Garlasco in Tv, Infante tuona: "Svuotare il cestino del PC di Stasi fa pensare a un sabotaggio". Garofano non ci sta: "Difendo il mio lavoro, è un dovere"

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

"Ore 14 Sera" è regolarmente in onda come ogni giovedì anche il 16 aprile 2026, con uno spazio ad hoc dedicato al delitto di Garlasco, che catalizza l’attenzione di gran parte dell’opinione pubblica. La richiesta di rinvio a giudizio per Andrea Sempio sembra essere sempre più vicina, ora gli inquirenti starebbero cercando di incrociare la nuova BPA firmata dal Colonnello del RIS di Cagliari Andrea Berti con il lavoro dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo. La Professoressa, infatti, lo scorso ottobre aveva voluto prendere le misure antropometriche dell’indagato, in particolare quelle relative alla lunghezza degli arti e del piede per confrontare con quanto presente sulla scena del crimine

E’ attesa inoltre una consulenza del genetista Carlo Previderè, lo stesso che ha individuato la presenza di un aplotipo Y maschile riconducibile alla linea patrilineare di chi è sotto indagine. Da non trascurare la consulenza del RACIS, volta ad avere un suo profilo psicologico sulla base dei suoi scritti, ma con un occhio ad alcune pagine che risultano strappate. Gli scritti prima del 2017 sono quelli mancanti.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Garlasco, Ore 14 Sera puntata 16 aprile 2026: gli errori della vecchia indagine

Milo Infante parte con una domanda importante: "A oggi abbiamo DNA, impronta 33 e corruzione, abbiamo detto a lungo che se corruzione c’è stata sarebbe una prova importante contro Sempio, ma a che punto siamo su questo?". A rispondere è la giornalista Rita Cavallaro: "Da quello che mi risulta l’indagine sta andando avanti, anzi il calo dei riflettori ha aiutato gli inquirenti, che hanno sentito altre persone. Sui dispositivi elettronici che erano rimasti nelle loro mani, quindi il cellulare del papà di Sempio, di Sapone, il PC di Venditti ma che è della Procura non ci sono molte notizie, ma dovrebbe uscire qualcosa dalle indagini tradizionali".

Il giornalista non dimentica di citare l’impronta 33, di cui però non è rimasto l’intonaco, come confermato da Luciano Garofano, che all’epoca era a capo dei RIS: "La dottoressa Albani lo ha chiesto al colonnello Marino, ma è stato tutto consumato. Si vede un’ombra che non riconduce al sangue, è stata definita non utile. Quando si è di fronte a delle impronte in funzione del sospetto che si può avere e alla riconducibilità al sangue o meno si tratta per essere sicuri di includere o escludere che si tratti di sangue. Posso garantire a tutti di avere valutato tutto, ma è stata fatta una scelta per proseguire su alcuni accertamenti".

Infante chiede a Rita Cavallaro, che collabora con ‘Gente’ quali siano gli errori nell’indagine che il settimanale ha contato: "Ora sono 88, siamo partiti da 47", per questo lui dice: "Non facevate prima a fare l’elenco delle cose fatte bene?". Lei prosegue: "Anche sull’impronta 33 sono stati fatti accertamenti irripetibili in assenza della difesa di Stasi", Garofano replica: "Non merita commento, così come i 100 errori, non sono errori, sono presunti errori segnalati da persone che non erano sulla scena del crimine, non si sono occupate delle analisi. Voglio precisare che tutte le operazioni sono state seguite dal professor Avato e dal dottor Fabbri (erano parte della difesa di Stasi, ndr)", ma lei lo interrompe: "Non c’erano, non si possono dire cose che non sono su carta". Garofano continua: "La difesa di Stasi non ha mai sollevato (in sottofondo si sente Cavallaro dire: ‘No, le ha sollevate‘) nessuna nullità. Se noi non avessimo osservato la legge tutto quanto fatto durante il percorso analitico avrebbe generato una nullità, e non è stata sollevata. E dico di più, così magari la dottoressa Cavallaro può attingere alla sua memoria, anche se non era presente. L’avvocato Lucido (all’epoca legale di Stasi, ndr) aveva preteso di interrompere gli accertamenti per visitare la scena del crimine prima di procedere. L’allora Capitano Marino si è fermato e ha chiamato il pm Muscio chiedendo come comportarsi, la dottoressa Muscio ha invitato a procedere sottolineando che la difesa avrebbe poi potuto decidere se fare istanza. Questo non è mai avvenuto".

