Garlasco in Tv, De Rensis si commuove in diretta: "Fastidio e disagio". E Milo Infante sbotta: "Loro sanno tutto"
La puntata di Ore 14 Sera è stata dedicata in gran parte a Garlasco, con attenzione a quello che può accadere a Sempio e uno spazio all'eposto presentato in Procura

"Ore 14 Sera" è regolarmente in onda giovedì 30 aprile 2026 con l’obiettivo di dare aggiornamenti importanti sul caso Garlasco, a maggior ragione ora che è stato notificato un avviso di comparizione ad Andrea Sempio, con una modifica del capo di incolpazione, che ora è per omicidio volontario, con l’aggiunta della crudeltà e dei motivi abietti. Milo Infante sottolinea come l’invito sia molto particolare, "contiene elementi che mai abbiamo visto in un contesto del genere. E’ come se la Procura abbia voluto dire: ‘ Noi sappiamo come sono andate le cose e te l’abbiamo anche messo nero su bianco".
Garlasco, Ore 14 Sera puntata 30 aprile 2026: la convocazione di Sempio e i possibili scenari
Milo Infante interroga subito l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi: "Non so quanto siamo andati lontano nell’immaginare le lacrime della mamma di Alberto, forse della mamma di Andrea Sempio, le lacrime della mamma di Chiara Poggi, con il dubbio di avere sbagliato a credere che l’assassino fosse il fidanzato della figlia". Lui risponde: "E’ una riflessione, profonda, ho detto in tempi non sospetti che ci sono tre madri che a vario titolo soffrono. La sofferenza per una figlia che non c’è più non ha eguali, altre due madri soffrono per i loro figli, certe ognuna di avere un figlio che non dovrebbe soffrire. La giustizia fa un altro percorso, il dolore rimane, incatenato a ognuna di queste mamme. Noi dobbiamo guardare il percorso giudiziario, senza dimenticare il dolore che continuerà ad accompagnare queste mamme. Sono certamente giornate molto importanti".
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Entra nel canale WhatsAppInfante prosegue: "La Procura racconta in maniera dettagliata come è morta, quanti colpi sono stati inferti, la dinamica precisa. Ora ha mandato un messaggio, sappiamo cosa hai fatto, come lo hai fatto, quando lo hai fatto". Arriva il commento della giornalista Ilenia Petracalvina: "E’ come se siamo arrivati alla fine, ma in realtà siamo all’inizio. La Procura cementa l’ipotesi accusatoria, non è la svolta decisiva che ci porta alla fine. Siamo all’inizio di una storia, dove la Procura di Pavia ci dice: ‘Per me l’unico assassino sulla scena è Sempio, dalle carte capiremo il motivo, cosa ha ricostruito in questo anno, non stiamo raccontando la fine di un processo, ma non è nemmeno iniziato". La collega Rita Cavallaro puntualizza: "Sicuramente questa è la fine del processo infinito a Stasi, ci sarà la revisione, ma basta processarlo".
I pm sono stati sintetici e rigorosi nello stabilire perché Sempio avrebbe ucciso Chiara Poggi: un odio feroce scatenato da un approccio sessuale respinto. ll diretto interessato non riuscirebbe però a capacitarsi di questo, secondo quanto riferito dai suoi legali, pur essendo andato regolarmente al lavoro.
De Rensis dice ancora la sua: "Ci sono degli elementi in questa indagine che verranno completamente stravolti, forse anche il numero di scarpe. Il grande ombrello protettivo dei tifosi della nuova indagine, cioè il sottoscritto, adesso non esiste più, devono mostrare i loro attributi e andare dritti a contestare la Procura e i suoi. Io che ho gestito l’indagine e i media adesso esco di scena".
