro scontro con Bocellari

"Ore 14 Sera" è in onda come ogni giovedì anche il 9 aprile 2026, pronto a dare aggiornamenti importanti sul caso Garlasco in una fase cruciale della nuova indagine. Tra pochi giorni, infatti, l’informativa scritta dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano dovrebbe arrivare in Procura a Pavia, preludio della probabile richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio, depositata quasi sicuramente entro fine maggio. Non si esclude inoltre secondo indiscrezioni una modifica al capo di accusa, l’ipotesi di concorso in omicidio con Alberto Stasi, ritenuta comunque tecnica a causa della sua condanna definitiva, potrebbe scomparire definitivamente. Un’eventuale discordanza tra le consulenze eseguite dalle parti interessanti potrebbe spingere il GUP a chiedere una perizia super partes, coinvolgendo anche elementi importanti come l’impronta 33 e l’impronta a pallini attribuita al killer.
Garlasco, Ore 14 Sera puntata 9 aprile 2026: Garofano smonta la nuova indagine
Milo Infante fa subito un intervento: "Togliere Stasi dalla scena del crimine diventa cruciale, non puoi insieme mettere Andrea Sempio, i due non si conoscono. Si attende di capire cosa dica la BPA dei RIS di Cagliari che sembra abbia riscritto tutto, questa è composta da 300 pagine, contro le 19 dei RIS di Parma, che erano guidati da Luciano Garofano".
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Entra nel canale WhatsAppOra il giornalista ritiene importante parlare di Andrea Sempio, cosa che si è fatto poco nell’ultimo periodo, questo viene confermato dalla collega Rita Cavallaro: "Questo è accaduto quasi sempre, si continua a riprocessare Alberto Stasi. Si tratta inoltre di uno dei primi casi di cronaca in cui le cose cristallizzate, come la perizia, sono oggetto di uno scontro terribile tra consulenti. Si minimizza e si dice che non ci sia niente contro di lui, ma io vedo un DNA, il cromosoma Y ramo paterno ma suo, l’impronta 33, che per la Procura è di Sempio, oltre alle criticità sui suoi racconti e su quelli dei suoi genitori, a partire dallo scontrino. Vedremo cosa ci sarà nella Discovery".
Infante coinvolge Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi, in merito a quante impronte del suo assistito ci siano in casa: "Non ricordo il numero esatto, ma 4-5 sul cartone della pizza, due dell’anulare destro sul dispenser del sapone e niente altro. Ci sono però soggetti più contributori e altri meno, abbiamo una scena con tantissime impronte di Marco Poggi, mentre non ci sono, o almeno non sono state rilevate, della mamma di Chiara, eppure abitavano tutti e due lì". Il conduttore chiede un parere a Garofano a riguardo: "I soggetti si dividono in secretori e non secretori. Le impronte sono costituite da acqua, al 98%, il tempo può agire a sfavore della conservazione, a meno che non ci sia un assorbimento su alcune superfici, come in questo caso sul sacchetto dei cornflakes dove abbiamo trovato impronte di Chiara Poggi. E’ usuale non trovare quelle che ti aspetti. Noi abbiamo solo evidenziato le impronte, le decisioni le prende l’autorità giudiziaria, le impronte sul dispenser sono uno degli indizi gravi per cui è stato condannato, nella richiesta di revisione sono state usate ma dichiarate inammissibili. A me sembra che si stiano sminuendo le sentenze che hanno condannato Alberto Stasi, come se non esistessero più pur essendo redatte da giudici nel contraddittorio tra le parti. Non si parla di Sempio perché l’impronta 33 solo per la Procura appartiene a Sempio, ma anche se fosse sua sarebbe fisiologico rispetto a un contatto. Il DNA non è idoneo, non poteva essere diagnosticata alcuna corrispondenza, né per Sempio, né per Stasi, il calcolo fatto vale meno di zero, è DNA non consolidato".
Infante lo interrompe facendo un’annotazione non da poco: "A distanza di anni abbiamo scoperto una verità che si è discostata dalla sentenza passata in giudicato", ma Garofano ribatte: "Quale sarebbe?". Questa la risposta del giornalista: "Il lavandino, l’assenza di tracce di sangue, una sentenza che fa riferimento a un lavaggio importante delle mani e del dispenser. Poi uno dice: ‘Possibile che un assassino si lava le mani e nel lavandino restano i capelli? Tutto è possibile, ma qualche dubbio viene. La mostruosità delle immagini, la pedopornografia, ha sentito dire che tra Chiara e Alberto i rapporti non fossero poi così idilliaci? E’ stato detto più volte anche recentemente". Garofano risponde: "Mi astengo, sono stato definito uno psicologo della mutua (il riferimento è a De Rensis in una delle sue ultime presenze da Giletti, ndr)", ma Bocellari ribatte: "Lei gli ha dato del maleducato, non tiri in ballo il mio collega che non c’è". Garofano continua: "Io non voglio entrare nel merito, mi attengo alle sentenze che si vogliono vedere cancellate". Di fronte a questo Cavallaro non può stare in silenzio: "Se una sentenza non è la Bibbia e non ha accertato la verità perché non dovrebbe essere cancellata?".
