Garlasco in TV, il giallo della donna con la borsa 'sparita' dalla scena del delitto. De Rensis tuona: "Le impronte dove sono?"

Nel corso della puntata di Ore 14 Sera in onda ieri 20 novembre, si accendono di nuovo i riflettori sul caso Garlasco: spunta il mistero di una donna sulla scena del delitto.

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Giovedì 20 novembre è andata in onda su Rai 2 una nuova puntata di Ore 14 di sera. Nel corso dell’appuntamento, condotto da Milo Infante, sono stati trattati numerosi casi di cronaca, dal caso di Pierina Paganelli fino ai nuovi sviluppi sull’omicidio di Chiara Poggi. Andiamo a scoprire cosa è successo.

Ore 14 di sera, puntata 20 novembre: il caso dello studente accoltellato

Durante la puntata si parla poi dell’aggressione di inaudita brutalità che ha colpito un 22enne, studente della Bocconi, vittima di un attacco insensato e gratuito subito dopo che gli era stata sottratta una banconota da 50 euro. Due ragazzi di 18 anni e tre di 17 sono stati arrestati, a seguito di un’ordinanza del gip del tribunale di Milano e di quello del tribunale per i minorenni, con l’accusa di tentato omicidio pluriaggravato e rapina pluriaggravata in concorso. L’aggressione è avvenuta nella notte tra l’11 e il 12 ottobre, nell’area di corso Como, famosa per la sua vita notturna, e ha messo in evidenza la violenza gratuita dei cinque giovani nei confronti della vittima, un ragazzo italiano di 22 anni.

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Il Questore di Milano, Bruno Megale, ha commentato con preoccupazione l’accoltellamento avvenuto nei giorni scorsi ai danni di un 20enne, che ha subito danni permanenti. "Quello che più mi colpisce – ha dichiarato Megale – è la violenza inaudita di ragazzi che, pur vivendo in un contesto sociale apparentemente normale, sono capaci di aggredire un giovane vulnerabile con tale brutalità". Il Questore ha evidenziato come, in alcuni casi, i giovani aggressori mostrano una totale mancanza di empatia, senza alcun rimorso per il loro gesto. "In Commissariato alcuni di loro ridevano, senza comprendere la gravità di quanto fatto", ha aggiunto, sottolineando come sui social ci sia una vera e propria esaltazione di questi comportamenti violenti.

Megale ha anche evidenziato il crescente utilizzo di armi da parte dei giovani, con il ricorso a coltelli e spray al peperoncino. "I coltelli sono facili da reperire – ha detto – e questo è un fenomeno complesso che Milano sta vivendo, legato ai reati di strada. Un fenomeno che è stato messo sotto i riflettori, ma che in realtà persiste da un po'". Il Questore ha inoltre richiamato l’attenzione sulla necessità di comprendere le cause di questo cambiamento nei comportamenti giovanili, suggerendo che l’analisi di tali fenomeni dovrebbe partire da una riflessione sul ruolo dell’educazione. "L’età degli aggressori si sta abbassando – ha osservato – e questo ci porta a chiederci cosa stiamo sbagliando nell’educazione dei nostri figli".

Le famiglie dei giovani coinvolti nell’aggressione al 22enne hanno espresso il loro dolore per l’accaduto. La madre di Alessandro, il ragazzo che ha inflitto le coltellate, ha dichiarato: "Siamo devastati, siamo sempre stati una famiglia per bene. Abbiamo pregato per quel ragazzo". Il padre di un altro dei giovani arrestati ha invece spiegato che, dopo aver visto il video dell’incidente, ha notato che suo figlio si era tenuto lontano dall’aggressione, ritenendo che non avesse alcuna responsabilità. "Mi dispiace per quello che è successo, spero che il ragazzo possa tornare a vivere una vita normale", ha aggiunto il padre, riferendosi alla vittima, che rischia danni permanenti.

Il caso di Pierina Paganelli

Nuovi sviluppi sul caso di Pierina Paganelli, la cui morte è avvenuta in circostanze misteriose. Louis Dassilva, uno degli accusati, continua a dichiararsi innocente, sostenendo attraverso il suo avvocato di non essere colpevole del delitto che ha scosso la comunità. "Manuela Bianchi mente per un tornaconto personale", ha affermato il legale di Dassilva, accusando la Bianchi di aver cambiato più volte la sua versione dei fatti. Secondo l’avvocato, ci sono diversi elementi che suggeriscono che le dichiarazioni della Bianchi agli inquirenti non siano veritiere e che abbia cercato di costruire uno scenario infondato.

Loris Bianchi, che sembra aver giocato un ruolo centrale, è stato visto due volte nel garage della casa in cui è avvenuto il delitto, ma le ragioni di queste visite restano sconosciute e vengono considerate cruciali per comprendere meglio la dinamica dei fatti. In questo contesto, l’incidente probatorio sulla fonica, in programma per il 16 dicembre, è particolarmente atteso, poiché potrebbe fornire risposte decisive riguardo le intercettazioni e le prove audio.