La posizione dell’avvocato Cataliotti: cosa farà Andrea Sempio
A parlare è l’avvocato Cataliotti, legale di Sempio: "C’è una lettura unidirezionale, fatta da una Procura della Repubblica, non ancora sottoposta al vaglio giurisdizionale. Ci trova d’accordo nei suoi tratti essenziali, abbiamo sempre detto che l’autore fosse uno, non abbiamo mai puntato il dito su Stasi, non ci interessa farlo, ma per noi non ci sono elementi probatori forti contro Sempio. Abbiamo sempre sostenuto che l’arma fosse uno e questo sembra esserci dall’imputazione. Non ci trova d’accordo l’individuazione dell’autore del fatto e prima ancora del suo movente. Se c’è stata un’avance sessuale in precedenza mi raccontassero quando, sulla base di quali indizi, di quali riscontri. Se è avvenuta nell’immediatezza, quindi poco prima del crimine, l’esperienza mi segna che quando si fa un avance sessuale e si viene rifiutati la esplicita in atti sessuali violenti, ma non mi sembra ci sia stata una violenza sessuale. Sempio ha visto Chiara pochissime volte, dice di avere conosciuto a malapena il suo timbro vocale, dice: ‘Non mi capacito, mi sembra un’idea fantasiosa’. Io ho commentato: ‘Sarebbe un’ipotesi fantasmagorica'".
La giornalista chiede cosa farà il suo assistito mercoledì: "Rispetterà la legge, andrà all’interrogatorio, poi rispetterà le scelte strategiche del suo pool difensivo. Non abbiamo ancora deciso se farlo rispondere, si vive alla giornata. I latini dicevano che il processo è di per sé una condanna, comporta una pena, che è un vivere con una pendenza, non è facile, confido nel mio piccolo di riuscire a dargli la forza necessaria".
Importante è il parere del medico legale Vittorio Fineschi in merito alla ricostruzione fatta dalla Procura, dove si parla di "aggressione dopo un’iniziale colluttazione", Infante vuole sapere se Chiara sia stata "colpita improvvisamente, che non se la aspettasse, magari con le mani nude, poi l’assassino quando l’ha vista cadere a terra si è allontanato, ha preso un corpo contundente, come il martello che è scomparso, ed è tornato a colpirla". Questa l’idea del dottore: "Rimane ferma l’impalcatura lesiva descritta dalla prima autopsia, le lesioni sono quelle, vengono reinterpretate, si parla di un’ipotesi cinematica dell’evento. La colluttazione può indicare anche solo un iniziale afferramento nelle braccia, dove ci sono segni come dei lividi, poi si deve considerare la gerarchia di lesioni descritte, prima al frontale, poi allo zigomatico destro, poi la caduta a terra e il trascinamento. Questo è frutto di una lettura congiunta della BPA, che avrà fornito dati alla collega Cattaneo, poteva avere esami fondamentali, come la TAC cranio, eseguita prima dell’autopsia. Dalle fratture craniche si possono capire le lesioni inferte prima e quelle inferte dopo, ci sono regole sulla tipologia. Quello che è cambiato è la cinematica, la cronologia di come sono state inferte, le ultime con lo scivolamento del corpo quando era sul fondo delle scale. Secondo la Procura si tratta di un rifiuto a un’avance sessuale, non è la classica aggressione a sfondo sessuale che si conclude con la foga omicidiaria. Non si devono cercare vesti rotte, ma solo un rifiuto secondo gli inquirenti. Si parla di corpo contundente, si lascia quindi aperto un ventaglio di possibilità su come siano state cagionate le lesioni, si lascia aperto uno scenario per avere un’interpretazione ulteriore
Anche De Rensis commenta: "E’ molto importante cosa ha detto il professore, un approccio è anche verbale, non ci deve essere stato per forza un approccio fisico di natura sessuale. Questa è una piccola dicitura, la Procura esplicita alcune cose, ma c’è già chi è molto tifoso e critica ogni cosa".
Rita Cavallaro parla del movente sessuale, cosa di cui aveva parlato già un mese fa: "Sono stati presi in considerazione anche alcuni amici di Sempio, non sono mai stati indagati, ma anche loro avevano subito la perquisizione a maggio 2025. Dall’analisi dei vari dispositivi sono stati trovati elementi comuni, che hanno portato a ricostruire un impianto per gli inquirenti molto convincente, che tocca solo Andrea Sempio, spinto da motivazioni intime e personali. Se non ci fosse stata quell’archiviazione veloce nel 2017 noi avremmo avuto più dati, poi ha buttato il computer, è come se avesse cancellato una vita intera. Nei sette mesi precedenti non ha mai telefonato sbagliando numero, né chiamato da fisso a fisso".
