Garlasco in Tv, Infante non crede alla versione di Sempio. Poi attacca: "I media servono a evitare che un innocente stia in carcere"
Ore 14 ha parlato di Garlasco giovedì 7 maggio 2026, ultima puntata pomeridiana della stagione, con riferimento a quello che può accadere ad Andrea Sempio

Ultima puntata stagionale, almeno per la versione pomeridiana, di "Ore 14", in onda giovedì 7 maggio 2026, con l’obiettivo di fare il punto della situazione sul caso Garlasco. La Procura di Pavia, che ha riaperto l’indagine da più di un anno, non ha infatti dubbi sulla colpevolezza di Andrea Sempio, mentre Marco Poggi, fratello della vittima interrogato ieri ancora una volta continua a difenderlo. Nel frattempo, la chiusura dell’inchiesta sembra davvero a un passo, potrebbe arrivare a ore.
Garlasco, Ore 14 puntata 7 maggio 2026: la nuova indiscrezione di Sempio può cambiare tutto
"Si avvicina la Discovery, noi così come la difesa di Andrea Sempio, potremo sapere tutto quanto è stato raccolto nell’inchiesta – dice subito Milo Infante-. I magistrati hanno tolto dalla scena del crimine Alberto Stasi e hanno messo Sempio. Lui è un ragazzo che all’epoca aveva 19 anni, era amico del fratello della vittima, Marco, è più volte entrato nel mirino degli investigatori e più volte ne è uscito, sin da quando nel 2007 in cui gli hanno fatto una sola domanda: ‘Perché hai chiamato casa del tuo amico per tre volte quando sapevi che lui non ci fosse?’. C’è un audio che lo incastrerebbe secondo la Procura di Pavia".
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Entra nel canale WhatsAppLa Procura è uscita allo scoperto proprio quando l’indagato e Marco Poggi sono stati sentiti, nonostante Sempio si sia avvalso della facoltà di non rispondere. Il cambiamento è arrivato grazie a un audio diffuso nella serata di ieri in esclusiva dal Tg1, letto da un brogliaccio a entrambi: secondo chi indaga questo può essere considerato una confessione del movente. Lui ha rivelato di avere visto i video intimi di Chiara Poggi e Alberto Stasi e avere tentato un approccio con lei nelle telefonate fatte nei giorni che precedono il delitto. La ragazza avrebbe opposto un netto rifiuto, dicendogli: "Con te non voglio parlare", atteggiamento che avrebbe generato in lui un forte odio, misto a ossessione, arrivando a studiare le sue abitudini per giorni, per poi tentare un approccio sessuale fallito, culminato nel delitto.
Milo Infante fa un’osservazione in riferimento al comportamento avuto da Sempio ad aprile 2025, quello relativo all’audio con contenuto clamoroso: "Lui è stato sotto indagine più volte, dovrebbe sapere che le sue parole non possono passare inosservate, eppure.. Addirittura facendo la vocina, bisogna capire se stesse facendo il verso a Chiara o se a un podcast che lui avrebbe sentito, ma questo lo dicono i suoi avvocati. Se fosse un’imitazione di Chiara sarebbe un orrore nell’orrore, ma i legali hanno una versione diversa".
La teoria avanzata dagli avvocati regge però poco, come mette in evidenza il conduttore: "Il particolare della pennetta è inedito, ad aprile scorso nessuno parlava della chiavetta dove Chiara aveva copiato i videfo intimi con il fidanzato". Monica Leofreddi dice la sua: "Mi lascia perplessa una cosa, se stai imitando la conduttrice di un podcast o la trasmissione scimmiotti la sua voce in tutte le parti, non solo nelle parti che riguarderebbero Chiara. Lui cambia voce dove lei direbbe: ‘Con te non voglio parlare’. Nessun elemento di quelli era uscito un anno fa, quello è importante per gli inquirenti".
Liborio Cataliotti, legale di Sempio, commenta in un video gli ultimi fatti: "Nella mattina di oggi ci siamo riuniti con il pool difensivo, quindi con tutti i consulenti già nominati e quelli ancora da nominare. Abbiamo fatto il riassunto delle risultanze istruttorie per come ci sono state rappresentate dal Procuratore e abbiamo ripartito i ruoli a seconda delle varie tematiche ai consulenti per fronteggiare le consulenze depositate dalla Procura della Repubblica. In merito alla sua captazione ambientale, che trova ampio eco sui giornali, lui ci ha dato una spiegazione convincente, ma dobbiamo raccogliere il riscontro documentale prima di rendere pubblica la sua versione".
Il conduttore prova a spiegare meglio il concetto espresso dall’avvocato: "Tradotto, vuole dire, nella giusta cautela della difesa: ‘Noi gli abbiamo chiesto cosa abbia fatto, probabilmente anche in maniera brusca, dicendogli come gli fosse venuto in mente di dire certe cose in macchina sapendo di essere intercettato. Lui avrà detto di averlo sentito in un podcast o una trasmissione’. Ora la difesa starebbe cercando i contenuti di questa intercettazione per capire dove li abbia sentiti".
