Garlasco in Tv, Infante sbotta: "Non accettiamo lezioni". Taccia: "Sempio innocente", e un fulmine fa saltare le luci a Ore 14 Sera
Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, ha commentato a Ore 14 Sera giovedì 28 maggio 2026 la scelta della Procura di sottoporre il suo cliente a una consulenza psichiatrica

"Ore 14 Sera" è regolarmente in onda anche giovedì 28 maggio 2026, con l’obiettivo di parlare in maniera approfondita del caso Garlasco, grazie anche alla presenza di Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, e Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi
Garlasco, Ore 14 Sera puntata 28 maggio 2026: la testimonianza di Antonio De Rensis
Si parte con un faccia a faccia tra Milo Infante e Antonio De Rensis, a cui il giornalista chiede un parere sulla notizia del giorno, la richiesta di una consulenza psichiatrica da parte della Procura di Pavia per Andrea Sempio: "Lei, i suoi gentili telespettatori mi hanno sentito parlare spesso di una partita a scacchi, un’indagine è fatta di strategia, me lo insegna l’esperienza professionale. Un investigatore deve essere uno stratega, questa è la mossa di un grande stratega secondo me, mossa che non ho suggerito io, come qualcuno vorrebbe che dicessi ma, scherzi a parte, è un tassello importante. Io credo che questa indagine avrà ancora sviluppi".
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Entra nel canale WhatsAppIl giornalista sottolinea come lo scopo della consulenza non sia quello di stabilire come sia Andrea Sempio oggi, ma come fosse nel 2007, anche su questo arriva un commento dell’avvocato: "Il professore incaricato è universamente riconosciuto in Italia come un’autorità, sarà molto difficile anche per chi è fermamente convinto della colpevolezza di Stasi dire che hanno incaricato uno studente universitario. Il professore (Roberto Catanesi, ndr) è un luminare di assoluto valore, lo si può fare sia con la collaborazione di chi è sotto indagine, sia senza. Mi ha colpito un passaggio del comunicato, dove dice che i consulenti della Procura dovranno analizzare rigore e affidabilità scientifica delle consulenze arrivate". Infante ricorda la decisione della difesa di Sempio di non presentare la consulenza personologica, ora la richiesta di quella psichiatrica "sembra essere una mossa in risposta", sottolinea. De Rensis ribatte: "E’ un’interpretazione lecita, poi ci sono altri aspetti, quello della pericolosità sociale si aggancia quando ci sono reati di sangue, ma apre anche scenari relativi a misure di sicurezza se dovesse essere accertato qualcosa. E’ un atto importante, lo guardo in maniera asettica, non mi interesso di quello che può accadere all’indagato, ma ad Alberto Stasi, è una mossa strategicamente eccezionale, nessuno se lo aspettava, noi siamo spettatori".
ll giornalista Luca Fazzo fa una rivelazione: "Luciano Garofano ha denunciato il collega Umberto Brindani per diffamazione aggravata, ricordo la battuta sul Generale Fonzie, se la presa in giro diventa reato non bastano le galere".
Il faccia a faccia con Angela Taccia
In studio è presente anche Angela Taccia, legale di Andrea Sempio, che non era mai stata a "Ore 14 Sera", protagonista di un’intervista a tu per tu con Milo Infante. Il giornalista le chiede se quella di oggi sia stata una giornata difficile: "E’ da un anno e mezzo che è così – replica lei -, sono giornate frizzantine. Quando mi è stato girato il comunicato stampa dopo neanche tre minuti ho ricevuto 57 Whatsapp con la richiesta di una dichiarazione, ma prima di farlo sono abituata a leggere e ragionare. Io e il collega Cataliotti abbiamo lavorato giorno e notte in questi 20 giorni ci aspettavamo di poterci confrontare in contraddittorio anche in futuro su aspetti concreti, oggettivi, tecnici. Noi abbiamo affidato il compito della consulenza personologica a un’esperta psicoterapeuta per valutare anche noi lo stato non di salute, ma dell’animo, come vive Andrea Sempio in questo momento così delicato. Abbiamo deciso di non depositarla perché sapevamo, e il comunicato stampa della Procura lo conferma, che la consulenza del RACIS non ha alcun valore probatorio, depositarla avrebbe dato valore a quell’elemento, che da Codice non ha. Ci si prepara, ci sono investigazioni difensive, si tengono lì, eventualmente un domani se la nostra controparte decide di usarla noi siamo pronti a controbattere. Il comunicato è la conferma che noi avessimo ragione, quell’accertamento non ha valore, ma mi chiedo, dopo avere depositato con sudore, lacrime e sangue cinque consulenze su elementi fondamentali e centrali per capire chi sia il reale assassino di Chiara Poggi prima delle prove vogliono accertare il suo stato di salute psichiatrico? Adesso sembra quasi che vogliano puntare a un accertamento di pericolosità sociale per cercare la fondatezza di una misura di sicurezza cautelare. Ma dopo 19 anni? Dopo avere depositato cinque consulenze, invece di venire giù nell’arena in aula giudiziaria a combattere con noi in contraddittorio non volete accertare concretamente se il piede di Andrea Sempio entra in quell’orma? Se il DNA, che non è neanche DNA? Non volete vedere dell’impronta 33? Andiamo a parare su una consulenza psichiatrica? E’ imbarazzante". Infante commenta: "Quello che emerge dalla Procura è che loro abbiano la certezza che quello che è stato fatto dai consulenti abbia valore scientifico, per questo vogliono vedere se anche quello che loro hanno prodotto lo abbiano".