De Rensis commenta: "Io e l’avvocato Bocellari ci stiamo occupando di Alberto, su Sempio abbiamo idee ma ce le teniamo per noi. Oggi ci sono persone, come Piero Colaprico, che non interpretano le telefonate dell’indagato, ma hanno passato 18 ann a vivisezionare la telefonata di Stasi al 118". Il legale ha voluto però far sapere anche come stia vivendo questa fase il suo assistito: "Lui cerca di mantenere un equilibrio come autotutela, cosa non facile. Hai la paura che non si arrivi a niente, la speranza che si arrivi, sta facendo uno sforzo enorme rispetto a quello che accade. E’ un equilibrio faticoso. Fino a oggi ho due immagini di questa tragedia, una visiva, la fotografia di Chiara giovanissima davanti a un cocktail, con occhi pieni di vita e di speranza, l’altra è uditiva: ‘Non sono stato io, non sono stato io’, davanti a una voce veemente che gli contestava qualcosa che non esisteva. Prima di criticare questa indagine qualcuno, come il dottor Colaprico, dovrebbe tornare indietro e pensare all’indagine del 2007". Colaprico commenta: "E’ seducente, bella l’idea che un innocente ingiustamente punito da una legge sbagliata venga assolto e si ritrovi a vivere la sua vita, è il sogno della giustizia. Bisogna vedere se questo è reale o fittizio, sto guardando con grande attenzione l’evoluzione dell’indagine avendo seguito la prima parte, ancora tutta questa storia non mi ha tolto Alberto Stasi scopritore fittizio". Il legale replica: "Lo ha tolto il Procuratore Napoleone, conta più di lei".
L’esposto di Chiara Ingrosso e la posizione di De Rensis
Milo Infante si trova a dare una notizia, ha ricevuto una segnalazione da parte di Chiara Ingrosso, ex inviata di "Far West", mandata alla vigilanza Rai, alla Rai, a Paolo Corsini che è direttore dell’approfondimento e all’amministratore delegato Rai. Si conclude con "la richiesta rivolta alla Commissione Vigilanza di prendere provvedimenti e diffidare Infante dal porre in essere altre condotte negative e permettere che la dottoressa Ingrosso venga screditata e delegittimata con allusioni di natura sessualizzante che esulano dalla sua dignità professionale e dal suo operato. La giornalista si riserva ogni azione civile e penale". Il conduttore ci tiene a precisare che "la Commissione Vigilanza non interviene direttamente sui giornalisti, noi rispondiamo a un direttore e a un’azienda quando si sbaglia. E’ la prima volta che mi capita di leggere una richiesta di intervento alla Commissione di Vigilanza su un giornalista". A firmare il documento è un avvocato che, riferisce Infante, era vicino in passato a un ospite televisivo che un paio di mesi fa ha anticipato un esposto di cui non era pienamente a conoscenza dove si portavano avanti accuse importanti. "Si parlava di calunnia, condizionamento nei confronti degli investigatori, poi corretti nelle settimane, tali da condizionare severamente l’operato degli investigatori".
Il giornalista chiede l’intervento di De Rensis, visto che l’esposto sarebbe nato da alcune cose che lui avrebbe detto di Chiara Ingrosso giovedì o venerdì. "In realtà se non ricordo male noi non facciamo il suo nome – precisa Infante . Si tutela l’identità nascosta di una collega". Il legale replica: "Faccio un appello a chi sta facendo queste mozioni e ha depositato l’esposto, attendo, e ho già il collegio difensivo, anche discreto, qualunque cosa, non vedo l’ora. Nessuno giovedì ha fatto il nome della signora Ingrosso, mi sono guardato bene dal farlo, il nome è stato disvelato per la prima volta in un articolo di giornale. Ora l’indagine sul più grande depistaggio investigativo del nostro secolo si sta disperatamente cercando di trasformare in un’azione di sessismo? Nessuno ha parlato di contenuti di natura sessuale, ma soprattutto nessuno ha fatto i nomi, eventualmente ci si rivolga a chi ha scritto l’articolo, che ha detto di averlo letto". Infante fa esplicitamente il nome di Selvaggia Lucarelli, De Rensis prosegue: "L’autrice dell’esposto lo ha fatto leggere a una giornalista, che legittimamente ne ha fatto un articolo. Quindi? Attendiamo tutto nei Tribunali".
