Garlasco in Tv, lo sconforto di Infante: "Non c'è niente di logico". Spunta un legame tra il PC di Chiara Poggi e quello di Sempio
Ore 14 Sera è tornato in onda giovedì 5 marzo 2026 dopo la pausa per le Olimpiadi, è stato ampio lo spazio dedicato a Garlasco, con attenzione agli elementi ancora poco chiari

"Ore 14 Sera" è tornato in onda giovedì 5 marzo 2026 dopo la lunga pausa osservata per lasciare spazio alle Olimpiadi di Milano-Cortina, non poteva quindi non dedicare spazio alle ultime novità sul delitto di Garlasco, in una fase in cui presto potremo sapere qualcosa in più di quanto è nelle mani della Procura.
È trascorso ormai un anno dalla nuova iscrizione del registro degli indagati di Andrea Sempio (la sua posizione era stata in passato archiviata per due volte in maniera frettolosa, accusato di concorso in omicidio, nonostante ci sia già un condannato in via definita in carcere da dieci anni, Alberto Stasi.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco, Ore 14 Sera puntata 5 marzo 2026: l’ultimo pasto di Chiara Poggi
Milo infante parte con un dettaglio importante: "Si attendono i risultati delle analisi effettuate dai RIS di Cagliari e dalla dottoressa Cattaneo, a cui si è aggiunta un’integrazione del colonnello Berti dopo la consulenza dell’anatomopatologa. È stato presentato presso la Procura della Repubblica di Milano un esposto che sarebbe stato firmato dalla famiglia Cappa con accuse gravi nei confronti di alcuni protagonisti di questa seconda parte di indagini. L’ipotesi contenuta nel fascicolo, ancora non assegnato ad alcun PM, riguarda un sospetto che ci sia qualcuno che sta cercando di depistare e inquinare le indagini".
Il conduttore fa subito una domanda al generale Luciano Garofano, che all’epoca si era occupato delle indagini come capo dei RIS: "Ogni giorno si assiste a uno stillicidio di esperti e consulenti che pongono novità che sembrano incredibili. Il consulente della famiglia Poggi, ad esempio, ritiene che ai RIS di Parma sia sfuggita quella che poteva essere quasi la pistola fumante, ovvero tracce di sangue nel lavandino della cucina. Se fosse vera...". Arriva la conclusione di Garofano: "Sarebbe drammatica. Ho visto ieri sera l’immagine per la prima volta, ampliando la ricostruzione della dinamica. Secondo il dottor Redaelli l’aggressione, con la produzione di macchie di sangue sarebbe avvenuta in cucina. Quando ho visto la foto sono rimasto deluso, oltre a quella macchietta ci sono altre macchie simili. Noi abbiamo evidenziato una macchia, la numero 61, nel mobile, ed è sicuramente di Chiara. Non abbiamo censito tutte le macchie, ma soprattutto quelle isolate, questa è la regola. Noi siamo stati in cucina, ma su quella tavola abbiamo fatto anche il Luminol, per me non è sangue. I cucchiaini nel lavandino sono stati valutati, ma non repertati, non si porta tutta la scena del crimine in laboratorio, fa una selezione accurata e poi ci si torna per fare approfondimenti. Quell’ipotesi per me è azzardata".