Taccia prosegue: "Sulla consulenza personologica siamo molto tranquilli, è il discorso che facevamo agli inquirenti all’interrogatorio, sono strategie difensive, non è per forza legato al contenuto, anche se non è facile capirlo per chi non è addetto ai lavori". Il giornalista sottolinea come lei sia la persona che conosce meglio il suo cliente: "E’ vero, sono sua amica da vent’anni, ma ora sono il suo legale. Se fosse stato colpevole l’avrei difeso comunque, ma in una maniera diversa". A quel punto lo studio finisce al buio, Infante commenta: "Ha detto qualcosa che ha fatto saltare l’impianto luci", lei ribatte: "Sono arrivata con il temporale, preparate il rogo, secondo me è colpa mia". Il conduttore riprende: "Siamo in onda senza luci, lei ha detto: ‘Credo all’innocenza di Sempio’ ed è caduto un fulmine", lei sorride: "Veramente, guardate il karma". Il conduttore sottolinea di averla conosciuta poco finora, l’avvocato spiega: "Sono venuta una volta il pomeriggio, ma il giovedì sera è l’unica volta che posso fare yoga".
Il conduttore ci tiene a sapere qualcosa di più del suo assistito, che lei evidentemente conosce bene: "Ho visto tutto il suo materiale, per questo sono tranquillo, se prendete alcune parti è facile orientrare la narrazione. Con molta umiltà e onestà intellettuale se Sempio fosse colpevole io lo difenderei ugualmente, ci tengo a ribadirlo, adesso sono il suo legale, ascolto la sua reazione, ma soprattutto analizzo gli atti e lo confronto con quello che mi dice. Se noi siamo tranquilli e siamo sicuri della sua innocenza è perché abbiamo dei riscontri". L’avvocato commenta anche le fotografie intime che Sempio ha comprato da una parente: "Erano d’accordo, era un gioco, ho sentito la ragazza, lei era d’accordissimo. Stessa cosa anche una collega, non mi metto a giudicare le abitudini delle persone, commenterei lo stesso sbaglio fatto all’epoca con Stasi, le abitudini sessuali, il modo di scherzare non possono andare a convincere il pubblico che una persona moralmente discutibile sia un assassino"
Infante parla anche di una delle obiezioni più forti della difesa, quella sull’impronta di piede, secondo loro la lunghezza risulta la stessa indicata dalla professoressa Cattaneo, a cambiare è la larghezza, Taccia replica: "E’ riduttivo e insufficiente parlare di numero di scarpa, bisogna capire dai centimetri rilevati dalla professoressa Cattaneo, ma è stato accertato che non ci possa entrare, ci sono 2-3 centimetri in più". Infante ci tiene anche a chiederle se ritenga colpevollae o innocente Stasi: "Me lo chiedete tutti, non mi esprimo, per il rispetto che posso avere per lui a livello umano, professionalmente non mi riguarda. Ho sempre espresso dei dubbi prima di leggere gli atti, adesso sto studiando e capirò meglio. Una ragazza perché dovrebbe farsi un’idea senza leggere gli atti? Non sono abituata a giudicare gli altri se non ho gli elementi".
il confronto Luciano Garofano-Umberto Brindani
Nel momento in cui inizia il dibattito Infante chiede a Garofano se davvero abbia querelato Brindani, lui conferma: "Assolutamente sì, questo è un periodo caratterizzato da mancanza di rispetto e di educazione. Purtroppo il dottor Brindani dimenticando l’amicizia che avevamo è andato oltre quello che poteva essere consentito. Basta rivedere le sue affermazioni per capire, sia su Facebook sia a Ore 14, io sono diventato per lui lo zimbello dell’Italia, si va oltre una misura, tutto quello che a me genera ansia, fastidio, la sua espressione inaccettabile viene ancora ripresa sui social, quindi è qualcosa che non potevo giustificare, nemmeno alla luce della conoscenza e della frequentazione".