L’avvocato Gian Ettore Grassani sottolinea: "Avvalersi della facoltà di non rispondere è un diritto, ma il discorso in macchina è singolare. Questa è però una prova nuova, una rivisitazione di quanto già raccolto negli anni scorsi, è un elemento potente. Tutto si fa ancora più duro, la difesa di Sempio vuole studiare anche gli aspetti personologici dell’indagato, anche se in ambito processuale non hanno alcuna rilevanza, servono solo come schermaglia, lo vieta una norma del Codice di Procedura Penale. Puoi farla entrare nel dibattimento, ma non può essere una prova, nella sentenza non può essere citata. Inaccettabile essere condannato dopo un’indagine fatta così".
La posizione della famiglia Poggi
Infante ci tiene poi a mettere in evidenza la presa di posizione netta della famiglia Poggi, arrivata attraverso l’avvocato Francesco Compagna, che assiste Marco Poggi, che ha parlato al Tg2: "Questo è tutto meno che un dato confessorio, parliamo di un ragazzo che viene braccato e intercettato come Jim Carey nel famoso ‘Truman Show’. Sono troppi gli elementi che erano già stati raccolti e che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi".
Il giornalista però non ci sta: "Si può parlare di ‘Truman Show’ per un’inchiesta per omicidio? Parlare di braccato? il ‘Truman Show’ può essere l’effetto dell’attenzione dei media, ma la notizia c’è. Non c’è il circo mediatico, c’è l’inchiesta in sé, io questo non l’ho mai compreso fino in fondo. Questo ci insegna ad accendere un faro dove non devi avere certezze assolute, ma un’attenta analisi può essere utile a evitare che un innocente venga condannato e stia in carcere dieci anni".
Monica Leofreddi ci tiene a dire la sua: "Potrebbe essere l’errore giudiziario più clamoroso degli ultimi anni, potrebbe essere nostra figlia che non ha ricevuto giustizia o nostro figlio che è stato in carcere ingiustamente per dieci anni e che ha vissuto, citando l’avvocato Compagna, anche lui braccato come ‘The Truman Show’. Non solo braccato, ma imprigionato. Un po’ di cautela, un po’ di rispetto, anche verso una giustizia che ha messo in dubbio se stessa, attraverso la professionalità di un Procuratore e tante altre persone che stanno collaborando con lui. Queste dichiarazioni a inizio indagine mi lasciavano già perplessa, ora che stiamo andando verso la fine e il Procuratore Napoleone ha parlato per quattro ore . Lintercettazione è solo una cosa, c’è lo scontrino, l’impronta, la descrizione dell’immagine della scena, il padre che in un’altra intercettazione dice che Andrea fosse a piedi quella mattina, ci sono tanti elementi, oltre a un’altra indagine per corruzione parallela".
Le azioni di Sempio e il comportamento in cucina
Infante fa un’osservazione relativa a un dettaglio emerso nelle ultime ore: "C’è un appunto nel blocchettino delle memorie del padre di Andrea Sempio, in cui si fa riferimento che lui quella mattina è andato in giro a piedi, non in macchina. Se 2+2 fa ancora 4, se lo scontrino non l’ha preso Andrea Sempio, vuol dire che lui alle 9.58 riceve un messaggio da un amico, ma esce di casa e tranquillamente scompare fino alle 11.30-11-50 circa, quando ricompare a casa della nonna, qui può essersi lavato e cambiato, secondo un’ultima ipotesi investigativa. L’omicidio non sarebbe avvenuto nei luoghi indicati dalla sentenza passata in giudicato, ma sarebbe iniziato vicino al famoso divano, che secondo gli oracoli infallibili sarebbero stati il sanguinamento dell’oggetto che ha colpito Chiara. E invece secondo la nuova BPA sarebbe stato il primo colpo a mani nude portato contro di lei dal suo assassino. Poi ci sono stati i momenti successivi, fino a quando il corpo è stato fatto scivolare dalle scale della cantina. C’è anche l’impronta 33, che sarebbe estremamente bagnata, fino all’ora del delitto, che potrebbe variare tra le 9.15/9.20 fino a oltre le 11".
Il conduttore ricorda però un altro elemento che sembra quadrare poco e trascurato finora: "Se la scena del crimine non è stata contaminata nel lavandino in cucina non torna la presenza di due cucchiaini, forse una spugna e dei guanti. Se l’assassino si è lavato lì le mani vuol dire che ha tolto tutto quello che c’era, si è lavato accuratamente le mani, le ha asciugate e ha rimesso questi oggetti. Non puoi lavare le mani sporche di sangue su dei cucchiaini, peraltro mai analizzati, ma di questo chiederemo conferma".
Grassani non riesce a trattenersi: "Le indagini sono state fatte malissimo. Questo è un processo al processo, come si può arrivare a condannare una persona senza aver fatto tutti gli accertamenti. Oggi il movente nei confronti di Sempio è molto forte, c’è una logica nella ricostruzione della Procura, si apre uno scenario inaspettato".
Monica Leofreddi rileva: "L’avvocato Cataliotti ieri ha detto: ‘Devo metabolizzare’, questo è significativo", a dimostrazione di come non fosse forse a conoscenza di tutti i dettagli. Resta da capire come venga giustificata la presenza della bicicletta nera attribuita all’assassino, ma Infante ritiene che la Procura possa superarla parlando di "un falso ricordo dei testimoni, sostenendo fosse un ricordo del passato".
Infante conclude con un’espressione non da poco: "Uno che può essere condannato dopo 20 anni deve andare in galera due volte, primo perché ha ucciso Chiara, poi perché ha mandato per più di dieci anni in carcere un innocente".
