Garlasco, l'avvocato De Rensis zittisce tutti: "È mostruosa?". E Infante scioccato: c'entra il presunto movente
La puntata di Ore 14 dì venerdì 30 gennaio 2026 è stata dedicata anche al delitto di Garlasco, con attenzione al movente non ancora individuato nemmeno dalle sentenze

All’indomani della puntata di "Ore 14 Sera" in cui abbiamo avuto modo di ascoltare le testimonianze di Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, e del giudice Vitelli che lo aveva assolto in primo grado, "Ore 14" ha dedicato uno spazio al delitto di Garlasco e all’andamento delle indagini anche venerdì 30 gennaio 2026.
Milo Infante inizia l’intervento odierno proprio collegandosi alle difficoltà riferite dal magistrato, in merito a dubbi e interrogativi che aveva rivolto a se stesso. "L’analisi delle prove passa anche attraverso il rapporto che Chiara Poggi aveva con Alberto, elemento che è diventato poi determinante negli anni per l’accusa, che basa ancora molte delle sue opinioni sul materiale pornografico che aveva il ragazzo sul PC".
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco, Ore 14 puntata 30 gennaio 2026: cosa è successo
"Mi ricordo di alcune immagini, Stasi era un grande appassionato di pornografia adulta di vario tipo. Non mi ricordo di immagini mostruose, ma se vedo un’immagine che mi scandalizza poi non aiuto lui a lavorare alla tesi" – sono state le parole di Vitelli.
Infante chiede quindi all’avvocato De Rensis, altro legale del condannato, se sia stato colpito da questo modo di ragionare del giudice. "Ho apprezzato moltissimo tutta la puntata, sull’elemento dell’indizio ha fatto una lezione di altissimo livello, condivido ogni parola su quello. Ho apprezzato anche la pazienza, a differenza di quanto detto dal generale Garofano, della mia collega, che è stata davvero paziente. Per le immagini, noi abbiamo scoperto una cosa grazie a voi, non le ha viste nessuno, le ha viste solo il consulente Reale, tutti gli altri riferiscono che gli è stato detto che sono mostruose. Ma un’orgia è qualcosa di mostruoso? Per me no, mostruoso è qualcosa che va contro natura, i film pornografici, lo ripeto, non sono espressioni poetiche, se ci sono film in cui il rappresentante di un sesso ha a che fare con tre-quattro rappresentanti di un altro sesso non possiamo declamare poesie. Io non credo che questo possa scaturire un omicidio, rimane il fatto che, come ha detto il giudice, che poi si è lavorato per un’ora e mezza alla tesi. Questo obiettivamente mi sembra nulla, solo annunci ed elementi suggestivi".
Il giornalista non può che commentare con sagacia: "Nel nostro mestiere si diceva come sia sbagliato fermarsi al titolo, devi leggere un articolo per comprenderlo, meglio ancora se conosci la notizia. La sensazione è che a volte ci siano esperti che si basano sul sentito dire, sul riferito o sui titoli. Chi ha visto le immagini può definirle disgustose per le sue valutazioni morali o etiche, ma si può arrivare a ipotizzare un movente definendo mostruose delle foto?". Su questo ribatte ancora De Rensis: "L’omicidio è avvenuto con odio".
La criminologa Flaminia Bolzan è certamente accreditata per dire la sua: "Io non ho visto quelle immagini, se mi dovessi basare sulla sensibilità altrui per esprimere una considerazione di merito rispetto a qualcosa acquisirei il metro di valore dell’altra persona, quello può essere diverso dal mio. Se vogliamo fare una valutazione oggettiva dobbiamo cercare di cristallizzare i valori in termini probabilistici e qual è la percezione soggettiva. Il comportamento successivo, ovvero lavorare alla tesi per un po’, non esprimere un dissenso mi fa pensare che questo non possa essere un movente. Non a caso, nelle sentenze il movente non viene individuato, per me non è quello".
Infante concorda: "Se io ho un giudice come Vitelli che dice di non vedere mostruosità nelle immagini, da giornalista mi deve venire il dubbio che chi è venuto dopo può essersi fatto condizionare. Stasi è stato condannato per immagini pedopornografiche che non ci sono". Bolzan insiste su questo: "Se mi si chiede se il movente sia quello mi sembra labile, in relazione ai fatti successivi e alle tempistiche".
Prima della chiusura della puntata Milo Infante a chiarire su un aspetto di cui si discute ancora spesso, come accaduto anche nella puntata di ieri, ovvero lo scambio dei pedali che sarebbe stato fatto da Stasi dopo il delitto. Questo viene chiarito da una lettera scritta dall’ingegner Pierangelo Adinfolfi, incaricato di esaminare questo elemento: "Non c’è stato nessuno scambio di pedali tra le due biciclette di Stasi".