- Si mostra un’immagine della cucina, dove si nota un contenitore di plastica adatto per la frutta ma vuoto, Infante dice: "La dobbiamo mettere in correlazione con le tracce di fragole trovate nello stomaco di Chiara, quando le ha mangiate? La sera non è possibile, ci viene detto che zuccheri, quindi frutta, viene consumato velocemente. Se le avesse consumate la sera, la mattina non ci sarebbe stata alcuna traccia. Se le ha mangiate lo ha fatto di mattina". Arriva l’osservazione di Rita Cavallaro: " Se le ha mangiate ha fatto un altro lavaggio, la sera aveva lavato quelli della pizza, che erano di Alberto". Infante va avanti nella ricostruzione: "Quando mangi la fragole tagli la parte sopra, ma non ce n’è traccia nell’immondizia". Cavallaro prosegue: "E se questa immondizia fosse stata portata via? Mancano cose in casa, i teli mare, che si dice siano stati usati dall’assassino per ripulirsi, potresti averli messi in un sacchetto per non farti vedere". Non si tratta nemmeno del Fruttolo che lei potrebbe avere mangiato, quello era alla fragola, ma non contiene pezzi di fragola. Il conduttore prosegue nella sua analisi: "Il contenuto dello stomaco ci dà un’indicazione, Chiara si deve essere svegliata presto la mattina, nello stomaco non ci sono grandi residui ci cibo, sono stati ampiamente digeriti, fa pensare quindi ad almeno un’ora prima della morte". Antonio De Rensis legale di Alberto Stasi, fa un’altra ipotesi: "E se avesse mangiato alle 9.30?". Infante ribatte: "Se fosse così vuol dire che l’orario di morte deve essere spostato ampiamente dopo. A noi manca una fortuna, non abbiamo certezze, ma tanti dubbi. Dobbiamo anche cercare di capire se ci sia qualcuno che può avere interesse a mettere in giro notizie false, ci sono cose che vengono dette, ma poi immediatamente smentite dall’esperto dopo. Ci si chiede: ‘C’è una scienza esatta?’ No. Se diciamo che Chiara ha visto la cartella ‘Militare’ la sera prima e visionato quelle immagini, poi arriva l’esperto dopo e dice che non è possibile, uno dei due prende uno svarione. Nel lavandino si dice che ci fosse sangue, un altro dice di no". Interviene Garofano, che si sente inevitabilmente parte in causa: "Ci sono limiti che alcuni consulenti vogliono consultare a danno della verità. La scienza è imperfetta, quante volte abbiamo visto diagnosi di luminari antitetiche? Capita anche a noi, in queste caso sono uscite tante teorie poi smentite, altre lo saranno in futuro".
Il nuovo esposto in Procura
Si torna poi a parlare in maniera più precisa dell’esposto presentato in Procura a firma della famiglia Cappa, dove si sollevano interrogativi: "si chiede all’autorità giudiziaria alcuni fatti, che sarebbero ritenuti gravi", dice Infante. A riguardo interviene la criminologa Anna Vagli: "Non mi stupisco, fino a oggi sono successi eventi che fanno capire come la famiglia Cappa sia sotto assedio. La loro quotidianità viene messa a repentaglio. Oggi ero a passeggio con una delle sorelle Cappa, è stata assediata dai giornalisti, pur avendo intimato più volte di abbassare la telecamera e andarsene sono rimasti lì. Le stesse persone si sono poi recate fuori dalla scuola del figlio di Stefania per aspettare che lei arrivasse, vivono sotto assedio, sia all’inizio dell’inchiesta sia adesso. Voglio ricordare che loro sono totalmente estranee ai fatti, non sono mai state indagate. Essere tacciate di un reato come quello di un omicidio, con un trauma emotivo visto che Chiara era loro cugina, doversi continuamente difendere da notizie è fuorviante. Evidentemente si saranno volute tutelare, sfido chiunque nella loro situazione a voler prendere provvedimenti a tappeto. All’epoca dei fatti sono stati i primi a dare il DNA spontaneamente. ma nella nuova inchiesta, a differenza di quanto si legge, non è mai stato chiesto e non verrà chiesto. Non sono mai state sentite nella nuova inchiesta, c’è chi le lega ad Andrea Sempio, ma non lo conoscevano".
Interviene a riguardo il generale Garofano: "Mi è arrivata notizia da fonte certa, l’esposto non è stato presentato".
C’è una precisazione a livello tecnico e generale di De Rensis: "Perché si configura l’ipotesi di inquinamento e depistaggio delle prove è necessario che il soggetto abbia posto in essere atti portando gli investigatori a indirizzarsi nei confronti di qualcuno. Se l’esposto davvero ci fosse, il depistatore vale zero, le signore Cappa non sono indagate e non sono mai state sentite. Se fosse, devono essere chiamati i carabinieri di Pavia e di Moscova".