Garofano vuole dire ancora la sua: "Rispetto a Sempio finora non ci sono grandi prove, per questo non se ne parla più", ma Infante ha una versione diversa: "Forse la Procura ha delle carte coperte, la difesa di Sempio sta lavorando in modo diverso rispetto al passato, per mesi si parlava di sicari, conigli, killer, piste del Vaticano, nessuno ha mai parlato di depistaggi o inquinamenti delle prove. Ora questa narrazione non c’è stata, la difesa di Sempio indica un colpevole, Alberto Stasi, cosa che prima non accadeva, e sta lavorando in modo serio per opporsi alla linea della Procura".
Infante fa un’altra osservazione su quello che può accadere: "Se c’è un innocente in carcere preoccupiamoci di toglierlo, se la Procura sarà in grado di formulare accuse che possono trasformarsi in una sentenza di condanna avremo una nuova verità processuale, altrimenti avremmo tolto dal carcere qualcuno che non ci doveva finire". Su questo Bocellari concorda. "Meglio un omicidio insoluto che un innocente in carcere, vale per tutti. Si fa passare tutto questo come una regia per smontare la sentenza di condanna, ricordo che c‘è un’indagine della Procura della Repubblica, non c’è una regia, al di là della difesa di Stasi serve rispetto, come c’è sempre stato per l’indagine del 2007. Poi si possono evidenziare errori fatti all’epoca, ma quello che sta succedendo non è una regia".
Garofano replica con durezza: "Sono abbastanza stanco di sentire attorno a me e all’arma dei Carabinieri di questi errori. Noi abbiamo agito nel migliore modo possibile con le procedure che avevamo a disposizione. Errare è umano, che si continui a ribaltare le sentenze per accendere il focus sui nostri errori, ma spesso sono suggestioni o manipolazioni della realtà, è veramente deprimente. Voglio cogliere l’occasione per chiedere scusa all’avvocato Bocellari, i toni che ho usato a ‘Lo Stato delle Cose’ non erano idonei, ma c’è un però. Io ho subito in quel momento una sua telefonata, probabilmente sollecitata da De Rensis, dove lei ha messo in dubbio più volte se noi avessimo analizzato tutta la porta. Io ho spiegato per ben due volte, poi si perde la pazienza. E’ però gravissimo, visto che lei lo sapeva benissimo, che la porta fosse analizzata tutta farlo passare in una trasmissione la mancanza di visione di una macchina come qualcosa di non visto". Le risponde: "Non sono stata invitata dall’avvocato De Rensis, ma ho chiamato io personalmente", Garofano la interrompe: "Peggio ancora". Lei va avanti: "Quando lei ha parlato delle analisi fatte su tutta la porta, io conosco la relazione dei RIS e i verbali degli accertamenti, non ho trovato analisi genetiche di tutta la porta. Nella relazione c’è una ricerca su tutta la porta di tutte le impronte digitali, poi è indicata un’area cerchiata in rosso sopra il pomello dove è stato fatto il Combur Test per rilevare le tracce ematiche perché stavano cercando impronte insanguinate. A me non risulta, ed era quello il senso dell’intervento, di indicare l’assenza di analisi genetiche sul resto della porta. Io non ho detto né che quella traccia fosse sangue, né che non ci fosse il 13 agosto. Se ci sono analisi di tutta la porta a me non risultano nella tabella dei RIS". Garofano risponde citando le pagine dove ci sono anche le tecniche indicate: "Abbiamo usato il Nero Amido, fondamentale per trovare tracce ematiche latenti. Su una porta non si cosparge il Luminol, è liquido, quindi distruggerebbe la porta. Abbiamo usato luce, luci forensi, combur, ricerca delle impronte digitali, concordando con i consulenti l’abbiamo trasferita in laboratorio e trattata con il Nero Amido, se non avessimo visto una traccia di sangue come quella saremmo cretini. La telefonata provocatoria è stata grave e antipatica". Questo merita il commento di Infante: "Eravamo partiti benissimo con le scuse…".
Bocellari ribatte ancora: "Il generale ha risposto, a me pare più che soddisfacente, evidentemente quello che io ho detto non è stato compreso e non c’è la volontà di comprenderlo. Io non contestavo l’eventuale presenza di sangue sulla porta, ho parlato della mancanza di analisi genetiche. Adesso non si può intervenire nemmeno telefonicamente, altrimenti si offende".
Infante prova a spezzare la tensione: "Non si capisce perché sulla porta non ci sia l’impronta dell’assassino, in un delitto d’impeto, forse preordinato ma non premeditato. Vuol dire che è stato un assassino accorto". Bocellari ribatte: "La porta era chiusa quando viene colpita davanti, chiunque sia l’assassino l’ha aperta. L’assenza di impronte può essere dovuta a diverse ragioni, l’incidente probatorio si è concentrato solo sulle paradesive".