Nel frattempo, Valeria, la figlia di Pierina, ha rilasciato dichiarazioni che pongono nuovi interrogativi sulla veridicità delle testimonianze. "Se temessi che tu mi faccia del male, avresti dovuto rendere dichiarazioni veritiere", ha detto, riferendosi a Manuela Bianchi, e ha aggiunto: "Ricordo che al momento del rinvenimento del corpo, io ero quella considerata colpevole, ma lei aveva dormito sul divano di casa mia la sera prima". Secondo Valeria, se la Bianchi avesse voluto dire la verità, avrebbe dovuto presentarsi spontaneamente dal PM dopo l’arresto di Louis.

Il 1° dicembre, nelle prossime udienze, si prevede la deposizione di Loris Bianchi, oltre alla testimonianza della nipote di Pierina, ora maggiorenne, che potrebbe fare luce su alcuni aspetti ancora poco chiari. Le prossime tappe includono anche l’esito della perizia fonica e il 50° incidente probatorio, che si preannunciano come momenti determinanti per la risoluzione del caso.

Le minacce di morte a Roberta Bruzzone

Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa, ha denunciato pubblicamente di essere stata destinataria di minacce di morte, rivelando di aver individuato un gruppo di persone che, secondo lei, si muovono come una vera e propria "associazione a delinquere". La Bruzzone, che da mesi è al centro di una campagna di attacchi online, ha raccontato di aver ricevuto numerosi messaggi di minaccia, in cui le veniva apertamente annunciato che le sarebbero stati inflitti danni fisici. "Sono diversi mesi che questa situazione va avanti", ha dichiarato la criminologa, visibilmente preoccupata per la gravità delle minacce ricevute.

Secondo Bruzzone, questi attacchi non sono isolati, ma fanno parte di un comportamento coordinato da parte di alcuni individui che si sono uniti in un sodalizio pubblico, dedicandole attenzioni malevoli. "Ho dovuto correre ai ripari, perché la situazione è diventata insostenibile", ha aggiunto, rivelando che il Nucleo Investigativo di Roma l’ha contattata per manifestare preoccupazione in merito a queste attività, dopo aver osservato le gravi azioni online. Bruzzone ha spiegato che, in seguito a questa escalation, le forze dell’ordine hanno preso in seria considerazione il caso, avviando verifiche su quanto stava accadendo.

Il caso Garlasco, la donna misteriosa lo sfogo di De Rensis

Ieri, giovedì 20 novembre, il team difensivo di Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio nel caso del delitto di Garlasco, ha preso parte a una visita al Laboratorio Genomica di Roma. L’appuntamento, previsto per le 11 del mattino, ha visto anche la presenza di Sempio, che la sera prima ha concesso un’intervista discussa a Bruno Vespa. Il suo avvocato, Liberio Cataliotti, ha spiegato che l’obiettivo era identificare eventuali luoghi in cui potrebbe esserci stato un contatto tra Sempio e la vittima, Chiara Poggi. "Se ci fosse un DNA che colleghi i due, sarebbe indiretto, legato a un oggetto comune", ha dichiarato Cataliotti. L’avvocato ha anche sottolineato che, non trovando le impronte di Sempio tra quelle rilevate sulla scena del crimine, questa potrebbe costituire una prova a discarico, difficile da contestare.

Nel corso della consulenza antropometrica relativa al caso, i periti hanno sottolineato che il piede umano cambia morfologia nel corso dei 17 anni. I difensori hanno partecipato a una perizia in cui questo dato è stato rilevato, rassicurandosi grazie alla presenza del loro consulente. Durante le indagini, i consulenti della Cattaneo sono tornati in un’azienda marchigiana per ottenere ulteriori informazioni sulla suola, scoprendo che si trattava di un modello 42 preciso. Tuttavia, non è chiaro se la suola fosse stata montata su una scarpa Frau, come inizialmente ipotizzato. Inoltre, l’avvocato De Rensis ha sollevato dubbi sulla pulizia dei luoghi coinvolti nell’incidente, evidenziando che il dispenser del sapone aveva incrostazioni e che il lavandino era sporco, con capelli che suggeriscono un lavaggio insufficiente.

Sono stati controllati 47 cassonetti lungo la strada che collega Stasi a Poggi, nell’ambito delle indagini sul delitto. Nonostante l’accurato esame, non è stata trovata alcuna traccia dell’arma del delitto. Gli inquirenti avevano ipotizzato che l’arma potesse essere stata smaltita nei rifiuti, ma i risultati non hanno confermato questa ipotesi.

Una figura misteriosa, che porta una borsetta, ha suscitato molte perplessità durante le indagini sul delitto. Alle 15:07, un’immagine che la ritrae sulla scena del crimine ha sollevato interrogativi: chi è quella donna? Potrebbe trattarsi davvero di una donna? La sua presenza, insieme ad altre figure non autorizzate, ha messo in discussione l’integrità della scena del crimine. I primi ad entrare sul luogo dell’omicidio sono stati alle 14:05, seguiti dai Carabinieri del reparto tecnico. Tuttavia, c’erano anche numerosi altri individui che sembravano avere poco a che fare con le indagini, un elemento che ha sollevato preoccupazioni sulla corretta conservazione della scena. L’unica persona legittimata ad entrare era la pm, ma la domanda resta: perché nessuno dei carabinieri presenti si è riconosciuto in quella figura?

L’avvocato De Rensis tuona: "Dove sono le impronte di questa donna? Possibile che non sia stato trovato nulla? Posso avere una risposta da parte delle istituzioni presenti?".


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