Garlasco, Milo Infante sui genitori di Sempio: "A Ore 14 poltrone scomode". E l'avvocato De Rensis attacca: "Dura non farlo"
Nella puntata del 25 settembre tanti dubbi su Andrea Sempio e i suoi amici dell'epoca del delitto Garlasco: l'intervista esclusiva svela un dettaglio inaspettato

Nella puntata di Ore 14 Sera, condotta da Milo Infante in prima serata su Rai2 giovedì 25 settembre 2025, non manca il blocco dedicato al delitto di Garlasco con gli avvocati di Alberto Stasi (Antonio De Rensis) e Andrea Sempio (Massimo Lovati) in studio insieme alla criminologa Roberta Bruzzone e a tanti giornalisti ed esperti. Nel corso della serata si torna a parlare di Andrea Sempio tra prove contro di lui e comportamenti sospetti, ma anche degli altri amici di quest’ultimo, come Mattia Capra. Ecco cosa è successo nella puntata del 25 settembre a Ore 14 Sera durante il blocco dedicato al delitto di Garlasco.
Garlasco a Ore 14 Sera, puntata 25 settembre 2025: cosa è successo
La puntata comincia con Massimo Lovati che torna sulla tesi del sicario e su Alberto Stasi come la pedina di un’organizzazione: "Il 13 agosto del 2025 lì c’erano solo Alberto Stati e Chiara Poggi. I mandanti di questo assassinio non potevano utilizzare nessun altro se non lui, quindi è stato usato per depistare tutte le indagini. Gli avranno detto: ‘O dici così o fai la sua stessa fine’". C’è chi in studio è titubante: "Tutti questi anni in silenzio senza dire a nessuno ‘Guardate che mi hanno incastrato’?". Poi si parla di Andrea Sempio come unico indagato per la morte di Chiara Poggi: un servizio mostra i vari elementi che restano un mistero, tra cui il Dna sulle unghie della vittime che corrisponderebbe a quello di Sempio, l’impronta 33 e le chiamate fatte alla villa nei giorni precedenti all’omicidio, nonché lo scontrino come se in quell’occasione volesse fornire un alibi, il malore della madre durante l’interrogatorio e le frasi ambigue che Sempio aveva scritto sui suoi diari personali.
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Entra nel canale WhatsAppInsomma, non emerge nulla di nuovo, nemmeno dal dibattito successivo, durante cui Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, in merito al fatto che in 8 mesi Sempio non aveva mai chiamato il numero di casa di Chiara dal suo cellulare, si limita a sottolineare proprio che l’indagato "non sbaglia mai nei mesi precedenti". Ma Roberta Bruzzone ribatte: "Non si è mai sbagliato prima perché chiamava sempre l’utenza cellulare di Marco Poggi". Rita Cavallaro però fa notare che una di quelle chiamate alla villetta di Chiara arrivava dal numero fisso della casa di Sempio, il che vuol dire che per chiamare aveva dovuto comporre a mano il numero e che quindi era impossibile confondere cellulare e fisso. Subito dopo la Cavallaro torna sul fatto che il cellulare dei genitori della vittima funzionava in montagna e che comunque Marco Poggi aveva attivo sul telefono il servizio di Tim che inviava un messaggio nel caso di chiamate perse. Possibile che non gli fosse arrivato nulla sul cellulare? Poi viene ricordato che la sera prima di lasciare Garlasco per la montagna Marco e i suoi ‘migliori’ amici si sono e che tutti sapevano dell’imminente partenza. E ancora la durata dell’ultima chiamata alla villetta che è di 21 secondi, troppi per dire soltanto ‘scusa, ho sbagliato numero’ a Chiara. In questa circostanza l’avvocato De Rensis sottolinea che le chiamate tra Alberto Stasi e la madre duravano 23 secondi e che in 21 secondi si dice molto più di un semplice ‘quando torna Marco?’.
