Garlasco in Tv, De Rensis tuona: "Attacco feroce mai visto". E Infante chiude Ore 14 di Sera con un saluto che preoccupa: "Ci sono altri mondi, vedremo"

Il recap dell’ultima puntata stagionale di Ore 14 di Sera, dalle certezze di Giada Bocellari al saluto sibillino di Infante: ecco cosa è successo nella diretta del 5 giugno 2026.

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Ultimo appuntamento stagionale per "Ore 14 Sera", che chiude venerdì 5 giugno 2026 mesi di grandi successi, che hanno permesso al programma di entrare nel cuore del pubblico, con una puntata interamente dedicata al caso Garlasco. Milo Infante parte sottolineando come ci siano al momento due verità per il delitto: "Una è quella che vede un condannato, Alberto Stasi, in un’indagine e in una serie di processi che raccontano errori mai registrati prima nella storia della giustizia italiana, con una condanna che alla fine, come ha sottolineato il giudice Vitelli, arriva dopo ‘un dubbio ragionevole’. L’altra verità vede impegnata la Procura di Pavia, che sta cercando da tanti mesi di arrivare a una verità che sia più ragionevole, che possa portare a far espiare la colpa al vero assassino di Chiara Poggi, per gli inquirenti è Andrea Sempio".

Il giornalista fa un’altra osservazione: "Contro questa indagine si sono mossi sia la persona indagata, sia la famiglia della vittima, questo è sembrato a tutti un po’ strano". A riguardo viene mandata in onda una dichiarazione di Gianluigi Tizzoni, avvocato dei Poggi, del 12 marzo 2025, a pochi giorni dall’apertura della nuova indagine, dove aveva manifestato il suo scetticismo: "Abbiamo appreso dalla stampa il settimo tentativo di ribaltare la decisione della Suprema Corte di Cassazione, rimango in curiosa attesa di verificare se questi 50-60 magistrati che hanno verificato la vicenda dal 2015 in poi abbiano sbagliato qualcosa. Nel 2015, da quando la cassazione ha stabilito che Stasi sia l’unico responsabile abbiamo avuto un ricorso straordinario in Cassazione rigettato, due tentativi di revisione a Brescia respinti, due denunce a Pavia archiviate".

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Ore 14 di Sera, Garlasco: iI faccia a faccia con l’avvocato De Rensis

Si parte con un faccia a faccia tra Milo Infante e Antonio De Rensis, legale di Stasi, che commentale dichiarazioni del collega: "E’ un inizio che ho sentito e risentito, 800 giudici hanno condannato Stasi, quattro l’hanno assolto, sono numeri paradossali. Ho sentito anche, non dal collega, che questa sia un’indagine al servizio della revisione, messa in piedi per arrivare a quello. Mai c’è stato un attacco così feroce nei confronti di una Procura, cose gravissime e inedite per me. Uso una metafora sfruttando una partita di calcio, qualcuno è andato negli spogliatoi a farsi la doccia e ha iniziato a schizzare acqua pensando che la partita fosse finita, ma ci sono anche altri in campo a giocare, l’indagine non è finita".

Al legale viene fatta ascoltare un’intercettazione di Andrea Sempio e della mamma, che parlano di lui. Parla la mamma piangendo: "Su Rai2 ancora quel bastardo di m**, che dice in televisione che tu sei un assassino e hanno spostato avanti l’orario. Ci buttano m*** addosso e solo i tuoi avvocati non si fanno sentire da nessuna parte". Lui minimizza: "Stai tranquilla, è solo la trasmissione. E’ una ca**a che ha detto quello lì, io sono tranquillissimo".. Lei prosegue: "E’ De Rensis, quel pezzo di m*** su Raidue, quello ha detto chiaramente che sarai stato te con qualcun altro".

L’avvocato replica: "Sono molto credente, pratico il perdono, cosa vuole che siano queste offese in confronto alla lettera che ha ricevuto Stasi in prigione? Non sono nulla, non sono piacevoli, ma a confronto cosa vuole che sia?".

Si passa a un’altra intercettazione in macchina del 21 marzo 2025, dove parla della Procura: "Questa cosa è strana, ieri sera stavamo parlando e lui e l’Angela continuavano a dire: ‘Si vede che è una cosa pilotata in qualche modo perché gli elementi non vengono detti. Perché dovresti tirare fuori elementi che negli anni hanno dato risultati incerti o dubbi? Dall’altra parte abbiamo gente brutta e conosciuta per essere stracorrotta, Napoleone, Civardi, sono tutti stracorrotti".