Brindani ribatte: "E’ stata una sorpresa, mi toccherà valutare una controquerela, il generale in quell’occasione mi ha chiamato nell’ordine maleducato, viscido e stupido, questi sono insulti. Ce la vedremo in Tribunale". Infante prova a smorzare la situazione: "Voglio sperare ci sia un momento, magari dopo questa trasmissione o nelle settimane a venire in cui vi potrete trovare, chiedere reciprocamente scusa. E’ un peccato che grandi professionalità come le vostre, pur entrando in contrasto non riescano a trovare un modo per tornare a parlare".
La replica di Milo Infante all’avvocato Tizzoni
Il conduttore torna su un argomento a cui tiene, che era stato affrontato una settimana fa: "Avevo parlato dello scambio dei pedali, facendo riferimento alla sentenza della Cassazione di Stasi che sostiene non ci sia stato pensavo di liquidare la cosa, tornare a parlarne oggi dovrebbe avvenire in modo diverso.
Garofano ci tiene a intervenire: "E’ vero, non c’è statolo scambio con l’altra bicicletta, ma quella Umberto Dei bordeaux ha i pedali non originali", Infante replica: "La cosa sta in piedi solo se dimostri lo scambio, a voi appassiona ancora oggi, a me no. Settimana scorsa ho fatto una battuta veloce, che ha provocato un messaggio mandato ad Arianna Giunti, inviato dall’avvocato Gianluigi Tizzoni". Si mostra così il testo: "Il cambio dei pedali non c’è stato ed è accertato? Da dove Milo Infante ricava questa certezza? Siete sicuri di poter dire cose non suffragate da elementi oggettivi? Secondo me l’informazione pubblica non dovrebbe finzionarw così". Il giornalista ricorda quanto detto diretta: "Io leggo finanziarvi , è chiaro rileggendolo, era venuto anche a me il dubbio, se funzionare o finanziarvi, ma in uno studio si spengono le luci e c’è qualcuno che va nel panico, non entrano gli ospiti, le sedie. E’ tutto molto scontato quando i leoni da tastiera o le galline da salotto guardano, leggono e giudicano. Quando sei in diretta leggo finzionarw, mi faccio venire il dubbio, ma vado oltre. Facciamo un esempio, se dico che un televisore non dovrebbe funzionare così e vado in un centro assistenza cosa mi dice il commesso? Glielo cambio o glielo aggiusto, quindi all’avvocato Tizzoni abbiamo detto di voler respingere queste accuse, a prescindere dal testo, funzionare o finanziare, per noi è la stessa cosa, non lo possiamo accettare. Poi diciamo un’altra cosa, continuare a dire l’informazione pubblica, il pubblico servizio getta discredito sulla televisione commerciale e sui bravissimi colleghi che non hanno niente da invidiare alla Tv pubblica, ci sono gli stessi obblighi e doveri. Io potrei dire che anche l’avvocatura o la magistratura non dovrebbe funzionare così, ma me lo tengo per me. All’avvocato diciamo che il servizio pubblico deve funzionare proprio così, anzi in trasmissione c’era un suo consulente, il dottor Redaelli, lui poteva smontare questa affermazione. Potremo fare una valutazione diversa dal mainstream o non ci è consentito? Credo di sì. Non accettiamo lezioni dagli avvocati della controparte, della famiglia Poggi, di Alberto Stasi, di Andrea Sempio, noi non le accettiamo perché non le diamo, facciamo il nostro lavoro".
La consulenza psichiatrica prevista per Sempio
Infante chiede il supporto della psicoterapeuta Sarah Viola per capire come si possa fare una consulenza psichiatrica con riferimento alla personalità del 2007: "Io vengo sempre chiamata a fare dal Tribunale perizie risalenti, minimo a cinque anni prima del quesito. Si prevede di valutare la capacità di intendere e di volere, di stare in giudizio, la compatibilità con i fatti contestati e la pericolosità sociale. Non è facile farla, serve la ricostruzione anamnestica del soggetto e della famiglia, quindi la sua storia sanitaria, psichiatrica e non, si fanno dei test sulla struttura di personalità, che in genere resta la stessa da quando nasci a quando muori, e soprattutto la lettura clinica degli ultimi periodi".
Taccia però fa presente un dettaglio: "A oggi non ci è stato notificato nulla che riguarda la partecipazione fisica dell’indagato, se e quando ci verrà notificato qualcosa vedremo".
La dottoressa spiega meglio: "Uno psichiatra è sempre chiamato a parlare di un passato che non c’è più, con una lettura da quel momento in avanti, e da quel momento all’indietro. Se risultasse incapace di intendere e di volere non è imputabile". L’avvocata dice ancora la sua: "E’ la tempistica della richiesta di consulenza che ci fa pensare che non siano così sicuri degli elementi raccolti, prima di una cosa del genere si accertano le prove".
