Garlasco in Tv, cadono le accuse verso Alberto Stasi. Milo Infante tuona: "Si deve togliere un innocente dal carcere"

Ore 14 ha dedicato uno spazio al caso Garlasco nella puntata di venerdì 24 aprile 2026, si avvicina la possibilità di veder cadere le accuse decisive per la condanna di Stasi

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

All’indomani dell’appuntamento in prima serata (ne è previsto un altro speciale questa sera), "Ore 14" è tornata a occuparsi del caso Garlasco nella puntata pomeridiana di venerdì 24 aprile 2026, in una giornata in cui stanno uscendo novità interessanti. La chiusura delle indagini sembra davvero a un passo, sapremo così davvero quello che la Procura è riuscita a raccogliere.

Garlasco, Ore 14 puntata 24 aprile 2026: cosa è successo

Questa mattina si è svolto un incontro della durata di circa 45 minuti presso il Tribunale di Milano tra il Procuratore Capo di Pavia e la Procuratrice Generale di Pavia Francesca Nanni (presente anche l’avvocato Generale della Corte d’Appello Lucia Tonto Donati). Questa è stata l’occasione per Napoleone, che aveva chiesto il vertice con urgenza, di manifestare la volontà di sollecitare la Procura Generale per un’istanza di revisione nei confronti di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.

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"Non possiamo fare alcuna altra dichiarazione, ai fini eventuali di una revisione, perché dobbiamo ovviamente prima studiare le carte – ha detto la Nanni ai media subito dopo l’incontro con Napoleone -. Riceveremo una prima informativa, valuteremo se chiedere ulteriori atti e nel caso dovremo studiare queste carte – sottolinea ancora la Pg Nanni -. Nel frattempo non possiamo fare alcuna dichiarazione. Non possiamo sbilanciarci in alcun modo; parlo sempre al plurale perché la materia della revisione è riservata all’avvocato generale e a me". La Procura di Pavia dovrà istruire e proporre alla Procura Generale la richiesta di revisione, sarà poi oi quest’ultima, eventualmente, a presentare l’istanza alla Corte d’Appello di Brescia.

Milo Infante commenta: "Intorno a Garlasco, oltre a questi elementi, che sono importanti e che porterebbero Stasi lontano dalla scena del crimine, dobbiamo ricordare, come abbiamo sempre fatto, che per metterci Sempio devi toglierci Stasi. Evidentemente la Procura di Pavia sarebbe riuscita a togliere Stasi, unica condizione per metterci Sempio". La giornalista Rita Cavallaro fa un rilievo importante: "Ci è riuscita perché dall’inizio di questa indagine tutte le attività investigative e le consulenze tecniche non hanno mai dato una sua traccia sulla scena del crimine. Anzi, hanno dato la prova della totale assenza da quella scena, quindi i punti dove Chiara è stata massacrata. Dal momento in cui Stasi è fuori dalla scena del crimine entra Sempio, secondo le conclusioni che vedremo messe agli atti. Una Procura, che rappresenta il popolo italiano, se ha le prove che in carcere si trova qualcuno mandato ingiustamente devi agire".

Il conduttore chiede alla collega quale sia la prova che incastra Stasi, Cavallaro replica: "Paradossalmente è l’assenza delle sue tracce. Ci sono orme mai analizzate, ora le vedremo nella relazione dei RIS di Cagliari". Infante prosegue: "La professoressa Cattaneo avrebbe spostato in maniera importante l’ora della morte di Chiara Poggi. E’ importante togliere Stasi, se io ho un forte dubbio sulla base delle prove raccolte e dell’assenza di tracce a suo carico, preoccupiamoci intanto di togliere un innocente dal carcere, poi vediamo se ci sono prove certe per attribuire responsabilità a Sempio. Mi ha colpito il suo stare in silenzio in questi anni, non so quanta fiducia lui abbia in questa giustizia".


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