Il giornalista Luca Fazzo commenta: "Chi vuole mandare questo messaggio è chi lo ha protetto per anni, per questo i cattivi diventano altri". A essere contrari all’indagine, come detto, sono anche i Poggi, come dimostra un’altra intercettazione: "Ci può stare che l’indagato parli male di chi indaga, la cosa più strana è che all’interno della famiglia si parli di una possibile segnalazione attraverso la Barbaini per bloccare la Procura di Pavia. Chiaramente la dottoressa gli avrà consigliato di segnalare con un esposto. Marco Poggi dice: ‘Ma non c’è qualcuno che può intromettersi?’". Brindani: "Questa intercettazione è più grave di quella di Sempio, lui non sa chi siano Napoleone e Civardi, sono stati mandati a Pavia per fare pulizia in una Procura corrotta, lavorando su quello sono inciampati nel delitto Poggi. Questa fa capire che chi ha detto certe cose a Marco conosce i meccanismi".

L’inchiesta sulla corruzione: i possibili sviluppi

Spazio all’inchiesta sulla corruzione, che vede tra gli indagati anche il papà di Sempio, che presenta importanti novità. Tutto era nato da un biglietto trovato nella casa dell’indagato e scritto dal padre: "Venditti GIP archivia x 20. 30. euro", costato all’ex Procuratore di Pavia un avviso di garanzia per corruzione in atti giudiziari. Ora lui starebbe per uscire di scena (non sarebbero emersi elementi concreti a suo carico, si pensava che Giuseppe Sempio gli avesse dato una tangente per ottenere nel 2017 l’archiviazione del figlio), ma può aggravarsi la posizione di alcuni avvocati e Carabinieri, l’inchiesta sta per concludersi, l’intero fascicolo potrebbe tornare a Pavia. Ci potrebbero essere rapporti opachi tra la Polizia Giudiziaria e Sempio, l’ex capo Silvio Sapone avrebbe chiamato Sempio il 21 e il 22 gennaio 2027 più volte, Andrea dice: "Quando mi ha proposto la roba", secondo i magistrati pavesi "la roba" sarebbe una trattativa con l’intermediazione degli avvocati dell’epoca Soldani, Lovati e Grassi. I legali avevano dichiarato di avere ricevuto un compenso in nero di 15 mila euro a testa, mentre la famiglia Sempio avrebbe movimentato più di 50 mila euro.

Infante commenta le numerose chiamate fatte da Soldani a Sempio: "Dice di essere un asino nelle intercettazioni, ha poca fortuna con il telefono perché non gli risponde nessuno e ha poca memoria perché dice di non conoscere Sempio". Rita Cavallaro osserva "Quale ufficiale delle forze dell’ordine chiama nell’ombra senza indicazione una persona per proporre una roba mettendosi a rischio che la persona dica: ‘Ma come ti permetti? Vado e ti denuncio’, secondo me c’è qualche passaggio che non conosciamo. Escono 15 mila euro dai conti dei Sempio serviti a pagare gli avvocati per la Procura, poi ne entrano 40 mila dalle sorelle di Giuseppe Sempio, serviti a pagare ‘quei signori lì’, e per gli inquirenti non sono gli avvocati".

Milo Infante ricorda: "C’è un altro carabiniere, Pappalardo, che il 24 dicembre, con grande senso del dovere pur essendo in permesso 104, va nell’ufficio di Venditti e scatta tre fotografie a un fascicolo secretato appena arrivato (l’inchiesta a Sempio era stata aperta il giorno prima). Noi possiamo dire per fonte diretta e certa che il commento di Venditti è stato di grande rammarico".

Garlasco, l’impronta della scarpa sulla scena del crimine

La difesa di Sempio è convinta di poter smontare l’accusa relativa all’impronta di scarpa presente a casa Poggi e appartenente all’assassino, secondo legali e consulenti il piede dell’indagato sarebbe più grande.

Il consulente Palmegiani commenta: "Chiederemo una perizia sulla misura del piede, così che possa essere valutata da un giudice terzo, è un dato su cui crediamo molto". Su questo però obietta la dottoressa Sarah Viola: "La perizia viene fatta sulla situazione attuale, il piede cambia in 20 anni, ho tre figli maschi, dai 18 ai 30 anni di adesso il piede è cambiato, anche la larghezza".

