Garlasco in Tv, Infante chiude con una sfuriata: "Consulenze in cerca di visibilità". De Rensis e il comportamento “mai visto”

Ultima puntata di Ore 14 prima della sosta per le Olimpiadi nella giornata di oggi, 5 febbraio 2026, non è mancato un aggiornamento sulle indagini per il delitto di Garlasco

Libero Magazine

Libero Magazine

Redazione

Libero Magazine è il canale del portale Libero.it dedicato al mondo della televisione, dello spettacolo e del gossip.

Oggi, giovedì 5 febbraio 2026, va in onda l’ultima puntata di "Ore 14", destinata a fermarsi fino al 23 febbraio per lasciare spazio alle Olimpiadi di Milano-Cortina (la puntata serale tornerà il prossimo 5 marzo), per questo non poteva mancare uno spazio dedicato al delitto di Garlasco per dare un aggiornamento sull’andamento delle indagini.

Garlasco, Ore 14 puntata 5 febbraio 2026: cosa è successo

Si parte con un servizio in cui si parla delle due pm bresciane, Claudia Moregola Chiara Bonfadini, che hanno fatto un passo indietro nell’inchiesta di cui si stavano occupando in merito alla corruzione legata indirettamente al delitto di Garlasco. Si avvicina però con ogni probabilità la consegna della consulenza effettuata dall’anatomopatologa Cristina Cattaneo, incaricata dalla Procura di analizzare la scena del crimine. Questa potrebbe portare a riscrivere la dinamica dell’omicidio e precedere di poco la chiusura delle indagini, che potrebbe arrivare già a marzo.

Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp

Entra nel canale WhatsApp

Accusa e difesa si stanno già scontrando in merito al contenuto dei pc di Chiara Poggi e Alberto Stasi, ma di questo si sta occupando anche la Procura di Pavia, intenzionata a non lasciare niente al caso per fare davvero chiarezza su quanto accaduto il 13 agosto 2007. A breve però potremmo presto anche saperne di più in merito allo scontrino del parcheggio di Vigevano che Andrea Sempio aveva presentato quando era stato indagato in passato. Secondo il settimanale ‘Giallo’, la macchinetta potrebbe essere stata manomessa in virtù della differenza dei numeri di matrice tra gli scontrino del giorno dell’assassinio e quello del giorno successivo (lui ha sostenuto di essere tornato in libreria). Ad accreditare questa teoria sarebbe stato l’ex vigile del fuoco che quella mattina si era scambiato diversi messaggi con Daniela Ferrari, la mamma dell’indagato.

Infante interroga subito l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, in merito a consulenze richieste, non richieste, annunciate e non ancora formalizzate, un modo di agire ritenuto anomalo rispetto al passato. "Vi è in atto da parte di una parte processuale una sospensione temporale della realtà, si bypassa un’indagine che riguarda il presente, ma si fa un ritorno a un’indagine che non esiste più perché c’è un condannato definitivo. Questa ci dovrebbe, potrebbe, vorrebbe riproporre consulenze su camminate già analizzate, consulenze su atteggiamenti già analizzati perché stiamo parlando di un condannato. La realtà ci dice che invece c’è una nuova indagine, le consulenze che vanno a intersecarsi con la nuova indagine sono tutte ben accette. Se qualcuno presenterà consulenze sulla presunta psiche di Alberto, ho sentito ventilare anche questo, o sulla camminata vediamo". Il giornalista interrompe e chiede: "Si può fare una consulenza senza avere mai parlato con il soggetto?". L’avvocato risponde: "Per l’amor di Dio, non voglio entrare in polemica a distanza, ognuno deve assumersi la responsabilità di quello che fa, ma ripercorrere con consulenze un processo definito con un condannato in un’indagine che vede un nuovo indagato non l’ho mai visto sul territorio nazionale. Sfido chiunque a portarmi un caso analogo, dove si rifanno consulenze su elementi già accertati rispetto a un condannato definitivo, in presenza di un’indagine con un nuovo indagato.".

Il conduttore prosegue il suo intervento: "Per una revisione si richiedono fatti nuovi, per una revisione di una consulenza si richiederebbero elementi di prova nuovi, non solo nuove tecnologie. Un limite della nuova BPA, che ha oggi 300 pagine rispetto alle 19 pagine della precedente, è il lavoro fatto sulla base delle fotografie, mentre in passato si è lavorato sul posto".

Le consulenze non giustificate

De Rensis ne approfitta per fare una domanda al generale Garofano: "Vorrei vedere se qualcuno commissionasse a lui una consulenza sulla camminata di Alberto Stasi, condannato definitivo anche sulla base di quella camminata. Io credo, ma se mi smentirà accetterò, che direbbe: ‘A cosa serve?'". Lui replica: "Per i PC si parla sia per Stasi sia per l’indagine nuova del movente sessuali, quindi questa può essere da accertare da parte della Procura e da plaudire. Sulla camminata anch’io sono perplesso, c’è la nostra consulenza, quella fatta in primo grado dal giudice Vitelli e la perizia dal dottor Testi nel processo d’appello e una condanna. Voglio precisare che le consulenze non si misurano con le pagine ma con la sostanza, vero che noi abbiamo scritto 19 pagine, ma credo che la consulenza dei RIS di Cagliari, comunque bravissimi, sarà fatta con fotografie, pesa anche questo. Sulla camminata non penso si possa aggiungere altro, il RIS di Cagliari avrà detto che si tratta di un solo assassino, qualcosa ci dirà la dottoressa Cattaneo, quindi non ne vedo utilità".

De Rensis prosegue. "Io apprezzo pagina 11 della consulenza del generale Garofano e dei RIS, quel divano è stato protagonista quella mattina, altro che gocciolamenti. Quello che ha scritto credo sia condivisibile". Il giornalista non può fare a meno di sottolineare un aspetto che per lui è sempre poco comprensibile: "Mi resta il nodo, per me irrisolto, dell’assassino che non si lava le mani ma si asciuga con gli asciugamani presi. Questo va contro a tutto, per me resta un mistero. Il dispenser non è stato toccato, l’assassino non ha aperto l’acqua e non ha pulito il lavandino, per me è una delle certezze".

Il conduttore non ritiene consono questo modo di agire: "C’è chi fa consulenze in cerca di visibilità, ognuno fa quelle che ritiene di dover fare. Ma le consulenze devono essere fatte su prove certe". Questo merita un’osservazione di De Rensis; "Dovesse esserci il rinvio a giudizio di Sempio capiremo le posizioni, ci saranno costituzioni di parti civili?". L’avvocato fa un accenno anche alla sostituzione delle pm di Brescia che si occupavano della presunta corruzione dei Sempio all’ex magistrato Venditti: "Io ho sentito dire da illustri commentatori che qualcuno può agire così perché ha avuto paura, non perché è colpevole. Non credo ci sia correlazione, l’indagine di Pavia andrà dritta per la propria strada e non sarà intaccata da quanto accade a Brescia. L’ipotesi accusatoria bresciana non riguarda l’episodio di Sempio, ma un panorama più vasto e coinvolge diversi soggetti".


Potrebbe interessarti anche