Il movente individuato dalla Procura
Infante approfitta della presenza di Taccia per ricordare la teoria della Procura, secondo cui Andrea Sempio avrebbe visto i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi, cosa che lo avrebbe portato a maturare un’ossessione per lei fino ad ucciderla, ma la legale respinge la cosa: "Dove sono i riscontri oggettivi? Qui da voi il giudice Vitelli vi aveva spiegato la differenza tra sospetto e indizio, lei, Infante gli aveva dato ragione, quindi non possiamo confondere indizi, elementi oggettivi con i sospetti". Rita Cavallaro interviene: "Per la Procura l’indizio c’è, è il soliloquio del 14 aprile 2025, nessuno sapeva dell’esistenza dei video sulla pennetta", l’avvocato ribatte: "Quelle cose vanno periziate, ma di cosa parliamo? Sono stufa di sentire che la Procura è una parte più importante delle altre, esiste la parità delle armi processuali, ma nel concreto non lo vedo, voi date per scontato che quello che pensa la Procura sia vero. Non esistono umani di Serie A e Serie B, giuridicamente c’è un condannato in via definitiva su cui io non mi esprimo per correttezza umana e deontologica, e una persona che è solamente indagata. Se partiamo mediaticamente mostrificandolo non andiamo da nessuna parte, anzi rifaremo gli stessi errori di 19 anni fa".
Infante non si trattiene: "Quindi vuol dire che sono stati fatti errori", Taccia ribatte: "Mediaticamente non mi pare che Stasi sia stato trattato bene".
Gli errori della vecchia indagine e le mosse della difesa Sempio
Non si può però non parlare anche di alcuni errori clamorosi fatti in passato, come l’ormai nota presenza di capelli nel lavandino del bagno di casa Poggi, il conduttore riconosce uno sbaglio: "Avevamo detto che in occasione del primo sopralluogo dei Ris i capelli non ci fossero più, il generale Garofano ci aveva però detto che da comandante dei RIS fosse un dovere repertarli. Noi abbiamo scoperto che fossero presenti in tutti i sopralluoghi", il generale commenta: "Cerco di ricostruire il ragionamento del capitano Marino (intervenuto il 3 ottobre 2007, aveva riferito di non averli repertati perché credeva fossero della vittima dopo avere trovato un nastrino, ndr), io non c’ero. Si fanno delle valutazioni, io l’avrei repertati i capelli, così come il sifone. L’esperienza e la capacità dà modo di fare delle scelte, non si può repertare tutto". De Rensis interviene: "Alla luce della sentenza che ha portato in galera Alberto, caro generale, quel dispencer è stato asserito che è stato accuratamente lavato così come si è lavato l’assassino, alla luce di questa sentenza davanti alla quale mi genufletto ma che critico, quei capelli lì risultano importanti. Se lei dice che non è stato un errore, è stato un gigantesco errore". Garofano dice ancora la sua: "L’esperienza e le capacità danno a quella persona incaricata di quel compito di fare delle scelte perchè non si può repertare tutto…". Di fronte a queste parole Infante strabuzza gli occhi, De Rensis chiosa: "Un investigatore non deve ritenere un fico secco, no no caro generale, un investigatore deve accertare"
La difesa punta forte sull’impronta trovata in casa, convinta che non corrisponda a quella di Sempio, per questo Infante si chiede se si possa arrivare un giorno a fargli provare a una Frau 42 per togliere ogni dubbio, questa l’opinione della legale: "Noi pensavamo di confrontarci su questo, non parlare di una consulenza psichiatrica, questi sono gli elementi da accertare. Il piede è incompatibile, noi continuiamo a parlare di Frau, ma l’azienda parla di una suola che veniva adattata a varie marche. Se ci sarà una perizia che avvalora la nostra consulenza vuol dire che Andrea Sempio non può essere l’assassino". Il conduttore chiede se loro abbiano fatto la prova, lei risponde: "Non lo dico", lui pensa sia così, per questo le replica: "Mi querela se lo dico?", lei ovviamente nega.
I giudizi negativi sul privato di Alberto Stasi
Infante desidera ricordare un aspetto, c’è stato un avvocato e un super esperto online che facevano i conti di quanti rapporti sessuali avessero avuto Chiara e Alberto nell’arco della settimana in cui erano soli. Nel sentire questo, lui nota l’avvocato Taccia sgranare gli occhi, lui precisa: "E’ vero, sono rimasto colpito anch’io, non è la deriva dei social, è la deriva dei super esperti e precisini. Non solo hanno fatto il conto di quante volte abbiano fatto l’amore, ma hanno discusso anche del contenuto dei video amatoriali entrando nel dettaglio, con tanto di perizia scodellata".
Garofano non è d’accordo, a suo dire il problema è attuale: "Sono usciti titoli gravissimi, altro che Stasicentrica, Sempiocentrica, c’è cattiva professionalità".
