Garlasco in Tv, Bocellari contro le fake news: "Superato ogni limite". Lite Infante-Tizzoni, il giornalista sbotta

Ampio spazio dedicato a Garlasco nella puntata di Ore 14 Sera di giovedì 19 marzo, intervento di Giada Bocellari, Milo Infante ha difeso il programma dagli attacchi di Tizzoni

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Ore 14 Sera" è regolarmente in onda giovedì 19 marzo 2026 con uno spazio dedicato come di consueto al delitto di Garlasco e all’andamento delle nuove indagini, che vedono al momento indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio. Grande ospite della puntata è Giada Bocellari, da anni legale di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara Poggi e in carcere da più di 10 anni, pur essendosi sempre dichiarato innocente.

Garlasco, Ore 14 Sera puntata 19 marzo 2026: le parole di Giada Bocellari

Il periodo che Alberto Stasi e i suoi legali stanno vivendo è certamente particolare, lui si augura da sempre che possa essere dimostrata la sua innocenza ai fatti, la riapertura delle indagini lo ha fatto ben sperare, anche se dalla Procura ancora non trapela niente. Milo Infante chiede quindi a Bocellari quale sia stata la fase peggiore: "Personalmente direi questa, siamo in assenza di notizie, tutti dovremmo aspettare prima di valutare, e invece si sono raggiunti livelli bassi. C’è stato chiacchericcio e tentativo di spostare l’attenzione da quello che dovrebbe interessarci, ovvero fare luce sui tanti aspetti rimasti oscuri, oltre a valutare la posizione di Andrea Sempio, che è indagato. Quello di cui si parla punta a delegittimare questa attività dell’indagine, umanamente questo mi dà sofferenza, professionalmente mi mette in difficoltà perché sono abituata a parlare di cose serie".

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Il conduttore chiede all’avvocato se si sia mai sentita vittima di scorrettezze e fake news: "Non sono abituata a parlarne, provo a volare altro e fregarmene, ci sono teorie complottistiche per giustificare che una Procura abbia autonomamente chiesto e ottenuto, pare neanche subito, la riapertura di un’indagine. Ho lasciato correre tante fake news, diffamazioni e insulti che hanno riguardato me, io non ho i social per fortuna ma vedo solo quello che mi viene segnalato. E invece ieri mi è stata attribuita una relazione sentimentale con un non meglio precisato carabiniere di Milano, in particolare di Moscova (i carabinieri che stanno indagando adesso), questo ha superato ogni limite. Non tocca solo la mia persona, ma la mia professionalità, la mia integrità, e questo non lo consento a nessuno. Quindi procederò immediatamente, è già tutto pronto, è inaccettabile. Possono dire tutto, anche gli insulti non mi interessano, ma questo no. Non sono complottista, nemmeno sull’indagine, valuto i fatti in modo più oggettivo possibile, le cose possono andare male per errori o sfortune, non vedo sempre delle regie. Non lo so se ci sia su questo, ma deve essere posto un freno, non si deve superare un limite, questo è avvenuto. Tutti dovremmo essere in attesa, soprattutto i professionisti".

Ora la difesa non ha intenzione di stare a guardare nemmeno di fronte agli insulti di cui è oggetto Alberto Stasi, per questo scopo è entrata nel team Elisabetta Aldrovandi: "Non andiamo a guardare il singolo commento, ma le situazioni reiterate, ci sono persone che lo accusano di fatti gravissimi – dice ancora Bocellari -. Mi riferisco alla pedopornografia, è un fatto chiarito, non c’era il materiale di quel tipo. Per l’omicidio si fa valere la sentenza definitiva nonostante le due assoluzioni, per la pedopornografia le due condanne, serve lo stesso peso". Il legale viene interpellata anche in merito al passaggio del libro di Gianluigi Tizzoni, legale dei Poggi, in cui si fa riferimento proprio a un video pedopornografico: "Non avevo interesse a leggerlo, non so che video abbiano visto, se ce ne fosse stato anche uno solo lui sarebbe stato condannato. Questo video non era fruibile sul computer di Alberto Stasi, erano emersi frame di video, non integrali. Forse dai frame loro pensano di essere risaliti al video che conteneva alcuni dei frame recuperati dall’attività forense, ma sicuro quello non c’era sul PC. Questo è molto grave, l’avvocato sta procedendo".