Infante chiede ancora a Garofano quali siano gli errori che lui riconosce ci siano nell’attività investigativa fatta: "C’è un altro errore, a proposito di errori che non ritengo tali, è ragionare con cose avvenute 19 anni fa rispetto alle competenze e alle conoscenze di oggi". Il conduttore chiede quindi a De Rensis dei noti capelli trovati nel lavandino, lui risponde: "Mai analizzati, né è mai stato spiegato perché fossero lì. Non ci sono solo gli errori, non sono mai arrivate spiegazioni. Entri in una cucina, vedi tutti i piatti lavati, due cucchiaini sporchi nel lavandino e non li esamini? I RIS sono stati fatti intervenire solo tre giorni, troppo tardi". Su questo interviene Garofano: "E’ il pm a decidere l’intervento degli specialisti, sono i carabinieri della territoriale che possono chiedere assistenza se serve". Il giornalista fa un’osservazione: "Ci sta dicendo che i carabinieri si fossero convinti di avere risolto il caso, che il responsabile fosse Alberto Stasi, per questo ritengono non necessario l’intervento dei RIS di Parma, facendolo ritardare. Arrivate dopo con un disastro già fatto, interrogano Sempio e non gli chiedono cosa avesse fatto il giorno dell’omicidio, manomettono il computer di Alberto, forse anche quello di Chiara. Svuotano il cestino del PC di Alberto, fa pensare a un sabotaggio, nessuno può essere così stupido da farlo".

Garofano ritiene sia eccessivo parlare in questo modo: "Voglio spezzare ancora una lancia a favore dei colleghi, è eccessivo parlare in questo modo. Si è sempre fatto così, Cogne, Novi Ligure, sempre fatto così. E’ stata fatta un’immaginazione degli errori, che devono essere contestualizzati in base a quando avviene l’omicidio, i carabinieri avevano quelle competenze, hanno cercato notizie su quei computer". Infante non ci sta: "Si cancella qualcosa che non si vuole più vedere". L’ex capo dei RIS continua: "Su quel computer ci ha messo le mani anche Stasi", anche se, si precisa, lui aveva chiesto di copiare la sua tesi. Interviene De Rensis: "Voglio mantenere toni soffusi, ma le parole vanno dette bene; ‘Ci ha messo le mani Stasi’, tradotto lui ha chiesto: ‘Posso avere una copia per lavorare alla tesi?’, così è tutta un’altra cosa. Io vado alla fonte, al pm, è da lì che partono i problemi. Se non ho alle spalle casi di omicidi efferati chiedo di attendere prima di agire, invece lì sono entrati tutti. I penalisti sanno che se una persona è interrogata per più di 7 ore è perché ci si attende qualcosa".

La corruzione contestata al papà di Sempio e all’ex pm Venditti

Si passa a parlare della presunta corruzione contestata al papà di Sempio verso il pm Venditti, giustificata sostenendo che fossero soldi dati agli avvocati. L’avvocato Lovati inizialmente aveva detto di avere preso forse 5 mila euro, il giorno in cui è stato interrogato dice invece di avere preso 15 mila euro, come gli altri due avvocati che con lui assistevano l’indagato, partiti presso lo studio dell’avvocato Soldani. Uno degli altri due, l’avvocato Grassi, però, riferisce di non avere preso niente.

Infante fa una domanda: "Se cade l’ipotesi corruttiva si indebolisce l’impianto accusatorio su Sempio? Noi abbiamo sempre detto che un innocente non paga. Non è normale che un indagato abbia il numero del capo della Polizia Giudiziaria"

A riguardo si è espresso l’avvocato Aiello, legale di Venditti: "Sulla base di quelle poche nozioni che ho, tra cui la Cassazione che evidenzia tutta una serie di errori tecnici nell’ultima difesa di Stasi, mi aspetto che qualcuno ponga la parola fine e dica: se hai le prove vai a fare un’istanza di revisione, se non ce l’hai ti metti l’anima in pace. Tra l’altro mi pare di ricordare che il condannato uscirà di carcere a breve, quindi ormai giustizia è stata fatta, prima o poi finirà".