Poi Milo Infante manda in onda un’intervista fatta all’avvocata di Sempio Angela Taccia in cui difende a spada tratta il suo assistito per il fatto di essere passato davanti alla casa di Chiara il giorno dell’omicidio e, pur vedendo il caos lì intorno, ha tirato dritto senza fermarsi a capire cosa fosse successo. La Taccia, infatti, lo riteneva un atteggiamento normale: "Se vedo una bolgia, non mi fiondo a vedere, anche io avrei tirato dritto, non era sicuro che fosse proprio davanti a quella casa, era nella via". In quella occasione (aprile 2025), Infante aveva risposto: "Io mi sarei fermato, ci sono 10 case a Garlasco! Sei nella via della tua amica, sai che non c’è il fratello….". E De Rensis commenta in diretta: "Mi è piaciuto quando ha detto ‘sa che c’è Chiara, ha conversato con la ragazza, sa che è sola… Via Pascoli è una strada chiusa e, come avete detto voi, ci sono pochissime case… magari ti affacci, vedi a che altezza c’è il delirio e se è all’altezza della casa di un tuo amico fai due passi in più… è dura non fermarsi. Vedete l’esame degli atteggiamenti? Ecco, proprio come ha fatto Infante questa sera, bisogna farlo per tutti senza nessuno sconto. Questo racconto pone qualche domanda".
Tornando alle telefonate, Roberta Bruzzone ricorda che sono di 5 giorni prima dell’omicidio e non del giorno stesso, ma Antonio De Rensis, dopo averle dato ragione dicendo che non è elemento temporale particolarmente significativo, spiega il vero punto: "Se io chiamo una persona per sapere cosa le piace mangiare a tavola, lo faccio una volta e non tre volte ripetendo la stessa domanda: ‘Dov’è Marco?’". Per l’avvocato Massimo Lovati invece "sono tutte circostanze che non hanno rilevanza": "E’ aria fritta".
Dopo aver mostrato un servizio sui movimenti di Andrea Sempio della mattina dell’omicidio e aver ricordato la presenza di un intenso traffico telefonico tra quest’ultimo e i suoi amici di una vita, il conduttore svela che l’inviata Arianna Giunti ha provato a parlare con i genitori dell’indagato ma non è andata benissimo. A raccontare i fatti è proprio la giornalista: "Dopo aver provato più volte ad avvicinare i genitori educatamente, non ci hanno permesso di fare domande. Dicevano che non potevamo avvicinarci altrimenti il cane ci avrebbe morso". Infante commenta: "E’ vero che a Ore 14 ci sono poltrone scomode, c’è chi si sottrae al confronto, ma non i nostri ospiti ovviamente, però ci sono persone che non vogliono raccontare direttamente le cose e poi magari si lamentano dicendo ‘ma io avrei parlato’. No, non è così. Noi questa cosa ve l’abbiamo raccontata perché a volte qualcuno chiede ‘ma perché non avete sentito anche loro?’ Perché c’era il cane che mordeva la povera Arianna".
E’ interessante poi quanto dice l’amico di Andrea Sempio, Mattia Capra, perché svela che in realtà non si sentono spesso tra loro (l’ultima volta a dicembre 2024) e si vedono una volta l’anno: "Non ho ragioni di pensare che Andrea sia coinvolto, ma non voglio rilasciare dichiarazioni. Non abbiamo fatto squadra. Non ci siamo sentiti in alcun modo in questi mesi, perché non è il caso di farlo… Ci vediamo una volta all’anno, non abbiamo fatto squadra. L’idea che siamo vicini come ai tempi è completamente sbagliata. Siamo amici, ma la vita ha preso direzioni diverse. E’ vero che quella mattina ci siamo sentiti ma sono messaggi normalissimi, come faccio a ricordarmeli? Io in cantina sono sceso una volta negli anni precedenti (al delitto, ndr), era il 2005 circa. I carabinieri stanno facendo quello che dovevano fare 18 anni fa".
A questo punto Rita Cavallaro racconta che sarebbe stato Andrea Sempio a dare la notizia della morte di Chiara ai due amici, Capra e Freddi: "Loro dicono di averlo saputo la sera, mentre Sempio dice di averglielo detto alle 17:00. Fatto sta che i tre amici di Marco Poggi sono gli unici che non lo chiamano per fargli le condoglianze e si vedranno solamente il giorno del funerale". De Rensis punge: "Io voglio chiedere agli ospiti se, per la logica probabilistica, se uccidono la sorella del migliore amico, chi non prova a contattarlo immediatamente? E’ la prima cosa che cerco di fare. Che ci riesca o meno non ha importanza, però almeno ci provo". Monica Leofreddi poi dice: "Io pagherei per sapere cosa pensa l’avvocato De Rensis quando Lovati parla di pedofilia, traffico d’organi, mandanti e sicari, però lei non direbbe mai la verità di ciò che pensa sul serio. Non lo sapremo mai". E l’avvocato di Alberto Stasi le dà ragione: "Lei è una donna molto intelligente".
