Garlasco in Tv, Chiara Poggi e la sua ultima sera. Milo Infante svela: "Non era turbata dalle immagini sul PC di Stasi"
Nella puntata di Ore 14 di martedì 3 marzo 2026 si ricostruisce l'ultima sera di Chiara Poggi, Infante esclude che lei fosse infastidita dalle foto sul PC del fidanzato

La puntata di oggi, martedì 3 marzo 2026, di "Ore 14" ha dedicato uno spazio ad hoc al delitto di Garlasco e all’andamento delle nuove indagini, nonostante la Procura stia continuando a lavorare con il massimo riserbo. Milo Infante parte subito sottolineando il cambiamento rispetto al passato in merito a cosa avrebbe fatto Chiara Poggi la notte prima di essere uccisa.
"Ci sono ora ipotesi che non erano entrati negli anni delle prime indagini e nei processi, ma che ora si stanno materializzando. Ora la difesa di Andrea Sempio arriva addirittura a ipotizzare che sia stata uccisa di notte, anche se ci sono degli elementi scientifici che porterebbero a una conclusione opposta" – dice il giornalista.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco, Ore 14 puntata 3 marzo 2026: cosa è successo
Le versioni tra le parti in causa sull’ultima sera di Chiara Poggi sono diverse, la parte civile sostiene che lei abbia visto immagini disturbanti sul PC del fidanzato che lo avrebbero spinta a ucciderla, mentre secondo la difesa di Stasi lei lo avrebbe aiutato nella tesi come aveva fatto altre volte. Dalle 22.10 Stasi ha fatto ritorno a casa Poggi dopo essere stato nella sua abitazione per ricoverare il cane spaventato dal temporale in arrivo, in quel momento ha continuato la tesi fino a mezzanotte, senza alcuno scossone apparente.
Questo spinge Infante a fare un’osservazione: "Non è un passaggio di poco conto, se Chiara ha messo mano alla tesi di Alberto vuol dire che lei non era turbata da immagini che potrebbe aver visto o da altri motivi legati a questo". Su questo concorda il giornalista Luca Fazzo: "Assolutamente, lo scenario di una Chiara che scopre improvvisamente foto sconvolgenti, ma che subito dopo invece di chiamare Alberto o chiudersi in bagno a piangere si mette a correggere la sua tesi, quindi a fargli una cortesia, mi sembra più inverosimile di tante altre sentite in questi mesi".
Il conduttore prosegue: "Anzi, quando Stasi torna si mette a lavorare in modo costruttivo sulla tesi, non c’è il momento del confronto o della litigata o tutto quello che ne poteva derivare. Mi dispiace, siamo costretti a parlare di Chiara e della sua famiglia, ma loro dovrebbero essere lontano da questi aspetti. Ma lei era a conoscenza, e se ne sarebbe lamentata con la mamma, che il fratello utilizzasse il suo computer per navigare, visionare materiale porno. Non c’è nulla di male, ma se lei sa che il fratello vede le stesse immagini di Alberto.. (dice facendo il segno con le mani di una cosa irrilevante, ndr)".
Alessia Lautone, direttore de La Presse concorda: "Non credo che lei potesse mettersi a lavorare alla tesi di Alberto dopo avere visto qualcosa che poteva averla turbata. Se ha lavorato alla tesi è perché non ha visto nulla che già non conoscesse, credo sia un dettaglio fondamentale"
Infante continua nel suo intervento: "Se Chiara era a conoscenza che anche il fratello fosse abituato a vedere certi siti, vuol dire che non potesse essere sconvolta e scandalizzata da un contenuto. Abbiamo chiesto di questo un po’ a tutti, ci sono solo alcune persone che definiscono ‘mostruoso’ il contenuto del PC di Stasi, e sono quelle a cui quando chiedi: ‘Hai visto quel contenuto?’, rispondono di no, ma lo definiscono mostruoso".
Il conduttore insiste, mostrando una SIT della cugina di Chiara, Stefania, in cui lei racconta della rivelazione che la ragazza le aveva fatto in merito alle immagini porno del fidanzato. "Vuol dire che lei sapeva sin dall’inizio che lui guardava queste immagini, non ci ha trovato niente di male. Quando il fratello di Chiara si collegava a un sito porno cosa pensate che trovasse? Esattamente la stessa struttura trovata sul PC di Alberto".
Infante pone poi una domanda: "Cosa abbiamo per indicare la colpevolezza di Sempio? Ci sono delle intercettazioni, non tutte, ma mancano cose non di poco conto, la consulenza Cattaneo e la BPA". Arriva l’intervento di Lautone: "Al di là della colpevolezza di Sempio, dove non dobbiamo sbagliare come abbiamo fatto con Stasi, lui non è condannato oltre ogni ragionevole dubbio. I dubbi ci sono, e sono tantissimi, troppi per lasciare in carcere una persona". Il giornalista chiosa: "Un giorno qualcuno riconoscerà qualcosa che a Ore 14 abbiamo detto dall’inizio, ovvero per metterci Sempio devi togliere Stasi. Questo è un punto fondamentale, inizi a togliere Stasi, poi ci metti il vero colpevole, non è detto sia Sempio". .