Su questo arriva la replica di De Rensis: "L’avvocato Bocellari e io, non essendo sprovveduti, non presentiamo una revisione prima che si chiuda un’indagine che potrebbe fornire svariati elementi per farla. Voglio tranquillizzare chi pensa che non sappiamo cosa fare, la revisione va fatta al momento giusto, solo un avvocato cretino, cioè io, presenterebbe la revisione oggi. Ora ho qualcosa, un DNA, una perizia che dice che noi non ci siamo, ma noi confidiamo in chi sta indagando, sappiamo che sono eccellenze inavvicinabili. Anzi, io esorto chi parla a chiedere se siano mai stati avvicinati da loro, per farlo servono gli attributi. Facile fare i proclami in Tv, si può andare da Napoleone e chiedergli se abbia mai frequentato qualcuno. Perché ci dobbiamo precludere possibili prove nuove?".

Le ombre su Stasi del team Poggi

Infante si rivolge a Dario Redaelli, criminalista consulente della famiglia Poggi: "Mi sembra che il lavoro di voi consulenti sia stato quello di consolidare l’impianto accusatorio poi trasformato in una sentenza passata in giudicato". Lui replica: "Nell’attività di analisi della scena del crimine che ho fatto non ho riscontrato nessuna traccia che consenta di porre sulla scena una persona diversa rispetto alla vittima e all’unico autore dell’omicidio, riconosciuto da una sentenza passata in giudicato come Alberto Stasi",

Il giornalista ritiene però ci siano degli elementi nella sentenza poco logici, come i tempi, l’accensione del computer", Redaelli replica: "E’ stato documentato più volte che la tempistica corrisponde agli eventi verificati. Gli errori, o le imprecisioni figlie dei tempi, compiute da operatori non specializzati, vengono interpretati come errori solo a svantaggio del condannato. In realtà, non è così, ce ne sono alcuni che se non fossero avvenuti avrebbero potuto dare informazioni precise. Basti pensare ai graffi, visti dai due carabinieri sul braccio di Stasi, dovevano essere fotografati, ma non è stato fatto, parlano di una formazione pilifera sulla polo che lui indossava. La formazione pilifera non è stata nemmeno repertata".

Su questo interviene De Rensis: "Serra, uno dei due carabinieri, li descrive come graffi, ma nel processo sono diventati arrossamenti. Per un miracolo terreno il 118, intervenuto immediatamente, ha visitato Alberto, gli ha misurato la pressione e ha dimostrato che non avesse niente. Per graffi ed escorazioni credo sia più competente il 118 rispetto al carabiniere".

Rita Cavallaro fa un’osservazione rilevante: "Si parla di graffi per Stasi, ma Chiara sotto le unghie ha il DNA di un altro". De Rensis continua: "Vede come tutto era Stasicentrico? L’arrossamento diventa graffio, il sangue sui pedali". Redaelli ribatte: "No, perché i graffi non vengono documentati". Parla ancora De Rensis: "Non vengono documentati perché non c’erano, è stato interrogato 10 ore nelle prime 40, avevano evidentemente dei sospetti, ma basati sul niente". Il criminalista dice ancora la sua: "Dal niente secondo la sua opinione, i due carabinieri erano stati sentiti dal Procuratore Generale, esprimendosi in un modo diverso da quello che lei dice".

Infante interviene: "Se Chiara si è difesa e ha graffiato Alberto perché non c’è il suo DNA sulle sue unghie?". Garofano non riesce a trattenersi: "E’ diverso, quel DNA non è di nessuno, la dottoressa Albani dice di avere fatto un calcolo, che si fa con un software con dei dati inseriti. Nella perizia e nell’incidente probatorio ha specificato che non essendo consolidato ma un profilo misto non è utile ad alcuna identificazione". Cavallaro lo interrompe: "La perizia è cristallizzata", De Rensis sottolinea: "Se non avessero avuto sicurezze si sarebbero fermati molto prima. Da questo esce una certezza: non c’è Stasi". Garofano nega anche questo: "No, il mio pensiero è lo stesso di Capra e del professor De Stefano, quel profilo non è idoneo per fare confronti. Ho il dovere di difendere il mio lavoro quando si dicono delle eresie".


Guida TV

Potrebbe interessarti anche