Arriva una puntualizzazione di Infante: "In questi mesi ne abbiamo sentite tante, ricostruzioni di ogni tipo, ci siamo posti la domanda: ‘Ma c’è una regia dietro questa disinformazione?'". Interviene De Rensis: "A mio modesto avviso sulla scena del crimine c’erano più persone, verrò smentito, vedremo se sono state usate più armi, ma è diverso da parlare di inquinamento". Il conduttore chiarisce: "Questo può essere superfluo, la Procura di Pavia si rivolge alla dottoressa Cattaneo e al Colonnello Berti per chiarire questo punto, capire se ci fossero più persone, se siano state usate più armi, ogni dubbio se l’è posto la Procura di Pavia".
Il contenuto dei computer
Siamo in attesa di conoscere il contenuto della consulenza sui PC di Chiara Poggi e Alberto Stasi da parte dell’esperto scelto dalla Procura, per ora ci sono teorie opposte da parte degli incaricati dai Poggi e dalla difesa del condannato. L’incaricato della Procura deve analizzare il PC della vittima, partendo dalle numerose cartelle presenti. Il 17 settembre 2006 iniziano a essere scaricati anche alcuni filmati intimi che la ritraggono insieme al fidanzato, messi poi in sicurezza dal 1° maggio. Qualcuno li ha aperti o copiati in quegli otto mesi? In estate prima di partire per Londra ha reso i file ancora più protetti, non è escluso possa avere iniziato a nutrire sospetti nei confronti di chi usava il PC (il fratello Marco e i suoi amici). La ragazza aveva inoltre raggiunto il fidanzato in Inghilterra, in quei giorni qualcuno ha salvato l’ormai noto video di una bravata in una scuola che vedeva ritratti Sempio e alcuni amici, secondo gli inquirenti a salvarlo potrebbe essere stato l’attuale indagato. Questa sarebbe una conferma dell’utilizzo del computer da parte di Sempio, pur non vivendo in quella casa.
Su questo interviene Rita Cavallaro, che ha importanti indiscrezioni: "Il PC di Chiara sarebbe legato ai dispositivi di Sempio e a quelli sequestrati agli amici Freddi e Capra, che non sono indagati. Da alcune indiscrezioni ci sarebbe elementi comuni tra questi dispositivi, nella richiesta del Pm ci sono degli omissis, quesiti che non sono stati resi pubblici". De Rensis chiede: "Sta depistando? Chiedo, forse sta depistando, no chiedo". Cavallaro replica: "Per qualcuno forse sì". De Rensis dice ancora: "Pensi se un magistrato come Napoleone può essere condizionabile da quello che diciamo noi". Cavallaro aggiunge: "Io ho una fonte che mi ha detto questo, magari non è vero". De Rensis precisa: "Ovviamente era una battuta la mia, no, specifico".
Infante non può stare in silenzio: "C’è anche la logica, che ci porta un passo indietro rispetto alle analisi scientifiche. Alberto si allontana da casa, torna, ammettiamo anche che Chiara non lavori sulla sua tesi, ma quando rientra lui lavora alla tesi, non c’è traccia di litigio. Manca comunque il movente, mettiamo che abbia visto le immagini: ‘Cosa può avere detto? Vado e ti denuncio ai carabinieri? Come matura l’intento omicidiario in Alberto Stasi? Non c’è niente che ha una logica, quando diciamo che l’assassino prende Chiara e la butta dalle scale, si dice che lo fa per nascondere il corpo e ritardarne la scoperta. C’è chi ha detto volesse simulare un incidente domestico, se parliamo di un assassino con un’intelligenza al di sotto della media sa che se questa teoria non può esserci con tutto quel sangue. Uno passa, si accorge del lago di sangue, ma non vede Chiara. Esco di casa, ma mi dimentico di chiudere la porta. Ha senso? L’assassino aveva comunque il tempo di cancellare le tracce e depistare le indagini, perché scappare con la porta aperta?'".
