Garlasco in TV, Infante svela misteri e veleni dell'indagine: “Allontanati dalla verità”. L'appello dell'avvocato De Rensis
Si complica l'indagine sul delitto di Garlasco, Milo Infante nella puntata di Ore 14 di venerdì 6 marzo ha parlato di intrighi che stanno venendo alla luce

All’indomani della puntata di "Ore 14 Sera" in cui lo spazio dedicato a Garlasco è stato decisamente ampio, Milo Infante ha voluto parlare di uno dei casi di cronaca più intricati degli ultimi anni anche venerdì 6 marzo 2026, anche se in modo più ridotto.
Garlasco, Ore 14 puntata 6 marzo 2026: cosa è successo
L’angolo dedicato a Garlasco è stato titolato "Misteri e Veleni", come a sottolineare come il quadro sia ancora difficile da sbrogliare. Milo Infante si rivolge subito ad Antonio De Rensis, l’avvocato di Alberto Stasi: "Non bastava quello che l’ultima indagine ci deve restituire (la relazione della dottoressa Cattaneo, la BPA e le analisi approfondite su Andrea Sempio), ora emergono altri sospetti attraverso esposti che non si sa se siano davvero stati presentati o meno. Si parla di avvelenamento dei pozzi, depistaggi, ma sicuro azioni da parte di qualcuno che cercherebbero di allontanare gli investigatori dalla verità".
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Entra nel canale WhatsAppQuesta l’opinione del legale: "Se questi fatti ipotizzati gravissimi, eccezionalmente gravi, sono stati compiuti è giusto che ci siano accertamenti a tappeto. Si deve comunque tenere presente che la Procura, Moscova, tutti quelli che indagano sarebbero parte lesa. Se un magistrato è indagato o parte lesa ci sono competenze ben specifiche. Io non so nulla di questo, lo osservo, sono concentrato su aspetti conosciuti, tipo le consulenze che stanno per arrivare (quella informatica) o che sono arrivate, vedremo se ci saranno spunti, che cosa riserveranno, lì si inizierà a parlare di cose specifiche".
Il conduttore prosegue nel voler conoscere lo stato d’animo dell’avvocato: "C’è stato un momento in questo anno in cui ha avuto la sensazione che in questa vicenda ci fosse un tentativo di distogliere l’attenzione o addirittura di condizionare?". De Rensis replica: "Un conto è quello che accade nelle sedi istituzionali, i magistrati, le forze dell’ordine, i consulenti, i legali, che hanno un ruolo, istituzionalmente nelle sedi adempiono al loro ruolo. Il resto è tutta un’altra cosa. Non ho avuto questa sensazione, chi indaga è una persona strutturata, se qualcuno avesse provato a indurre in errore loro avrebbero indagato".
Interviene la criminologa Flaminia Bolzan: "Se immaginiamo di trovare tracce biologiche in oggetti trovati dopo 18 anni è impossibile, ma che possano esserci reazioni psicologiche e comportamentali da parte di qualcuno alla base di questa notizia è ipotizzabile. Non lo sapremo finché tutto questo non sarà svelato".
Il quadro potrà comunque farsi meno complesso a breve, non appena gli investigatori usciranno allo scoperto e avremo maggiori certezze su quello che hanno in mano, a partire dalla decisione, che sembra sempre più probabile, di rinviare a giudizio Andrea Sempio. A quel punto anche eventuali speculazioni saranno ridotte al minimo, se non addirittura azzerate.