Infante ritiene che tutto non sia così semplice: "Dobbiamo pensare a una Procura che sta continuando a indagare per omicidio in modo tanto determinato da rispondere punto per punto alle strategie della difesa perché sono convinti che Andrea Sempio sia l’assassino di Chiara Poggi".

De Rensis ci tiene a fare una precisazione: "La Procura non ha messo in discussione che la scarpa sia una Frau, il discorso è sull’allineamento tra la lettera e i pallini, quindi la misurazione potrebbe essere anche un 43. In discussione c’è la larghezza della scarpa". Interviene Garofano: "Sicuri che fosse una 42, sulla base della sovrapposizione delle suole che non avevano il logo". L’avvocato prosegue il suo discorso: "La mia collega Giada Bocellari mi ha autorizzato a dire questo, a lei dottor Palmegiani non sarà sfuggito che noi sorvoliamo sempre altissimi la posizione del suo assistito. Se a lei non sembra così allora vuol dire che abbiamo percezioni della realtà diversa, ma se dovessimo renderci conto che lei non sorvola sulla posizione del nostro assistito inizieremo a fare la stessa cosa, credo che sia meglio che ognuno pensi all’assistito suo e non a quello degli altri". Arriva la replica: "Lei non può pensare che se io penso che quell’orma sia il 41 di taglia, e nella relazione non parlo di numero, non si deve sentire attaccato. Se io dico di non avere questa percezione è perché rispetto benissimo sia Alberto Stasi, sia la difesa per il lavoro egregio che fate. Ma se voi fare una relazione che indica che la traccia 33 sia di Andrea Sempio o che c’è del sangue non mi potete dire che siete neutri e che non toccate per niente il discorso Sempio".

De Rensis ribatte: "Lei ha sentito l’avvocato Bocellari dire che l’impronta sia di Sempio o lo ha sentito dire da me? Noi quando scriviamo e firmiamo agli organi inquirenti diciamo quello che vogliamo, nei dibattiti pubblici nessuno ha attribuito l’impronta a Sempio. Noi abbiamo detto che poteva essere bagnata".

L’impronta 33 sul muro di casa Poggi

Dario Redaelli, consulente dei Poggi, ci tiene a dare la sua opinione sull’impronta 33: " Si parla di un cluster di minuzie indicativo per l’attribuzione dell’impronta, ma bisogna sottolineare che si vede bene sull’impronta palmare di Sempio, ma è solo immaginato sulla traccia 33. Se dalla 33 togliamo i punti 8 e 9 non troviamo il cluster di cui si parla tanto". Garofano aggiunge: "Non si vedono i punti 3, 4 e 5, sono confuse nella reazione della ninidrina e non sono distinguibili. Per noi si vedono la 1, la 12, la 13, la 14 e la 15".

Infante chiede se potessero bastare per escludere Stasi, ma Garofano risponde: "In un’impronta così credo di no, il problema è il tipo d minuzie, 5 termini di linea non possono escludere un soggetto". Redaelli precisa: "Abbiamo la certezza che questa sia la porzione ipotenare dell’impronta di Sempio, ma non possiamo sapere nel confronto con un’altra impronta, ad esempio quella di Stasi". De Rensis: "Poteva essere escluso, il colonnello Iuliano e il dottor Caprioli hanno avuto una replica dura contro il RIS di Parma". Garofano va avanti nel discorso: "Dobbiamo capire come una mano bagnata dalla cucina arrivi su quella scala. Se si ipotizza che qualcuno si sia lavato in cucina, si sarà lavato bene, quindi è discutibile che giri con una mano bagnata fino alle scale è illogico". De Rensis non ci sta: "L’impronta non è bagnata di acqua, la ninidrina non reagisce all’acqua. Impronta mista di sudore e sangue, togliamo l’acqua". Palmegiani è di parere opposto: "A nostro avviso non è un cluster particolare, ma non c’è una minuzia particolare, potevano includere o escludere Sempio rispetto a Stasi, siamo abbastanza convinti che un dattiloscopista super partes chiarirà questo".

De Rensis ricorda un particolare: "Perché la dottoressa Muscio, che aveva indagato all’epoca, ha chiesto ad Alberto se si fosse appoggiato al muro? Lui ha detto che non era necessario farlo per vedere, ma questa 33 era importante o no?".

