Garlasco in Tv, il genetista dei Poggi spietato con Stasi: "Mi aspetto di tutto". Il dettaglio 'nuovo' del muretto di casa rotto
Nella puntata dii Ore 14 Sera giovedì 26 marzo 2026 Marzio Capra, consulente dei Poggi, ha avuto giudizi durissimi contro Stasi, nonostante l'attuale indagine

"Ore 14 Sera" torna a occuparsi del caso di Garlasco anche nella puntata in onda giovedì 26 marzo, con due ospiti importanti, seppure appartenenti a due parti contrapposte, Marzio Capra, il genetista consulente della famiglia Poggi, e Giada Bocellari, avvocato di Alberto Stasi. Particolare attenzione viene riservata alle indiscrezioni che stanno emergendo in merito alla consulenza della professoressa Cattaneo, che potrebbero del tutto riscrivere il delitto di Chiara Poggi, responsabilità compresa.
Garlasco, Ore 14 Sera puntata 26 marzo 2026: le nuove ipotesi sull’ora della morte
Fino ad ora si è sempre parlato del delitto di Chiara Poggi come di un’azione fulminea, cosa dettata anche dall’idea che a commetterlo sia stato il fidanzato della giovane, Alberto Stasi, in carcere da dieci anni. Lui, infatti, avrebbe infatti una finestra libera in quella mattinata solo per 23 minuti (calcolati da quando viene staccato l’allarme in casa), tempo che comprende però anche il tragitto impiegato per tornare a casa sua in bicicletta. E invece secondo quanto trapela dalla consulenza Cattaneo la vittima avrebbe provato a difendersi, vivendo un’agonia prolungata che potrebbe spostare il decesso rispetto a quanto cristallizzato in sentenza.
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Entra nel canale WhatsAppSulla base delle ultime indiscrezioni, la 26enne sarebbe morta mezz’ora dopo avere fatto colazione, partendo dal presupposto che sia stata lei a staccare l’antifurto alle 9.12. "Chiara deve essersi quindi svegliata presto", dice Milo Infante per giustificare questa teoria, anche se la giornalista Rita Cavallaro avanza un altro elemento: "In una SIT la mamma dice che la prima cosa che Chiara faceva ogni mattina era fare uscire i gatti, quindi tutto il resto dovrebbe essere necessariamente avvenuto dopo".
Su questo interviene Marzio Capra, che non è però del tutto d’accordo sulla ricostruzione: "Gli elementi riconducibili alla colazione era esigui, era un pacchetto di cornflakes, hanno trovato questi residui di poltiglia, non credo che la Cattaneo li abbia analizzati, ci sarebbero problemi nel farlo non in contraddittorio e non so se siano disponibili, quindi lo avrà fatto in base alle carte. In teoria dovrebbe essere stato tutto eliminato". Giada Bocellari dice la sua: "Io non sono un medico legale, ma mi è parso di capire dalle indiscrezioni che la professoressa Cattaneo abbia detto ‘almeno mezz’ora dopo aver fatto colazione’, non mezz’ora dopo, è diverso. Non possiamo ovviamente sapere se abbia fatto colazione alle 9.12 come dice la sentenza, che tanto viene amata e richiamata. La scena del crimine ci dice questo per la presenza del sacchetto dei cereali, del pacchetto di biscotti e del cucchiaino sul divano. È ragionevole ritenere che stesse facendo colazione, magari aveva finito prima o la stava facendo, non lo sappiamo. Io faccio una domanda, mi piacciono le suggestioni in generale, partiamo dal presupposto che alle 9.12 qualcuno arriva e suona perché la Bermani dice di avere visto la bicicletta alle 9.10, ma siamo sicuri che sia andata così? Non potrebbe essere che lei abbia aperto la porta per far uscire i gatti, lei la richiude (lo faceva senza mandate), va sul divano e qualcuno non suona? La porta era chiusa ma senza mandate, quindi di fatto aperta, lo pongo come dubbio. E se qualcuno avesse scavalcato? C’è un muretto rotto e Stasi non l’ha rotto, né i carabinieri, il papà ci dice che non fosse rotto quando loro sono partiti. Potrebbe essere uno sconosciuto ma non è detto, magari qualcuno a cui lei non avrebbe aperto? Qualcuno ha scavalcato e ha rotto il muretto".