Si parla addirittura di un’aggressione che la giornalista avrebbe subito dall’avvocato, lui spiega: "Con un intervistatore che mi importunava mi sarei fermato, ma era un’investigatrice, io ho parlato di aggressione, e possono essere anche verbali. Se qualcuno ti manifesta di non voler parlare e rientra sulla soglia degli studi Tv dove mi trovavo ci si poteva fermare lì, le immagini sono chiare. C’era una persona anziana come me che non voleva rispondere ed era infastidita, e una persona più giovane che nell’espletamento delle sue funzioni insisteva. Credo di aver descritto i fatti in maniera corretta, compreso l’accompagnamento dolce degli agenti di pubblica sicurezza che erano lì e mi hanno accompagnato dolcemente verso il taxi. Io volevo evitare un involontario avvicendamento fisico con l’intervistatrice. Io non ho fatto il nome, le immagini di settimana scorsa lo dimostrano se verranno richieste. Se qualcuno pensa di intimidirmi paventando azioni giudiziarie sono talmente tanto autonomo sotto tutti i profili e ho colleghi famosi al mio fianco che non vedo l’ora si aprano le porte dei Tribunali".
Nella contestazione si parla di messaggi inviati dalla giornalista di natura non professionale all’avvocato, che spiega: "Io ho citato solo un messaggio senza dire il nome di chi lo avesse mandato, è stato citato come la richiesta di raccomandazione alla dottoressa Sciarelli per dimostrare che il dottor Sottile e il sottoscritto, ma lui al primo posto, sono stati traditi nella fiducia. Quando vi è, e parlo per me, un rapporto cordiale come ho con moltissimi giornalisti, e uno professionale radicato, come quello del dottor Sottile con la giornalista in questione, e si viene così tanto traditi con registrazioni di conversazioni mentre si lavora di cosa stiamo parlando?".
Infante si rivolge a Ingrosso: "Cara Chiara, devi sapere a chi ti affidi, se ti sei sentita violata nella tua libertà di stampa, di parola, di espressione, essere stata manipolata, il consiglio ormai postumo che ti avremmo dato da colleghi con un po’ più di anni è che se presenti un esposto di questa portata e con accuse così gravi non devi farti anticipare da conoscenti, amici, opinionisti televisivi che lanciano le bombe. Vi ricordate le bombe di Maurizio Mosca? Quelle cose che a volte ci prendeva e a volte no. Conviene presentarle in segreto alla Procura, fine e nessuno avrebbe mai saputo niente fino all’esito delle indagini. Così si resta con il cerino in mano, si deve avere le spalle coperte dai fatti con prove inconfutabili".
De Rensis dice ancora la sua: "Invece per un mese e mezzo vedere risatine, coincidenze di nomi Antonio e Giuseppe. Mi sono documentato, i nomi sono svariate centinaia. La cosa sconvolgente è la coincidenza dei due nomi, mancava il terzo, Salvo, che, ripeto, è la persona maggiormente tradita. Se pensi avere sentito delle cose gravi in redazione ti licenzi, non usi la tecnologia della trasmissione".
Il conduttore fa una precisazione doverosa: "Sono partite fake news contro l’avvocato De Rensis, complotti contro la giustizia, per questo ne parliamo". Lui ribatte: "Le sono grato, non finirò mai di ringraziarla. Io mi dedico da alcuni giorni alla testa del serpente, forse è stato abituato a gente che si è spaventata, io mi spavento zero. Voglio precisare che la dottoressa Petracalvina con cui mi sono confrontato e anche scontrato. direi sempre, e che la pensa in maniera diametralmente opposta, mi ha espresso tanta solidarietà e io questo sicuramente non lo potrò…"
