Garlasco in TV, Milo Infante sbotta: “Ecco cosa deve fare Sempio”, la nuova strategia su Stasi e impronta 33

Nella puntata di Ore 14 di giovedì 20 novembre 2025 è intervenuto l'avvocato di Andrea Sempio, Liborio Cataliotti, intenzionato ad analizzare la scena del delitto. Bruzzone ancora contro Alberto Stasi

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Garlasco - Chiara Poggi
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"Ore 14" ha scelto di dedicare uno spazio della puntata di oggi, giovedì 20 novembre 2025, al delitto di Garlasco e a un aggiornamento su come stiano procedendo le nuove indagini, a meno di un mese dalla fine dell’incidente probatorio prevista per il 18 dicembre. Nella serata di ieri Andrea Sempio, attualmente indagato per concorso in omicidio (per la terza volta, dopo due precedenti archiviazioni), è stato ospite di Bruno Vespa, prima a "Cinque Minuti" e poi a "Porta a Porta", cercando di dare la sua visione dei fatti e ribadire la sua innocenza, anche se parte dell’opinione pubblica non è apparsa troppo convinta dalle sue dichiarazioni.

Oggi è stato così organizzato un incontro a Roma tra il 39enne e il suo team difensivo per fare il punto della situazione, così da cercare di pensare a quali potranno essere le prossime mosse.

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Garlasco, Ore 14, puntata 20 novembre 2025: cosa è successo

A"Ore 14" è intervenuto in diretta Liborio Cataliotti, l’avvocato di Andrea Sempio che ha sostituito Massimo Lovati, dove ha spiegato il motivo dell’incontro odierno. "Oggi ci stiamo concentrando sulle immagini che sono state fatte della scena del crimine nel 2007, quindi immediatamente dopo il delitto, dagli inquirenti, oltre che sulla ricostruzione della dinamica dell’omicidio. Noi agiremo sulla base del nostro punto di vista e, in parallelo, rispetto a quella che faranno i RIS di Cagliari".

Il vertice iniziato stamattina è stato un’occasione per loro anche per valutare l’impronta 33, che gli esperti della Procura attribuiscono all’indagato, ma che non è stata inserita nell’incidente probatorio in corso. "Ne abbiamo parlato stamattina, per noi non è di Andrea, non potrà essere ricondotta a lui, c’è addirittura il dubbio che sia una sovraimpronta, ovvero che sopra quella impronta ce ne siano molte altre. Crediamo che non sia probante in ogni caso, di chiunque sia, non pensiamo sia per forza ricollegabile all’omicidio. Basta guardare le immagini dei carabinieri che avevano fatto irruzione in casa dopo l’omicidio, si può vedere dove si erano appoggiati, domandatevi del perché siano state repertate decine di immagini e impronte localizzate sulle due pareti e su quella superiore del corridoio che porta alla cantina". Il legale non ha però voluto dire molto di più sul famigerato scontrino, conservato da Sempio per dimostrare che la mattina del delitto lui fosse a Vigevano, si è limitato a dire: "Bella domanda".

Roberta Bruzzone e il suggerimento alla difesa Sempio

Milo Infante ci ha tenuto a sottolineare come sia particolare che tutto il team difensivo stia tornando ad analizzare la scena del crimine del 2007, forse pensando che la ricostruzione dei RIS di Cagliari possa essere diversa da quanto fatto all’epoca dai colleghi di Parma. "Mi sembra legittimo approfondire – ha detto Roberta Bruzzone -. Se ci fosse una ricostruzione alternativa, loro avranno già degli argomenti in mano per ribattere. La ricostruzione delle varie fasi dell’omicidio è importante, ma lo è ancora di più dimostrare che dopo che l’assassino ha lasciato la scena non ci sia stato alcun rientro in casa di Alberto Stasi. Fossi in loro mi concentrerei su questo, dimostrare che non ci siano tracce di un soggetto, nella fattispecie Stasi, relative al momento della scoperta del corpo".

Sulla base delle ultime indiscrezioni, sembra però che i consulenti della dottoressa Cattaneo si siano interessati a capire se una suola possa essere adattata a un numero diverso di scarpa. Ci sono infatti aziende che producono una suola, usata poi per numeri diversi, aspetti come peso, altezza e camminata possono poi influire sulle tracce lasciate.

Impossibile però non notare, come ha messo in evidenza il conduttore, il cambio di strategia della difesa: si è passati dall’idea di un sicario, di cui parlava spesso Lovati, a dire apertamente: "È stato Stasi", cosa che Sempio ha ribadito anche da Vespa.

Importante anche l’intervento dell’avvocato Mattia Grassani: "La vera prova regina a mio giudizio è l’impronta del piede in casa, anche se può esserci uno scarto di uno o due numeri, ma non c’è mai stata certezza, visto che a Stasi sono state sequestrate scarpe di tre numeri diversi. Non ci sono elementi definitivi su Sempio, se supera la prova della scarpa siamo al punto di prima. Anche usare un alibi falso, come lo scontrino, non significa essere colpevole. Se Venditti fosse stato corrotto, e non ci voglio credere, non significa che ci sia una responsabilità penale".


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