Garlasco in Tv, la consulenza può riscrivere il delitto. Infante: "L'ipotesi di DNA da contaminazione diventa complicata"
Milo Infante ha dedicato ampio spazio a Garlasco nella puntata di Ore 14 di lunedì 23 marzo, tutto può cambiare grazie alla consulenza della professoressa Cattaneo

Primo appuntamento della settimana per "Ore 14", in onda regolarmente lunedì 23 marzo 2026, con uno spazio dedicato al delitto di Garlasco e alle ultime indiscrezioni diffuse dalla consulenza della professoressa Cristina Cattaneo, incaricata dalla Procura di Pavia di comprendere meglio dinamica del delitto e armi utilizzate.
Garlasco, Ore 14 puntata 23 marzo 2026: cosa è successo
Nel corso del weekend è stato il Tg1 a diffondere le prime indiscrezioni sull’attesissima consulenza della dottoressa Cattaneo, nonostante fino ad ora sia stata secretata. Sulla base di quanto emerso, le novità più importanti riguarderebbero la colazione di Chiara Poggi, avvenuta secondo una tempistica ben precisa, ma soprattutto la dinamica del delitto.
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppFino ad ora la sentenza che aveva portato alla condanna di Alberto Stasi aveva fatto intendere che l’aggressione ai danni della 26enne fosse avvenuta in maniera rocambolesca, nell’arco di soli 23 minuti (gli unici in cui il ragazzo era senza alibi), comprendenti però almeno 7-8 necessari per fare ritorno a casa, senza che quasi lei potesse rendersi conto di quello che le stava accadendo. E invece l’anatomopatologa avrebbe individuato una serie di echimosi e lividi, che lascerebbero intendere come lei si sia difesa strenuamente prima di trovare la morte. Il decesso sarebbe arrivato almeno mezz’ora dopo aver fatto colazione.
L’omicidio sarebbe inoltre arrivato in diverse fasi, tra il piano terra della sua casa e le scale che portavano alla cantina, dove è stato poi trovato il cadavere. Anzi, l’assassino si sarebbe anche fermato sulle scale a osservarla, prima di colpirla nuovamente con il gesto che sarebbe stato per lei fatale, probabilmente con un martello.
Qualora tutto venisse circoscritto in un orario che va oltre le 9.30, non ci sarebbero dubbi nell’indicare Alberto Stasi, in carcere da più di 10 anni, del tutto estraneo ai fatti, visto che i rilievi informatici confermano come lui fosse davanti al suo PC a lavorare alla tesi. Andrea Sempio, attuale indagato per concorso in omicidio, invece, era nella sua abitazione di via Rossini, in attesa che la madre tornasse da un giro di commissioni a Gambolò, secondo quanto da lei testimoniato. Il ragazzo era in attesa dell’unica auto di famiglia, per poi recarsi a Vigevano, con un alibi che gli viene fornito dal padre.
La dinamica del delitto può cambiare
Milo Infante nel suo discorso iniziale prova subito a fare chiarezza: "L’orario della colazione e della morte vanno in linea con quanto è sempre stato detto, il contenuto dello stomaco della ragazza riguarda una digestione relativa a un pasto di circa un’ora prima". Su questo interviene la criminologa Flaminia Bolzan: "Noi per ora stiamo ragionando su delle indiscrezioni, le lesioni riscontrate si producono quando una persona è ancora in vita, ma non sappiamo se sia già stata colpita o no. Possiamo però capire cosa sarebbe successo, c’erano delle impronte insanguinate sulla spalla di Chiara". Il conduttore la interrompe: "Lei si sta concentrando sul dato oggettivo, esclude la colazione perché non sappiamo a che ora si sia svegliata? Lei potrebbe essersi svegliata astrattamente attorno alle 6-7, avere fatto colazione alle 7.30, ma anche svegliata alle 9.15, per poi fare colazione, tutto cambia". Bolzan ribatte: "Non potremo sapere con certezza l’ora in cui si è svegliata, quello in cui ha fatto colazione può stabilirlo il medico legale. Dobbiamo vedere quello che davvero ha scritto la Cattaneo, quindi vado cauta. Le lesioni ci raccontano qualcosa, sapere se si sia difesa o no è importante. Se c’è stata una colluttazione la presenza dell’aplotipo Y cambia tanto sul piano della dinamica, così come lo spostamento dell’orario della morte, che andrebbe a escludere Stasi". Infante continua il ragionamento: "Ci troveremmo di fronte all’ipotesi di una lotta tra Chiara e il suo assassino, lei cerca di difendersi, non resta nulla del suo assassino sotto le dita, ma per una serie sfortunata di eventi quando cade a terra tocca qualcosa che prima era stato contaminato con il DNA, questo diventa complicato".
