Garlasco in Tv, i messaggi della mamma inguaiano Sempio. Milo Infante svela: "La realtà è diversa"

Nella puntata di mercoledì 25 marzo 2026 di Ore 14 si è parlato del caso Garlasco, puntando a ricostruire i movimenti di Sempio il giorno del delitto di Chiara Poggi

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Chiara Poggi Andrea Sempio

"Ore 14" ha dedicato uno spazio al caso Garlasco anche nella puntata in onda mercoledì 25 marzo 2025, come fa ormai quasi ogni giorno, ben sapendo di essere vicini a una svolta decisiva nella nuova indagine, che vede attualmente indagato per concorso in omicidio Andrea Sempio. La consulenza della professoressa Cristina Cattaneo sembra avere riscritto la verità che era stata cristallizzata dalle sentenze, è al momento ancora secretata, ma le indiscrezioni diffuse a riguardo non mancano e fanno rumore.

Garlasco, Ore 14 puntata 25 marzo 2026. cosa è successo

I dubbi sulla posizione di Andrea Sempio, legati a quello che lui avrebbe fatto il giorno in cui è stata uccisa Chiara Poggi, diventano sempre più forti. Ad alimentarli ci sono anche una serie di messaggi che la mamma del ragazzo, Daniela Ferrari, si sarebbe scambiata con l’ormai noto amico vigile del fuoco la sera prima dell’omicidio e la mattina del 13 agosto, data del delitto. I contatti avrebbero una rilevanza anche per il giovane, visto che all’epoca in famiglia c’era una sola auto a disposizione, per questo lui ha riferito di essere andato a Vigevano solo al momento del ritorno a casa della mamma, che ha dichiarato di essere stata a Gambolò.

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L’indagato sarebbe partito da casa intorno alle 10 per dirigersi nella cittadina lombarda dove avrebbe stampato il famoso scontrino del parcheggio, presentato alle forze dell’ordine in un interrogatorio avvenuto un anno dopo la tragedia. Il pompiere, oggi in pensione, avrebbe riferito a chi indaga di essere in servizio quella mattina, ma c’è il sospetto che i messaggi serali fossero serviti per organizzare un incontro poi avvenuto proprio nella mattina in cui ha trovato la morte la 26enne di Garlasco. Non si può escludere quindi che sia stata proprio la signora a recarsi a Vigevano e non a cercare un telecomando come da lei raccontato, visto che il lunedì mattina in genere i negozi sono chiusi.

Le indagini preliminari sono però nel frattempo vicine alla conclusione, non è escluso possano esserci altri interrogatori a breve così da chiudere il cerchio su quello che la Procura ha in mano.

Interviene la giornalista Candida Morvillo: "Gli accertamenti che la Procura vorrebbe fare fanno pensare, visto che si parla dalle indiscrezioni di un probabile spostamento dell’orario della morte di Chiara Poggi. Se così fosse, gli spostamenti di quella mattina diventano pesanti, resta da capire se alle 10.18, l’orario indicato sullo scontrino del parcheggio Sempio fosse davvero a Vigevano o se lui abbia ricevuto da altri quel tagliando. Apparentemente potrebbe appartenere a chiunque, non c’è la targa".

Milo Infante prova a ragionare su quello che potrebbe emergere e sui possibili dubbi: "La cosa certa da sempre è che il cellulare aggancia solo la cella di Garlasco, non a caso già nel 2017 era stato chiesto a Sempio se avesse con sé il cellulare. Nelle intercettazioni racconta al padre si parla dell’intenzione di comprare un cellulare, anche se il discorso era stato trascritto male". Questo è confermato dalla giornalista Rita Cavallaro: "Alle 9.58, quando chiama l’amico Mattia Capra il suo cellulare risulta a Garlasco, poi c’è un buco di un’ora e dieci. Il telefono resta senza attività, fino alle 11.10 quando riceve un SMS di Capra. In teoria doveva essere a casa della donna, Dalle 9.58 non basta il tempo per arrivare a Vigevano, questo è il problema della difesa, che sta cercando far quadrare i tempi".

Il conduttore cerca di essere ancora più preciso nella ricostruzione, mettendo in evidenza come i tempi siano ancora più ridotti: "La realtà è diversa da come la possiamo immaginare, devi arrivare, cercare parcheggio, scendere dalla macchina, trovare moneta, inserirla nel parchimetro, aspettare la stampa, tornare indietro. Al momento della stampa hai le 10.18, devi essere arrivato al parcheggio almeno due minuti prima".

Le nuove rilevazioni potrebbero quindi cambiare tutto lo scenario ipotizzato negli anni, come evidenzia Morvillo: "Se l’orario viene spostato in avanti innanzitutto togliamo dalla scena del delitto Stasi, è a casa sua alle 9.35, ora in cui accende il computer".


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