L’intervento di Giada Bocellari

A sorpresa interviene in collegamento Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, che ritiene doverose fare alcune precisazioni sulla discussione in essere: "In studio ci sono 3 consulenti e nessuno dei nostri, ci terrei a fare un paio di precisazioni". La legale si rivolge subito alla giornalista Ilenia Petracalvina in merito al DNA: "Non essendo stata fatta la quantificazione, non si può dire quanto DNA c’è né quanta degradazione c’è, dottoressa Petracalvina".

Petracalvina resta della sua idea e legge uno stralcio della perizia Albani, ma ribatte De Rensis: "La parola ‘degradato’ non c’è, quindi ha ragione l’avvocato Bocellari, diciamo come al bar". Anche Brindani e Cavallaro sono della stessa idea: "Non c’è scritto, dai su!".
Interviene Redaelli: "Anche il mignolo di Stasi non ha abbastanza minuzie per essere attribuito a Stasi. Così come la traccia 33. Lei è molto brava a fare il suo lavoro, a noi risulta che neanche quel mignolo avrebbe delle minuzie riconducibili ad Alberto Stasi". L’avvocato ribatte subito: "A me non risulta che voi abbiate mai contestato le impronte per carenza di minuzie, nonostante aveste le fotografie, Dottor Redaelli ma se non c’è un contradditorio con i nostri consulenti allora si confronti con me".
Non manca un confronto con il giornalista Piero Colaprico, ancora scettico sull’attuale indagine, Bocellari gli dice: "La sostanza dei fatti è che c’è una nuova indagine che dice che Stasi è innocente e che c’è un nuovo indagato, che le piaccia o meno Colaprico. C’è scritto a chiare lettere che Alberto Stasi è estraneo all’omicidio, che poi lei non lo condivida, è un altro discorso".
Lui non cambia idea: "Ma qual è il fatto nuovo che è emerso dall’indagine di Pavia?". Bocellari: "Non gliene posso dire solo uno, e che non li volete vedere".
L’intervento dell’avvocato si è concluso con una presa di posizione in merito al suo modo di agire: "Io non parlo di Sempio, non vado nemmeno nelle trasmissioni in cui parlano di Sempio. Non parliamo di Sempio, nonostante ci interessi molto l’attuale indagine su Andrea Sempio".

La consulenza personologica di Sempio

Non poteva mancare uno spazio dedicato alla consulenza personologica fatta ad Andrea Sempio dalla difesa, ma non depositata, Palmegiani spiega: "E’ stata una decisione degli avvocati, abbiamo ritenuto che la consulenza del RACIS potesse essere presentata in un’eventuale udienza preliminare, ma là si sarebbe fermata forse stavamo troppo caricando di importanza quella consulenza. La psicologa e psicoterapeuta si è chiesta che tipo fosse Andrea, non noi. Se noi pensiamo che una perizia fatta da uno psichiatra, un’eccellenza che abbiamo in Italia, dia totalmente un quadro generale basansosi su intercettazioni e diari, nel comunicato stampa si parla di materiale documentale non è stato richiesto il colloquio".

Ore 14 di Sera chiude, le parole di Milo Infante

Quella in onda venerdì 5 giugno è stata l’ultima puntata stagionale di Ore 14 di Sera, con Milo Infante che chiude i battenti per la pausa estiva senza conoscere ancora quale sarà il futuro del programma nella prossima stagione televisiva. Sul finire della diretta, il conduttore ha salutato il pubblico con un tono apparso malinconico e commosso:

"Ci tenevamo a dirvi grazie, tra poco si spegneranno le luci al Tv2 d Milano, finisce qui la stagione televisiva di ‘Ore 14 Sera’, un viaggio cominciato quasi per caso, ma si è conquistato grazie al vostro affetto un posto importante nel palinsesto di Raidue. C’è una frase che mi ha sempre accompagnato, amo i libri di Stephen King, ‘Ci sono altri mondi al di fuori di questo’, quindi vedremo. Grazie tutti ai nostri ospiti, autori, collaboratoir, al Tv2, di Milano che ci ha accolto, alla Direzione Approfondimento, a questa azienda, quello che sarà lo vedremo. Grazie di cuore".


Potrebbe interessarti anche