Garlasco in Tv, il giallo della lista coi 30 punti di contatto Sempio-Chiara: “Non depositata”. E Garofano smonta la perizia

Gran parte della puntata di Ore 14 Sera di giovedì 18 dicembre 2025 è stata dedicata al delitto di Chiara Poggi, a poche ore dalla conclusione dell'incidente probatorio

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Redazione

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Andrea Sempio Luciano Garofano
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La giornata di oggi, giovedì 18 dicembre 2025, era stata annunciata come una delle più importanti per la nuova indagine per il delitto di Garlasco, visto che era in programma l’udienza a conclusione dell‘incidente probatorio in seguito alla perizia sul DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi. In tanti sono rimasti sorpresi nel vedere Alberto Stasi, in carcere da dieci anni ma che si è sempre dichiarato innocente, mentre non si è presentato nemmeno questa volta Andrea Sempio l’attuale indagato coinvolto direttamente.

"Ore 14 Sera" non poteva quindi che parlarne in maniera approfondita dopo averlo fatto nell’appuntamento pomeridiano.

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Garlasco, Ore 14 Sera puntata 18 dicembre 2025: la

Si parte mostrando le immagini della mattina relative all’arrivo a Pavia di Alberto Stasi con uno sguardo che sembra diverso rispetto a quello del passato, cosa che viene sottolineata anche da Milo Infante: "Non ricordo di averlo mai visto in cui era così sorridente, ma anche disteso e fiducioso".

In studio sono presenti entrambi gli avvocati dell’ex fidanzato di Chiara Poggi, la prima a parlare è Giada Bocellari, che lo segue praticamente sin da quando è iniziata la sua vicenda giudiziaria: "Le sue apparizioni pubbliche sono notevolmente ridotte, in passato venivano mostrate le sue immagini peggiori, facevano parte della narrazione. In realtà, era un ragazzo, oggi un uomo normale, che ha dei momenti di paura, turbamento, tristezza soprattutto durante il processo, questo è invece un momento particolare. È un po’ estraniato da questo, ma non significa che non gli interessi nulla, la sua presenza lo dimostra. Abbiamo ritenuto opportuno seguire la sua volontà, ha sempre seguito tutte le udienze del suo processo, è legittimato a rimanere in aula, ho trovato poco elegante la richiesta formulata dalla difesa di Marco Poggi di farlo uscire dall’aula. Già da prima ho sentito dire che siamo abusivi nell’incidente probatorio, ma c’è un’ampia Cassazione che dice che il condannato ha diritto anche di promuovere l’incidente probatorio".

Non manca l’intervento di Antonio De Rensis: "Io parlo spesso di coraggio, io invito chi ha delle rimostranze a dire con coraggio chi prende le decisioni. Se vogliono possono protestare con il giudice, la Procura o una difesa propongono, è il giudice che decide. Spesso in queste dichiarazioni polemiche, credo volutamente, non si fa mai riferimento a chi decide, si chiama dottoressa Garlaschelli, che ha diretto benissimo l’incidente probatorio. Vadano da lei se hanno coraggio. Voglio manifestare tutta la mia stima e la mia gratitudine alla mia collega, e io non faccio regali a nessuno, perché ha dimostrato ancora una volta la sua capacità e il coraggio. Bisogna riconoscere che l’avvocato Cataliotti non si è associato alla richiesta fatta, questo è il comportamento di un avvocato a cui interessano i contenuti".

La discussione sulla perizia del DNA

Giada Bocellari ha però voluto spiegare anche meglio la perizia del DNA illustrata in aula in mattinata: "La dottoressa Albani ha spiegato bene in udienza le sue conclusioni, lei ha evidenziato innanzitutto le criticità di questi due profili presenti su due unghie di mani diverse di Chiara Poggi. Si tratta di un aplotipo, di DNA misto, parziale e non consolidato, significa che non abbiamo la possibilità di comparare questo risultato con un altro risultato analogo. Lei ha però chiarito che queste due unghie, oltre all’altra non attribuibile, sono risultate utili ai fini di comparazione, c’erano diverse chiamate alleliche e i picchi erano elevati. Per questo ha fatto una valutazione esclusione/non esclusione o inconcludenza del risultato. Lei ha ritenuto che Alberto Stasi e gli altri soggetti considerati possono essere esclusi dalla concordanza, questa valutazione poteva essere fatta già nel 2014. Andrea Sempio non è escluso per 12 loci su 12 loci del quinto dito mano destra e 10 loci su 10 loci del primo dito mano sinistra. Questo dato scientifico per me non può essere sufficiente per condannare Andrea Sempio, ma non lo era nemmeno anni fa, va valutato nel contesto. Vedremo la Procura se e quali elementi avrà".