Infante chiede a Bocellari anche il suo pensiero in merito alla presenza del DNA di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi: "Potrei dare tante risposte menzionando studi scientifici, ma non sono una genetista. Credo che la presenza dell’Y su due unghie di due mani diverse compreso quanto evidenziato dalla dottoressa Albani questo dato scientifico dovrà essere inserito in un quadro informativo più ampio. Si dovrà attendere la fine delle indagini per capire se ci siano altri elementi, quell’indizio dovrà essere valutato come si fa con le prove indiziarie. La parte civile diceva che se si fosse trovato DNA sulle unghie sarebbe stato quello dell’assassino, io mi aspettavo quello di Alberto visto che era stato con lei la sera prima, ma per loro sarebbe stata la prova regina della responsabilità del mio assistito. Io cerco di essere oggettiva, Chiara merita giustizia, prima ancora di Alberto".

L’analisi sui PC di Chiara e Alberto

Si passa poi a parlare della consulenza sui PC di Chiara e Alberto ancora in corso da parte della Procura dopo la proroga chiesta dal consulente. Si cercherà innanzitutto di capire se quello della ragazza fosse usato solo da lei e dal fratello o anche da altre persone, tra cui gli amici del giovane. Il video intimo dei due fidanzati, in modo particolare, sarebbe stato aperto in tre mesi almeno dieci volte, almeno per ora difficile sapere con certezza da chi. Anzi, nel periodo in cui la vittima era a Londra da Stasi viene visitato il sito dell’IPSIA di San Nazzaro, che era la scuola frequentata da Sempio, ma non da Marco Poggi.

Il Generale Garofano questa volta preferisce essere prudente: "Tutti gli accertamenti potranno fare chiarezza o far fare ipotesi, anche se restiamo a quelle. Vedremo anche cosa conterranno le periferiche di Andrea Sempio, da lì capiremo le sue attitudini, se guadasse materiale di un certo tipo o comune. È bene aspettare". Interviene Bocellari: "Sono d’accordo con il generale, serve prudenza, ma non sono convinta non ci possano essere certezze su chi era davanti a quel computer, il fascicolo è ampio, il computer è solo uno degli elementi".

Importante la presa di posizione della giornalista Rita Cavallaro: "La Procura ha già trovato il movente, quello ha punti di contatto tra i vari computer, quello di Chiara, quello di Sempio, che ha detto di avere buttato il PC pochi mesi prima di essere indagato, ma possiamo ricostruire qualcosa. Ci sono poi legami con i computer di Freddi e Capra, oggetto a maggio di perquisizione, ma non indagati". Il consulente informatico di Stasi, Alessandro Borra, non se la sente di confermare che i video intimi di Chiara e Alberto siano stati aperti diverse volte: "È una cosa che va approfondita, ci sono accessi, ma visto che era criptata si deve capire se ci sia stato o meno". Bocellari precisa il desiderio di non spingere Borra a parlare di alcuni aspetti che sono oggetto di indagini attualmente in corso da parte della difesa.

Infante ci tiene a fare una presa di posizione rilevante sui tanti commenti negativi fatti a ripetizione in merito alle cartelle di immagini presenti sul PC di Stasi: "Negli anni sulle cartelle è stata creata una grande mostrificazione, andando a vedere nel dettaglio queste mostruosità e racconti raccapriccianti non li abbiamo visti. Perché questa narrazione?".

