Garlasco in Tv, Milo Infante spiazza: "Non mostrificare Sempio". Poi scintille con l'ospite: "Te ne stai lavando le mani"
Ore 14 ha dedicato uno spazio al delitto di Garlasco lunedì 4 maggio 2026 in merito alle chat di Andrea Sempio scoperte recentemente, con contenuti piuttosto discutibili

Prima puntata della settimana per "Ore 14", in onda oggi, lunedì 4 maggio, sempre pronta a essere in prima linea sui casi di attualità più importanti. Tra questi non può che esserci il delitto di Garlasco, a soli due giorni dall’interrogatorio di Andrea Sempio, chiamato a presentarsi in Procura, pur potendo decidere di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Garlasco, Ore 14 puntata 4 maggio 2026: cosa è successo
La trasmissione parte mostrando alcuni dei tantissimi messaggi rinvenuti su un Forum per la Seduzione scritti da un utente di nome "AndreaS", che l’avvocato Angela Taccia ha confermato essere Andrea Sempio. Alcuni di questi contribuiscono a farcelo vedere con una luce parzialmente diversa, soprattutto perché nel movente del delitto individuato dalla Procura si parla di una sua possibile infatuazione/ossessione per una ragazza.
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Entra nel canale WhatsApp"L’unica volta in cui mi sono innamorato (da cui poi è nata una one-itis di quasi due anni) è capitato in un momento oscuro della mia vita, tra i 18 e i 20 anni. Nessuna ha mai avuto quell’impatto dirompente nella mia vita", è il testo di uno di questi. Non può che fare sensazione il termine "one-itis, utilizzato per definire un’ossessione per una ragazza. Gli scritti, sia online sia i diari cartacei, sono stati utilizzati dai carabinieri del RACIS per stilare un suo profilo, tra questi ce ne sono altri che fanno sensazione dedicati allo stupro, in cui la donna sembra essere ridotta a un oggetto. Le due difficoltà relazionali sarebbero centrali anche per il delitto di Chiara Poggi, per cui lui avrebbe provato odio dopo il suo rifiuto a un approccio sessuale.
"I gruppi in cui ci sono le chat di Sempio vedono utenti che odiano le donne", dice subito Infante. Su questo concorda la psichiatra, la dottoressa Sarah Viola: "Sono sessisti, antifemminili, lì la donna non viene valorizzata". Il conduttore precisa: "Sono chat che appartengono al passato, oggi sono simili a quelle in cui Turetta e Impagnatiello sono degli idoli e si arriva a sostenere che le donne si siano meritate quanto accaduto. Nel pomeriggio preferiamo non leggerli, lo faremo la sera, fanno un po’ paura, questo non rende Sempio l’assassino di Chiara Poggi, ma devono essere visti. Oggi i suoi avvocati dicono: ‘No alla mostrificazione di Andrea’, è corretto. però…In questi messaggi si fa riferimento a un’ossessione, che lui avrebbe avuto per una ragazza quando aveva intorno ai 18-20 anni".
I legali hanno voluto fare una precisazione, come ricordato dall’inviata Arianna Giunti: "Ci sono descrizioni del sentimento a senso unico, loro preciso che in altri messaggi appare evidente che non si tratti di Chiara Poggi, ma di una ragazza molto più giovane di lui di cui si era invaghito in quel periodo. Era una ragazza che lavorava in un bar, l’avvocato Taccia ha detto che se si aprisse un dibattimento lei sarà chiamata a testimoniare per parlare di quegli anni, visto che lei sapeva di essere oggetto di un amore da parte di Sempio, pur senza avere avuto un’idea negativa di questo.
Infante fa una precisazione: "L’avvocato Taccia ha detto anche di essere disposta a testimoniare per parlare della passione che Andrea aveva in quegli anni, così da dimostrare che non fosse Chiara Poggi".
Piero Colaprico, giornalista che ha sempre sostenuto la sentenza di condanna ad Alberto Stasi, minimizza il contenuto delle chat: "Sono cose che è giusto analizzare e attenzionare, ma ricordo a tutti per evitare errori clamorosi visti in passato…", Infante lo interrompe: "Ti riferisci alla mostrificazione di Alberto Stasi per la pornografia mostruosa?", lui risponde: "No, assolutamente", Infante continua: "Per un attimo ho sperato, pensavo ti riferissi ad Alberto Stasi". Colaprico prosegue il suo discorso: "Noi abbiamo una sentenza passata in giudicato, non me la sento di dire che i giornalisti hanno mostrificato Stasi, ora c’è una presunzione di innocenza, dobbiamo stare attenti a non mostrificare Sempio prima ancora del processo". Infante va avanti nel suo botta e risposta: "Hai ragione, ma se il contenuto della cartella Militare è mostruoso e non lo è il contenuto di queste chat abbiamo un problema". Questo il pensiero di Colaprico: "Io continuo ad averlo visto e non lo voglio vedere, tu hai fatto un’inchiesta ottima, hai stabilito che non fosse mostruoso, il generale Garofano dice di sì, la Cassazione lo ha definito raccapricciante, non tiratemi in mezzo perché non l’ho visto e non lo voglio vedere". A questo punto il conduttore non può stare in silenzio: "Te ne stai lavando le mani, sai perché? Sei uno dei cronisti e scrittori di nera più autorevoli e riconosciuti, che uno scrittore di nera del tuo calibro abbia paura di vedere il contenuto di una cartella che io dico si possa vedere tranquillamente ti dico: ‘Fidati, dormi sereno'". Colaprico ribatte: "La vedrò, se me lo dici la guardo". Infante fa una promessa: "Facciamo un confronto giovedì sera sul contenuto della cartella, ti farò vedere il materiale, lo guarderai con agio e poi ci confronteremo". Nemmeno questo però tranquillizza Colaprico: "Con agio non lo so, non sono moralista, però". Infante spiega meglio: "Con agio vuol dire con calma, poi all’esito dell’esplorazione del mondo di perversione mi dirai: ‘Non dormirò più per il resto della mia vita, ma secondo me è impossibile".
Il giornalista Piero Fachin è sulla stessa lunghezza d’onda del padrone di casa di "Ore 14"; "Ho visto la cartella, non ci trovo niente di mostruoso, è significativa, ho letto le chat, la geografia sentimentale di Sempio manca di diversi punti cardinali. Queste le ha scritte anni dopo il delitto, è stato già interrogato due volte, ha già consegnato lo scontrino, sa di essere sotto i riflettori, ma si espone al rischio che qualcuno possa fare 2+2, metterle in correlazione con quello che è successo, che l’ha visto tangenzialmente protagonista".
Infante fa un’altra precisazione: "Il contenuto della cartella Militare è ben presente nelle condanne di Stasi, addirittura recentemente i consulenti della famiglia Poggi sono tornati a sottolineare che Chiara la sera prima l’avrebbe vista, da qui la lite che avrebbe poi portato all’omicidio".
Il giornalista ricorda inoltre un altro dettaglio spesso sottovalutato: "La Procura di Pavia non esclude che Sempio sia entrato in casa con Chiara Poggi in un momento diverso rispetto alla disattivazione dell’allarme. Lei aveva l’abitudine di aprire la porta per fare uscire i gatti e non sempre chiuderla a chiave, non a caso quel giorno la porta non era chiusa a chiave, le chiavi non erano nella serratura, ma vengono trovate nel cestino svuotatasche, quindi lontano dalla porta. L’assassino potrebbe essere entrato successivamnete alla disattivazione, quindi a un orario diverso rispetto alle 9 di mattina, come detto finora".