Le impronte sulla scena del delitto
Spazio a un’intervista al professor Balossino, che si era occupato della perizia super partes in primo grado sulla camminata di Stasi. "Abbiamo preso una ventina di soggetti e ricreato un ambiente come quello in cui era avvenuto il delitto, per farli camminare per acquisire il loro comportamento a fronte di un pavimento senza macchie di sangue e poi uno con le macchie. E’ emerso che in assenza di macchie i soggetti hanno fatto il percorso senza tener conto di quello che stavano facendo, con le macchie invece si è verificato ‘l’evitamento implicito’, ovvero non si va a toccare quelle più grosse, inconsciamente le evita. Le macchie più piccole penso siano state toccate, ma se sono secche non è detto aderisca".
Infante fa un’osservazione a riguardo: "Mettiamoci nei panni di Stasi, entra nella villetta e trova sangue ovunque. A me sembra timoroso, quando scopre il corpo corre dai carabinieri, ha paura, chiama il 118 ma mentre va alla stazione. E’ difficile ipotizzare che abbia guardato per terra?". Su questo risponde la psicoterapeuta Sarah Viola: "E’ un dato antropometrico evitare istintivamente, anche se non sai cos’è, visto che la scena è angosciante. E’ agghiacciante che questo sia stato determinante per la sua condanna". Bocellari ricorda l’analisi: "Hanno fatto varie prove su come lui potesse entrare in casa, lui dice di essere entrato e di non guardare dove mettesse i piedi. L’evitamento implicito lo abbiamo anche noi, magari con una pozzanghera. Balossino dice che è zero la possibilità di non pestare sangue, ricordo che la perizia Testi, che è uguale alla perizia Balossino, viene mediaticamente spacciata come elemento di grandissima novità che ribalta un’assoluzione. Ma lo stesso Stasi dice di non avere guardato dove mettesse i piedi, è pacifico che lui pestasse sangue, il problema è lo stato di essicazione. Lui l’avrebbe uccisa tra le 9.12 e le 9.35, lui dice di essere rientrato ma mente alle 13.50, ma perché non avrebbe potuto entrare davvero e verificare dove fosse il corpo di Chiara? Come faceva a sapere se l’aveva lasciata alle 9.35 se il corpo non fosse scivolato in cantina? Lui assassino come fa a saperlo? Perché andare dai carabinieri, rischiare e riferire una scena che poteva essere cambiata dopo quattro ore e mezza?".
Infante chiede a Garofano la sua impressione sullo Stasi scopritore: "Da psicologo della mutua, con un minimo di logica, credo che in questi casi valga l’emotività. Se sei preoccupato perché la tua ragazza non ti risponde a tante telefonate ed entri in casa vedendo la macchia di sangue è talmente tanta la preoccupazione che non vai a guardare dove cammini. Quindi la perizia Testi ha stabilito qualcosa che ritengo condivisibile". Su questo il conduttore ribatte: "Possiamo ipotizzare che un ragazzo che entra in una casa piena di sangue si chiede cosa sia successo, potrebbe chiedersi se in casa ci sia qualcuno che potrebbe fargli del male. Io penserei: ‘C’è un pericolo imminente?’, cerco quindi di muovermi con cautela".
Garofano va avanti per la sua strada: "Questo è confermato da un solo tipo di impronta, le Frau, erano in tutto l’appartamento". Infante ribatte: "Ci sono le impronte, ma non le scarpe". L’ex capo dei RIS prosegue: "Stasi ha comprato il 20 agosto scarpe Geox taglia 42, il 42 serve per identificare la misura. A lui vengono sequestrate scarpe Frau. Lui quindi vestiva scarpe 42 e a lui piaceva anche comprare Frau. Ho chiamato Sempio e gli ho chiesto se avesse mai comprato scarpe Frau, lui mi ha detto: ‘Mai’. Se le avesse comprate avrebbe giustificato un probabile arresto, ma come vedete…". Bocellari chiosa: con ironia: "Abbiamo le dichiarazioni dell’indagato". L’avvocato e Rita Cavallaro non hanno potuto fare a meno di ridere.
Garofano conclude: "Non abbiamo incastrato nessun innocente. Quando sarà dimostrato che lo è, mai, vediamo. Le revisioni che sono state presentate sono state già bocciate. Le critiche sono strumentali e sono stufo, sono dette anche quando non ci sono".
Il culmine si è raggiunto quando Garofano stizzito ha detto: "Ma perché devo essere interrotto da persone incompetenti?". A questo ha risposto Rita Cavallaro: "Anche l’indagine è stata condotta in maniera incompetente". Non solo, l’ex capo dei RIS ha inoltre fatto un invito a tutti: "Dovete chiamarmi Generale, non sono stato degradato".Milo Infante chiude: "Siamo uomini o caporali".