Interessante è l’opinione del generale Garofano, che si era occupato dell’indagine all’epoca da capo dei RIS: "La medicina legale non può dare dei tempi precisi, ma perché non è stata prevista la possibilità di riesumare la salma? Un conto è la consulenza su fotografie e carte acquisite, un altro sul corpo. Tutti i casi della professoressa Cattaneo hanno previsto la riesumazione, mi ha sorpreso, se dobbiamo rivedere tutto andiamo fino in fondo". Bocellari sottolinea: "Se dovessimo andare a processo la difesa Sempio potrebbe chiedere una perizia medico legale".
Il medico legale VIttorio Fineschi concorda con Garofano: "La riesumazione è fondamentale anche dopo tantissimi anni, avendo acquisito altri dati che possono arricchire la valutazione complessiva quella fornisce una visione d’insieme cadaverica accurata. Ci sono poi dei dati mancanti, diventa difficile applicare il metodo matematico previsto. È inoltre impossibile fermare con una rivelazione di temperatura e ipostasi alle 17 fissare una forbice di 15-20 minuti, non è scientificamente possibile". Questo spinge Infante a commentare: "La sentenza passata in giudicato determina questo, un delitto avvenuto in 23 minuti". Fineschi sottolinea: "Una brutta applicazione della scienza nel processo".
Giada Bocellari ricorda la testimonianza della vicina di casa, la signora Bermani, che dice di avere visto la bicicletta fuori da casa alle 9.10, ma l’antifurto viene disattivato alle 9.12. Dove sarebbe stato quindi l’assassino in quei due minuti? L’avvocato quindi torna sull’ipotesi precedente: "Magari ha scavalcato".
Infante fa un intervento importante per cercare di ricostruire quello che ancora non sappiamo: "A volte la logica aiuta per cercare di capire quello che la scienza non dare a risposte. Alberto Stasi uccide la fidanzata, poi corre a casa in bicicletta, senza farsi la doccia e pulirsi, si mette davanti al computer tranquillamente, ma si era già liberato di vestiti e arma del delitto? Dove? Non si sa, sono stati fatti dei controlli sulla strada e non è stato trovato niente. Almeno un dubbio su questo dovrebbe venire, dottor Capra". Il consulente dei Poggi risponde: "Non so in che condizioni è arrivato Stasi a casa, se avesse avuto un testimone lo avrebbe portato in questi 18 anni. Era a casa da solo, non so fosse nudo sporco di sangue al computer". Ma il conduttore ribatte: "È credibile questa cosa?". Lui replica: "Ci sono state persone condannate per avere ammazzato tre-quattro persone che sono andate a mangiare un panino da Mc Donald’s". Lo incalza Bocellari: "Per farsi vedere in giro". Lui va avanti per la sua strada: "Tutti abbiamo fatto l’università, il 13 agosto il professore attendeva la nostra tesi? A Ferragosto i professori sono lì in spasmodica attesa di controllare la tua tesi perché ti devi laureare". Risponde Bocellari: "Sì, perché lui aveva già un posto di lavoro. Sapete perfettamente che lui e Chiara dovevano andare a Spotorno la settimana dopo, lui si era dato questo obiettivo, per questo il suo alibi è andare casa alle 9.35 e si mette a guardare un porno. Credibilissimo".
