Garlasco in Tv, l’avvocato di Sempio attacca: “Non c’è pistola fumante”. E Infante sbotta: “Tutti dicono di aver vinto”
Nella puntata di Ore 14 di giovedì 4 dicembre 2025 è stata analizzata la perizia della dottoressa Denise Albani sul DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi, gli avvocati dell'indagato smontano però il risultato ottenuto

La giornata di oggi, giovedì 4 dicembre 2025, ha visto la consegna alle parti interessate della perizia sul DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi realizzata dalla perita Denise Albani, incaricata dal Tribunale, per questo "Ore 14" non poteva che dedicare uno spazio apposito al caso.
Milo Infante sottolinea subito come nella perizia si stabilisca che il materiale genetico sia riconducibile alla linea paterna di Andrea Sempio. A quel punto ha mostrato come i principali quotidiani abbiano titolato sul delitto di Garlasco, eppure nonostante questo diversi addetti ai lavori non tutti sembrano essere convinti di quanto detto dalla dottoressa. "Possibile che anche su una prova scientifica ci sia questa divisione?", si chiede il conduttore.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco, Ore 14, puntata 4 dicembre 2025 – Cosa è successo
Il conduttore chiede innanzitutto un parere a Rita Cavallaro, giornalista de ‘Il Tempo’ che si occupa da tempo del delitto di Garlasco in merito alla perizia sul DNA: "È uscito quello che ci aspettavamo, c’è un nodo fondamentale che vale su tutto, dopo 11 anni scopriamo che il DNA sulle unghie di Chiara non era degradato, non lo è mai stato. Non solo, era attribuibile, non è di Alberto Stasi, anche se tato fatto passare questo nell’appello bis (il professorDe Stefano scriveva che non potesse smentire che potesse essere suo, in virtù del fatto che fosse degradato. Alcuni adesso stanno parlando di un parere terzo, ma siamo nel corso di un incidente probatorio, per questo non può essere considerato tale, è super partes di un perito nominato dal Tribunale, quello che ne esce cristallizza una prova, che sarà poi discussa in dibattimento".
Si approfitta dell’occasione anche per fare un chiarimento sul tanto decantato cromosoma Y di cui si parla spesso: "Si tratta di una parte di DNA, quella che viene ereditata dalla linea paterna. Ora spetterà alla difesa di Sempio eventualmente dimostrare una contaminazione – ha detto ancora la giornalista -. La valutazione è inoltre conservativa, significa che è a favore dell’indagato, dei 12 loci nella sua valutazione ne vengono presi in considerazione solo 7, già con questi risulta moderatamente forte e forte la compatibilità. E c’è un DNA sempre di Sempio su un’altra mano".
Infante sottolinea poi un altro aspetto che può essere importante comprendere anche per i non addetti ai lavori, interessati comunque a comprendere cosa sia accaduto nella villetta di Garlasco nel 2007 "È incredibile che il materiale sul presunto mignolo della mano destra di Chiara (è presunto perché chi ha tagliato le unghie le ha messe tutte nella stessa provetta) non sia mai stato rilevato, e invece è quello con la maggior percentuale di compatibilità. Non solo, è stata persa una provetta, per questo sono state analizzate solo nove dita".
Decisamente opposta è l’opinione di Piero Fachin, condirettore di QN: "La scienza è scienza, se c’è un forse la risposta è no, e secondo me questa perizia porta parecchi dubbi. C’è la possibilità che l’aplotipo Y appartenga alla linea maschile della famiglia Sempio, ma con una percentuale non così certa. Vi ricordate Bossetti? È stato individuato un DNA particolare perché la popolazione di quel paese era caratterizzata da quelle caratteristiche cromosomiche".
La posizione della difesa di Sempio
Non può che essere rilevante a riguardo il parere di Angela Taccia, avvocato dell’indagato: "Abbiamo solo potuto constatare che non c’è niente di nuovo, non c’è nessuna pistola fumante, grazie a Dio, ma non avevo dubbi, il nostro assistito è non solo innocente, ma estraneo ai fatti". Questa invece l’opinione del collega che la assiste, Liborio Cataliotti: "Le premesse a me sembrano più forti delle conclusioni, si tratta di un aplotipo misto, che ha quindi il DNA di più persone, può trattarsi di artefatti. Detto in linguaggio non scientifico, può trattarsi di risultati falsi".
Questo non può che scatenare una reazione di Infante: "Anche nei valori scientifici riusciamo a creare il sistema ‘abbiamo vinto tutti, non ha perso nessuno. Si è sempre saputo che non ci fossero impronte di Stasi in casa, a eccezione di quella sul dispenser, credo che la difesa non abbia fretta di chiedere la revisione'".