La criminologa prosegue: "Io all’ipotesi di qualcosa trovato a terra e precedentemente contaminato mi sembra molto articolata e difficile". Il giornalista pensa ci sia una teoria più semplice se l’indiscrezione venisse confermata: "L’ipotesi più ovvia è una, se c’è del DNA sulle unghie di Chiara è perché ci stato un contatto", teoria su cui Bolzan concorda: "Questo è il mio convincimento, immaginare un contatto indiretto o una contaminazione me la deve spiegare un genetista". Il giornalista spiazza: "Con i genetisti abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto".
Il giornalista Piero Colaprico è di tutt’altro avviso: "Sottolineo che finora abbiamo solo indiscrezioni, prendiamole per buone, sono sempre colpevoliste su Sempio". Infante non è d’accordo: "Questa è neutra". Il cronista va avanti nella sua osservazione: "Potrebbe spostare l’orario della morte, ma io tenderei a pensare che in presenza di una difesa non restano milionesimi di DNA sulle unghie, come in questo caso. Non sono un medico, ma Cattaneo ha fatto un’analisi molto tempo dopo, sulle analisi e non sulle carte, le lesioni potrebbero essersi fatte quando è stata lanciata in cantina". Il conduttore replica: "Non viene lanciata, si parla di uno scivolamento. La scala è talmente ripida, il corpo viene preso e lasciato scivolare giù". Colaprico va però avanti per la sua strada: "Sono l’unico che è stato in quella casa, lei viene colpita sul limitare della soglia della cantina, poi lanciata e va a finire sul quarto gradino, dove si crea un grande ematoma, poi piano piano scivola su questa scala ripida. Il corpo arriva al nono gradino, quindi quando scende toc, toc, toc, le lesioni sulla spalla e sulle gambe sono i posti in cui potrebbe avere sbattuto quando era faccia in giù sui gradini. Questo per me andrebbe considerato".
Bolzan da criminologa ha un parere differente: "L’unica lesione che mi fa pensare a una produzione simile è quella sulla coscia, le altre mi lasciano perplesse. Dobbiamo avere la pazienza di attendere le risultanze della professoressa Cattaneo". Il conduttore fa un’altra rilevanza, di cui si è finora parlato poco: "Ci sono escoriazioni sotto le ascelle, che fanno pensare a un sollevamento, forse magari con guanti spessi, come quelli da lavoro da giardiniere, che possono avere creato quel segno. Il taglio sopra l’occhio potrebbe essere causato da un pugno forte, il segno sopra la palpebra potrebbe essere stato lasciato da un anello, qualcosa di ferro. C’è poi un grande ematoma, probabilmente è stata colpita ripetutamente, o sono due aggressori o fasi diverse". Bolzan interviene: "Due mezzi lesivi, era già stato ipotizzato dal dottor Ballardini nella sua autopsia". Il giornalista sottolinea ancora altri aspetti del corpo: "Se ti difendi alzi le mani, ma non ci sono fotografie delle mani, sono descritte in maniera oculata, ma nessuna immagine. Se ti proteggi da un martello non ti fai solo un ematoma. Con questa ipotesi si allungano molto di più i tempi, l’assassino non va più a casa di Chiara con intento omicidiario, quindi non con il famoso martello nascosto, ma inizia prima a parlare con lei, poi magari velocemente degenera la discussione, c’è una prima discussione, forse a mani nude, forse con oggetti, poi termina con l’aggressione mortale con un oggetto mai identificato. Quanti minuti devi dare a ogni momento? Quello del saluto, della discussione, dell’aggressione con le mani e poi l’aggressione mortale, solo per l’aggressione. Poi c’è tutto il resto, l’assassino che si ferma sul divano, il gocciolamento, si ferma a guardare, altri colpi quando è sulle scale, la ripulitura, ci sono tanti passaggi".
