Garlasco in Tv, Bruzzone e l'assenza del DNA di Stasi: "Nessun contatto con Chiara". Infante sbotta: "Come Frankenstein Junior"

A "Ore 14" nella puntata di giovedì 27 novembre 2025 Roberta Bruzzone smonta le rilevazioni della perita Denise Albani sul DNA compatibile con Andrea Sempio, ma anzi lancia un'ipotesi alternativa su Alberto Stasi

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Roberta Bruzzone
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La puntata di oggi, giornata di oggi, giovedì 27 novembre 2025, di "Ore 14" si apre, ed era impossibile che accadesse diversamente, con quanto emerso nelle ultime ore nella nuova indagine per il delitto di Garlasco. Sono state infatti diffuse le anticipazioni dell’analisi biostatistica elaborata dalla genetista Denise Albani in merito al DNA ritrovato sulle unghie di Chiara Poggi, che ha riscontrato una "piena concordanza" tra l’aplotipo Y individuato nel 2007 e la linea paterna dell’indagato, Andrea Sempio. "Ore 14" non poteva quindi che dedicare uno spazio proprio a questa determinante novità, che può riscrivere la storia di uno dei casi di cronaca che ha segnato l’opinione pubblica negli ultimi anni.

Particolarmente interessante non può che essere l’opinione della dottoressa Roberta Bruzzone, che non ha praticamente mai avuto dubbi sulla colpevolezza di Alberto Stasi, ma anzi lo ha attaccato a più riprese ricevendo anche critiche da parte del pubblico.

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Garlasco e la perizia sul DNA a "Ore 14": la posizione di Andrea Sempio

Buzzone prova però subito a smontare quasi del tutto le anticipazioni emerse nelle ultime ore, comunicate via posta certificata a tutte le parti in causa. "A me non sembrano grandi anticipazioni – ha detto subito -. In questi giorni, non ce lo nascondiamo, è circolato integralmente il verbale del 26 settembre, in cui la dottoressa Albani fa una serie di premesse doverose e metodologiche. Qui dice in maniera chiara che, essendo un risultato non consolidato, vale molto poco. Stiamo parlando di un DNA misto, un aplotipo Y parziale, degradato, non consolidato e misto, che sia parzialmente riconducibile alla linea paterna di Sempio non è una sorpresa. Si tratta di un calcolo matematico, ma è una quantità ridicola".

Alla sua osservazione ribatte subito però Milo Infante: "Evidentemente è sfortunato, hai la sfortuna che il tuo DNA finisca sotto le unghie della vittima e hai la sfortuna che sia attribuibile a te".

La criminologa continua però a essere della sua opinione, smonta prontamente anche questa sua deduzione: "Se io questa sera mi metto a smanettare sul tuo computer in studio, non penso tu lo pulisca tutti i giorni, come tutti noi, se tra una settimana vieni assassinato è possibile che il mio DNA possa essersi trasferito. Il DNA è una materia molto scivolosa, soprattutto quando non è consolidato, la Albani correttamente lo dice a chiarissime lettere nel suo verbale. Le linee guida internazionali dicono che deve avere due ripetizioni identiche a parità di condizioni per poter considerare il dato affidabile. Questi due consolidamenti non ci sono".

Impossibile poi non mettere in evidenza l’assenza del DNA di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio, ma che la difesa avrebbe comunque giustificato visto che frequentava la casa ed era stato con Chiara Poggi fino alla sera prima del delitto. Se alla fine dell’incidente probatorio si arrivasse però a un rinvio a giudizio per Sempio si potrebbe spianare la strada per una richiesta di revisione per il condannato, che si è detto sempre innocente, cosa che potrebbe arrivare sia dai suoi legali sia dalla Procura stessa che si sta occupando delle indagini.

Non può che essere rilevante anche l’opinione di un legale, Alessia Pontenani, che assiste Alessia Pifferi e fa sua una frase che abbiamo sentito spesso, ma che si applica appieno a questo caso: "Meglio un colpevole fuori che un innocente in carcere. Se qualcuno dicesse che Stasi era davvero da un’altra parte al momento dell’omicidio, come si diceva quando è stato assolto, avremmo rovinato la vita a un ragazzo per sempre. Forse ha patito anche un’opinione pubblica avversa, di lombrosiana memoria aveva l’aspetto di un serial killer, invece era solo un ragazzo spaventato da quello che stava affrontando".

Roberta Bruzzone e l’ipotesi alternativa su Alberto Stasi

La giornalista Candida Morvillo fa sua un’altra presa di posizione comune a tanti: "Chiara è stata fino a prima di dormire con Stasi, se non c’è il suo DNA significa che si è lavata molto bene. Come può esserci il DNA di un ragazzo che presumibilmente non entrava in casa da due settimane?". Su questo però Bruzzone replica prontamente: "Voi vi dimenticate una cosa fondamentale, il trascinamento della vittima con le mani imbrattate nel suo sangue per diversi metri sul pavimento. Banalmente parlando noi emettiamo milioni di germi salivari, contaminiamo tutto quello che abbiamo davanti. Ho qualche dubbio sul fatto che quella casa sia stata lavata e disinfettata, il trascinamento per diversi metri rende plausibile tutto. La Albani dice questo, il materiale è compatibile con la linea paterna di Sempio, ma con quanti altri?".

Bruzzone prosegue imperterrita con la sua teoria, smontando ogni rimostranza alternativa, anche quella relativa a come sia "strano" che non ci sia su Chiara il DNA del fidanzato. "È un’ipotesi pensare che non ci sia perché lei si è lavata bene, ma ce n’è un’altra altrettanto plausibile, che non ci siano stati contatti fisici tra i due fidanzati". Su questo Infante, però, non ci sta: "Dobbiamo immaginare la scena di Frankenstein Junior, quando i due si salutano e non si toccano, si saranno abbracciati e dai una carezza".

La criminologa non pensa che ci sia un dietrofront da parte della Procura, ma non per il motivo che molti immaginano: "Sono certa si arrivi a una richiesta di rinvio a giudizio per Sempio, ma perché ormai ci si è spinti troppo oltre".


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