Garlasco in Tv, il team Sempio al contrattacco: la lista degli oggetti per scardinare la perizia sul DNA
Una parte della puntata di Ore 14 di martedì 9 dicembre 2025 è stata dedicata alle indagini sull'omicidio di Chiara Poggi, le parti interessate hanno posizioni opposte, a breve sapremo il destino di Andrea Sempio

Lo spazio dedicato al delitto di Garlasco in merito agli aggiornamenti sull’andamento delle nuove indagini è ormai diventata una costante per "Ore 14", che lo ha inserito in scaletta anche nella puntata di martedì 9 dicembre 2025. La scadenza dell’incidente probatorio, prevista per il 18 di questo mese, è ormai vicina, per questo potremo a breve avere un quadro più preciso di quello che la Procura ha in mano, anche in merito alla posizione di Andrea Sempio, attualmente indagato per concorso in omicidio.
Garlasco, Ore 14, puntata 9 dicembre 2025: cosa è successo
Milo Infante parte parlando della prova scientifica, a pochi giorni dal deposito della perizia sul DNA eseguita dal perito Denise Albani, incaricata dalla Procura di effettuare l’analisi sul materiale genetico rinvenuto sulle unghie di Chiara Poggi. Sulla base di quanto emerso, ci sarebbe una compatibilità tra il forte e il molto forte con la linea paterna dell’indagato, anche se la sua difesa continua a sostenere possa essersi trattato di una contaminazione legata ad alcuni oggetti che lui potrebbe avere toccato nei giorni precedenti, quando era in casa per incontrare l’amico Marco Poggi.
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Entra nel canale WhatsAppLe opinioni delle parti interessate sono opposte, per questo è naturale chiedersi, come sottolinea il conduttore, se questa sia sempre una pietra tombale su cui non ci si può appellare quando si è alle prese con un’indagine per omicidio. I consulenti dell’indagato starebbero ora preparando una riunione in cui sarà elencata una lista di oggetti di uso comune presenti nella villetta di Garlasco che potrebbero essere stati toccati sia dal ragazzo sia dalla vittima. Le ipotesi sono diverse, dal telecomando della Tv al mouse del computer, ma senza dimenticare il corrimano delle, è in quel momento che potrebbe essere avvenuto il trasferimento del materiale genetico rinvenuto sul corpo senza vita della 26enne. Si proverà quindi a sostenere che il contatto non è avvenuto attraverso una colluttazione il giorno dell’omicidio, ma per via indiretta.
Alessia Lautone, direttore de LaPresse, non può che fare a riguardo un’osservazione che è comune a tante persone che stanno seguendo il caso: "Sempio è l’uomo più sfortunato del mondo, c’è il suo DNA e non c’è quello del fidanzato, né quello del papà che viveva in quella casa. Mi faccio una domanda in modo ossessivo: se questi risultati ci fossero stati al momento del processo Stasi lui sarebbe in galera oggi? Sempio ha ovviamente diritto a difendersi nel modo migliore, non possiamo fare lo stesso errore fatto con Stasi, ma c’è tanto di strano in questa vicenda. Il DNA non può che pesare. Non sappiamo se sia il colpevole, ma sicuramente le indagini andavano fatte in maniera diversa".
A chi si chiede se questo possa servire per chiedere la revisione alla condanna di Stasi si deve far presente un assunto rilevante, messo in evidenza da Infante: "Non ‘è un elemento di novità, la difesa di Stasi ha sempre ribadito di non voler parlare di revisione, ma di valutare la cosa alla fine di questa indagine".
Lo psichiatra Leonardo Mendolicchio invita però a basare ogni ragionamento solo sul DNA: "Non dobbiamo pensare che questo ci dia una certezza in merito alle cose che accadono, la scienza ci dà un’ipotesi, sarebbe drammatico se ogni omicidio si risolvesse attraverso la persona fumante che ci dà la statistica, non sarà mai così. Questa prova ci dà però due elementi importanti. ci dà un’altra probabilità che quell’aplotipo abbia a che fare con la linea genetica maschile di Sempio e che quell’aplotipo è entrato in contatto con Chiara in prossimità dell’omicidio. Poi spetterà agli inquirenti ricostruire un eventuale impianto accusatorio che regge. Quel DNA è lì in prossimità dell’evento delittuoso, anche se pochi lo dicono". Ed è su questo che si riaggancia Infante: "Secondo quanto detto da Sempio lui non ha mai visto Chiara, ma frequentava la casa. Non si deve poi dimenticare la presenza di Ignoto 2 sulle unghie, è una contaminazione o c’è qualcun altro sulla scena del crimine non ancora identificato?".
L’ipotesi della corruzione avanzata dalla Procura
Come spesso capita, Monica Leofreddi riassume il dibattito con una serie di osservazioni condivisibili: "Abbiamo imparato che con le prove scientifiche troviamo sempre tecnici e genetisti che le smontano a seconda delle esigenze. Io immagino un panorama in cui la scienza dà risultati, magari anche contro la persona che si sta rappresentando, ma non accade mai. Proprio per questo viene fatta una perizia dal Tribunale, ma nemmeno questo va bene. Guarda caso questo risultato corrisponde all’ipotesi sia della Procura sia dei tecnici di Stasi, è particolare che la parte civile sia contraria, non accade spesso. E non dimentichiamo gli altri elementi, c’è un fogliettino in cui si pensa che la persona indagata ha speso nella migliore delle ipotesi 60 mila euro solo per difendersi, senza calcolare l’ipotesi della corruzione e con tre legali a disposizione. La corruzione, se fosse è un reato".
E qui scatta la replica di Infante: "La corruzione deve essere provata, è un’ipotesi su cui sta lavorando la Procura di Brescia, vedremo se porterà a delle prove concrete o no. Per ora c’è un presunto corrotto, il procuratore Venditti, e un presunto corruttore, il papà di Sempio".
