Garlasco in Tv, Infante non ha dubbi: "Una teoria che va contro la logica". La nuova dinamica può scagionare Stasi

La puntata di Ore 14 di marte 24 febbraio 2026 è stata dedicata anche al delitto di Garlasco, in attesa di capire le novità che emergeranno dalla consulenza Cattaneo

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Ore 14" è tornato in onda dopo la pausa osservata per le Olimpiadi Invernali in un periodo davvero cruciale per la nuova indagine per il delitto di Garlasco, per questo ha dedicato spazio al caso anche nella puntata di martedì 24 febbraio 2026. Proprio ieri la professoressa Cattaneo ha depositato la sua perizia in Procura a Pavia, al momento secretata, ma da quanto trapela sembra sia stata allungata la durata dell’omicidio, ipotesi che estrometterebbe Alberto Stasi, in carcere da dicembre 2015.

Garlasco, Ore 14 puntata 24 febbraio 2026: cosa è successo

"Siamo vicini a un punto di svolta – dice subito Milo Infante -, potremmo chiarire passaggi fondamentali, quante persone erano sulla scena del crimine, quante persone hanno colpito Chiara e soprattutto con quante e quali armi". Arriva la puntualizzazione del giornalista de ‘Il Giornale’ Luca Fazzo: "Ne aggiungo uno, in quanto tempo è avvenuto il delitto, se è stato lampo come ce lo hanno raccontato finora o c’è stato di qualcosa di più lungo nel tempo, cambiano tante cose".

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Arriva l’ulteriore precisazione del conduttore: "La logica a volte si scontra con la prova scientifica, a volte questa tende a dimostrare delle cose che nella logica fai poi fatica ad accettare, i famosi 23 minuti che appaiono davvero pochi".

È naturale chiedersi se la nuova consulenza possa pesare su Andrea Sempio, a oggi l’unico indagato per il delitto di Chiara Poggi. Le analisi antroprometriche che la professionista aveva richiesto su di lui a ottobre servivano proprio a verificare la compatibilità con quanto rilevato sulla scena del crimine. Sul piano scientifico, però, lui risulta essere collegato al luogo solo dall’impronta 33, presente sul muro della scala in cui si trovava il corpo della vittima, e un DNA parziale riconducibile alla sua linea paterna presente sulle unghie della vittima. Sulla base di questi indizi, e altri ancora da svelare, la Procura di Pavia potrebbe chiedere il rinvio a giudizio per lui già tra poche settimane.

Milo Infante fa un’osservazione importante sulla base di quanto fino ad ora era emerso negli anni: "Nella logica quando parliamo di delitto d’impeto ci scontriamo poi con un delitto portato a termine con un’accurata cancellazione delle prove (non ci sono impronte di Stasi nella villetta, se non sul dispenser che poteva avere usato la sera prima, il tutto in 23 minuti, compreso il tragitto per il viaggio. Questo va contro la logica". A questo risponde la criminologa Anna Vagli: "La professoressa era chiamata a rispondere a questo, anche con tutti i limiti del caso, dovendo fare questo tipo di analisi su delle fotografie, può limitarsi a capire se i riscontri dell’epoca combaciano con questo orario stabilito o se si possa ampliare. Lei può stabilire, insieme alla BPA, se ci fossero state altre persone sulla base delle ferite, del posizionamento, questo ha un ruolo maggiore e dirimente. LA BPA può consentire di stabilire all’incirca l’altezza dell’assassino tenendo presenti l’altezza degli schizzi di sangue, ma si devono vedere i centimetri di differenza tra Stasi e Sempio, che mi sembrano pochi. Ci vuole qualcos’altro per togliere Stasi e inserire Sempio sulla scena del crimine. Piuttosto è stata esclusa finora la presenza femminile. Torniamo poi all’incidente probatorio, non è stato fatto alcun altro nome per indicare il concorso". A questo ribatte Infante: "C’è un Ignoto 2 su cui stanno lavorando". Vagli replica: "Con la cristallizzazione dell’incidente probatorio difficile. Noi non sappiamo cosa è stato scritto sulla BPA, ma loro ce l’hanno".

Il conduttore fa un’altra precisazione: "Non hanno reso nota la BPA, non averlo fatto e averla resa secretata dall’inizio viene interpretata da alcuni come l’assenza di una pistola fumante".

Ancora non abbiamo certezze nemmeno sulla chiusura delle indagini, Infante vuole fare però un’osservazione anche sulla posizione della famiglia di Chiara: "I Poggi hanno diritto ad avere una verità, che loro oggi ritengono di avere acquisito e granitica. C’è una persona che sta scontando una pena con una sentenza passata in giudicato, Alberto Stasi, se innocente merita non tanto di uscire dalla galera visto che il suo percorso lo ha quasi terminato, ma di essere riabilitato. Poi c’è Andrea Sempio, se non c’entra ha il diritto di tornare all’oblio".

Eventuali colpi di scena non possono però essere esclusi, come precisa il conduttore: "Se si allunga il tempo hai la certezza che non sia stato Stasi, ma potresti avere la certezza che non sia stato Sempio, devi arrivare alla condanna di Sempio".


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