L’intervento dell’avvocato Tizzoni

A sorpresa, chiede di intervenire in collegamento l’avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi per dare la sua opinione su quanto detto in merito al suo libro. "I libri si comprano, ma non si leggono, ci si ferma alla prefazione. Se avete la cortesia di leggere la pagina 45, la pagina 90, la pagina 91 io addirittura ho virgolettato la sentenza di assoluzione di Stasi sulla pedopornografia – dice -. Ho sempre detto e scritto di non ritenere centrale per il movente la questione della pedopornografia. Commentate il libro, ma non leggete". Risponde Infante: "Io non faccio recensioni, non posso dire di averlo letto, mi limito alla prefazione, è la prima cosa che si legge, su quella ci siamo fatti delle domande".

L’avvocato prosegue: "È complicato per lei capire che ci sia una comprensione cronologica dei fatti", ma a questo Infante ribatte: "In questa trasmissione lei non fa battute spiritose, lei da mesi ha fatto divieto ai suoi consulenti di partecipare a questo programma (in sottofondo lui nega: ‘Si figuri, sono tutti adulti e vaccinati’), quindi lei qui dentro non le fa. Noi partiamo dall’inizio e andiamo avanti da lì a giudicare, questo ci è consentito per quello che viene detto. In quella prefazione ci sono cose che secondo noi non sono corrette, lei scrive quello che vuole, fa scrivere quello che vuole e noi possiamo commentare quello che lei ha fatto scrivere. Possiamo andare avanti tutta la vita così, non le consento di fare telefonate prendendo in giro e dando lezioni. Noi a dispetto del divieto che lei ha fatto da mesi ai suoi consulenti continuiamo a cercarli per avere informazioni. Lei può andare avanti (in sottofondo lui continua a borbottare), tanto io non sento quello che dice, lei non sente quello che dico io". Tizzoni risponde ancora: "Le sembra normale che io dia dei divieti? Io non li dò, non posso darli". Il conduttore replica indispettito: "Ah, non è vero? Adesso lei mi ripete cortesemente che non ha mai dato divieto ai suoi consulenti di partecipare a questa trasmissione. Quando si cerca la verità va accertata". Infante chiede la conferma ad Arianna Giunti, autrice del programma: "Io credo di avervi chiamato decine di volte, loro il giovedì hanno sempre altro da fare". L’avvocato prosegue: "È colpa mia? Chiedetelo a loro". La giornalista non ci sta: "Avvocato, non offenda l’intelligenza delle persone".

Tizzoni continua a sostenere sia sbagliato limitarsi alla prefazione senza avere letto il resto del libro, soprattutto perché quella non è stata scritta da lui. Infante ribatte: "Io leggo la pagina 90, la imparo a memoria e la recito, ma lei ha visto un filmato pedopornografico?". Il legale risponde: "Il giudice Vitelli l’ha mandato a giudizio, il giudice di primo grado l’ha condannato, l’appello l’ha condannato , la Cassazione l’ha assolto perché non c’era prova che l’abbia visionato Stasi. Lei dice che questi video non ci sono, tutte queste persone dicono di sì, in un’aula di Tribunale andremo ad aprire questo computer e verificheremo se sono visibili o non visibili, non c’entra con la volontà di Stasi di scaricarli, è un dato oggettivo". Bocellari non ci sta: "I video non ci sono, c’erano solo dei frame".

Provocato a ripetizione, Infante fa un’altra domanda a Tizzoni: "Lei condivide il pensiero dell’ingegner Reale (consulente informatico dei Poggi, ndr) che sostiene che questa trasmissione, e quindi il sottoscritto, è a libro paga degli avvocati di Stasi?". L’avvocato dice: "Le linee editoriali le decidete voi, ci mancherebbe se lo devo pensare, dovrebbe avere tante risorse". Arriva la replica del conduttore anche a Reale: "Quando noi lo abbiamo invitato lui ci dice di non poter venire perché è consulente di un’altra trasmissione. Noi rispettiamo la sua decisione, ma non accettiamo lezioni né accuse, né insulti, si può non essere d’accordo con una linea, ma noi non abbiamo una linea, ci poniamo domande, affrontiamo tematiche e le notizie con persone che la pensano in maniera diversa. Non abbiamo tesi precostituite né prendiamo soldi dalla difesa di Stasi, quest’accusa non ce la meritiamo".


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