Bocellari fa un’altra considerazione: "Non vorrei insistere…", De Rensis ribatte: "insistiamo", per questo lei precisa: "Si diceva nel 2014 che quel DNA fosse degradato e che non fosse escluso Alberto Stasi. Negli atti acquisiti ora dalla dottoressa Albani c’è un foglio manoscritto del settembre 2014, relativo a una riunione peritale. In quel verbale si dice che viene fatta anche in quel caso un’analisi statistica del DNA paragonando con l’aplotipo di Alberto Stasi, mentre non risulta da quanto era indicato nella perizia De Stefano. Si dava anche atto della presenza di due profili comparabili e di uno diverso dai due comparabili. Non mi risulta questo tra gli allegati della perizia di De Stefano".

Non può che essere importante l’opinione a riguardo del Generale Garofano, che era a capo dei RIS all’epoca del delitto di Garlasco e si era occupato dell’indagine con il suo team: "Io rimango concorde con quanto concluso nella perizia da De Stefano, decide di non confrontarlo perché per lui quel profilo non era idoneo. Era stato ottenuto da un metodo non validato e non era consolidato, come detto dalla dottoressa Albani. Anche adesso ho questa idea pur nel rispetto dei colleghi dell’incidente probatorio, quel profilo rimane non idoneo, è cambiata solo l’applicazione di un calcolo biostatistico che allora non era disponibile. Questo calcolo però dà numeri in base ai dati somministrati, in questo caso dobbiamo chiederci se i dati che possiamo dare sono adatti. Io ritengo di no".

Alle teorie di Garofano ribatte fermamente Bocellari: "Non è vero che l’unica novità è la biostatistica. La dottoressa Albani fa in preventivo una valutazione di utilità ai fini di comparazione dei tre profili. Dove c’è la chiamata allelica dobbiamo pensare come sia stato sfortunato Sempio visto che la sua c’è su due dita di due mani diverse".

La legale ritiene determinante anche fare una precisazione sul suo assistito, visto che in settimana si è detto che non potesse parlare: "Non ha un divieto, né deve chiedere autorizzazione, non lo riteniamo opportuno in questa fase così delicata, è solo un suo diritto esserci in udienza, come lo è non esserci per Sempio". De Rensis invece vuole sottolineare quale sia il motivo, a suo dire, dell’estremo interesse che l’opinione pubblica ha per il delitto di Garlasco: "Questo accade per un motivo, si parte dal presupposto della doppia assoluzione di Alberto, hanno visto errori, orrori e apprezzano il lavoro che sta facendo la Procura, che include e non esclude. Ora vogliono che tutto sia chiaro". Una teoria avvallata anche da Infante: "Si respira il clima dell’attesa per qualcosa che deve accadere, la ricerca di una verità che non sarebbe quella processuale".

La posizione di Sempio

C’è chi sostiene che la difesa Sempio possa fare valere la teoria dei 30 punti di contatto individuati che potrebbero avere fatto da veicolo per il DNA, ma "la relazione non è stata depositata", come ha precisato la Bocellari. Forte la stoccata di De Rensis: "Ma li toccava solo lui?". Garofano chiude però i giochi con un’osservazione a monte: "Parlare di DNA da contatto è fuori luogo, quel DNA per me non riunisce le caratteristiche per essere confrontato, è una forzatura dire che sia di Sempio".

Bocellari non può però stare in silenzio di fronte a questo: "Vogliamo dire che c’era un’altra persona con lo stesso Y di Sempio che frequentava Chiara Poggi? Se quell’Y fosse stato di Alberto Stasi cosa avreste detto".


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