Infante effettivamente ricorda: "Non aveva in programma di iniziare a lavorare in uno studio a settembre?". L’avvocato conferma: "Aveva fatto un colloquio il 7 agosto, ci sono persone che ad agosto lavorano, doveva quindi accelerare la chiusura della tesi e consegnarla entro il 17, a luglio era stato a Londra in vacanza studio, doveva quindi concludere a settembre se voleva ottenere quel lavoro. È scritto nelle carte". Il conduttore fa riferimento a un’altra azione fatta da Stasi: "A me aveva colpito che durante l’interrogatorio avesse chiesto ai carabinieri di avere una copia della tesi, significa che evidentemente aveva in mente di finire velocemente". Capra però respinge questa teoria: "Potrebbe avere chiesto della tesi perché era il suo alibi", ma Bocellari ricorda: "il suo alibi glielo hanno cancellato".
Anche il giornalista Luca Fazzo non è troppo convinto della teoria di Capra: "Se si vuole un alibi si lavora subito alla tesi, non si parte da immagini porno". A questo il genetista replica: "È una persona che ha migliaia di file oggettivamente critici, io li ho visti e mi facevano schifo, anche se non sono un bacchettone. Da una persona che collezione quel tipo di pornografia mi aspetto oggettivamente di tutto".
Il dibattito sulle immagini sul PC di Stasi
Gsrofano vuole dire la sua sulle immagini presenti sul PC di Stasi: "Ora ho chiesto all’avvocato Tizzoni e le ho viste anch’io". Capra prosegue: "Avete l’avvocato, chiediamo la liberatoria per farlo vedere in seconda serata, vediamo se vi fanno piacere". Bocellari prosegue: "Quello è un altro discorso, ma parlare di rapporti con animali, stupri è una leggenda".
Il DNA sulle unghie di Chiara Poggi
Infante ricorda poi un altro dettaglio, ora spesso dimenticato: "In passato si era detto che il DNA sulle unghie di Chiara potesse appartenere all’assassino". Bocellari conferma: "È stato detto dal 2010 al 2014, finché non è stata fatta la perizia dalla parte civile, che dobbiamo ringraziare, è vero che la difesa di Stasi si era opposta alla rianalisi delle unghie per motivi procedurali, nel momento in cui si fa un abbreviato stretto è normale. In quel periodo la parte civile aveva richiesto l’analisi scrivendo che era importante trovare il materiale, parlando di una colluttazione". Capra replica: "L’aggressione è avvenuta a stretto contatto, era logico ipotizzare di trovare qualcosa sotto le unghie, c’erano margini ungueali non analizzati, un capello che era stato analizzato il bulbo ma senza valutare DNA mitocondriale. Ci sembrava quindi logico fare alcuni approfondimenti. Non lo abbiamo però ottenuto gli elementi che speravamo".
Il conduttore incalza: "Quante possibilità ci sono che lei potesse avere il DNA di una persona che ha toccato qualcosa in casa?". Risponde il genetista: "Su quei margini ungueali ci sono almeno quattro o cinque persone diverse, sono profili misti, diventa una riunione di condominio. Quel DNA è inaffidabile, sia per attribuire sia per escludere, quindi non possiamo dire che non ci sia quello di Stasi". Fineschi ha invece un’altra idea: "Ci sono molte possibilità che chi subisce un’aggressione simile possa avere il DNA dell’assassino, c’è stato un contatto ravvicinato".
Bocellari fa un’altra domanda a Capra: "Se il DNA fosse stato ritenuto di Stasi già nel 2014 cosa avrebbe detto la parte civile?". Lui risponde: "Potevano essere i grattini della sera prima, la parte civile è sempre stata aperta a 360 gradi". La legale non si accontenta: "Se la causa fosse stata quella perché hanno chiesto l’analisi?". Infante prosegue: "La stranezza è l’assenza del DNA di Stasi". Capra dice ancora: "Era inaffidabile, non possiamo dire che non c’è". L’avvocato dice ancora: "Questa è la sua opinione, la dottoressa Albani ha detto che Alberto Stasi è escluso".
