Garlasco in Tv, analisi inedite e svolta sul PC di Chiara Poggi. Milo Infante tuona: "Nel 2007 hanno fatto di peggio"

Milo Infante ha parlato delle indagini su Garlasco nella puntata di Ore 14 del 20 marzo 2026, sottolineando come ora si stiano facendo analisi mai fatte prima

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

All’indomani della puntata di "Ore 14 Sera" in cui si è parlato in maniera approfondita del delitto di Garlasco, "Ore 14" torna a discutere del tema anche nella puntata pomeridiana in onda venerdì 20 marzo 2026. Milo Infante ora vuole concentrarsi sul computer di Chiara Poggi, attualmente sotto indagine da parte della Procura (il consulente a breve dovrebbe consegnare il suo lavoro), con l’obiettivo di capire cosa ci sia davvero all’interno, ma soprattutto chi l’abbia usato. Gli inquirenti, infatti, non escludono possa essere stato utilizzato anche da Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio.

Garlasco, Ore 14 puntata 20 marzo 2026: cosa è successo

Al momento alcune delle rilevazioni della Procura sui PC sono coperte da Omissis, segno evidente della volontà di mantenere segreti almeno per ora alcuni dettagli. La relazione del consulente informatico Paolo Dal Checco dovrebbe essere l’ultimo elemento prima della chiusura delle indagini, atto preliminare del probabile rinvio a giudizio ai danni di Andrea Sempio.

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L’esperto deve cercare di dare risposta ad aspetti importanti: capire se Chiara Poggi la sera prima di morire abbia aperto la cartella ‘Militare’ presente nel computer di Stasi e contenente immagini pornografiche, vedere eventuali accessi al file Albert.zip che conteneva i video intimi dei due fidanzati, capire chi abbia caricato sul PC il video dove Sempio fa una bravata a scuola e verificarne l’apertura il 10 agosto, tre giorni prima del delitto. C’è un’altra questione che genera perplessità, qualcuno ha sfruttato quel PC per entrare nel sito dell’IPSIA di San Nazzaro, la scuola frequentata dall’indagato ma non da Marco Poggi, in tre mesi il file con i video intimi dei ragazzi è stato inoltre aperto per diverse volte, non si sa ancora da chi.

A distanza di qualche mese la 26enne aveva deciso di proteggere il file relativo all’intimità con il fidanzato con una password, comunque semplice, il numero 1 ripetuto cinque volte, cosa che spinge Infante fare un’osservazione: "La password che lei aveva scelto denota che lei non fosse così preoccupata di proteggere i file, pur sapendo che diverse persone si alternavano al PC. Questo per la Procura è davvero importante, si vuole sapere tutto quello che risulta in base a questi file".

Su questo interviene la giornalista Rita Cavallaro: "In quell’estate Sempio e Marco Poggi avevano fatto la maturità, gli accessi al sito della scuola di Sempio avvengono quando Chiara era a Londra con Alberto, chiaramente doveva esserci Sempio davanti allo schermo o qualcuno degli amici, ma quell’istituto lo frequentava solo lui. Vedere lo storico precedente a quella data consente inoltre di verificare gli orari in cui la vittima era al lavoro, secondo quanto raccontava Sempio loro si trovavano a giocare al computer quando lei non c’era. Sempio stesso ha fatto sapere che potrebbero trovare nel suo computer contenuti pornografici, ma è tipico della loro età". Su questo Infante ribatte: "Non saranno certamente mostruosi, ne siamo certi".

Il conduttore fa inoltre un’osservazione ad hoc sul modo di agire della Procura: "Mettere gli omissis significa non voler far scoprire le tue carte, non dare un vantaggio all’interessato, anche se fatta la copia forense non si possono inquinare le prove". Alessia Pontenani, ex avvocato di Alessia Pifferi, prova a cercare di capire cosa stia accadendo: "Potrebbe essere perché si sta indagando su altre persone, anzi quasi sicuramente visto che il capo di imputazione è in concorso, magari non si vuole far capire ad altre persone cosa stiano cercando e cosa abbiano trovato".

Monica Leofreddi si indigna sul perché questo non sia stato fatto all’epoca, su questo il conduttore dice la sua: "Nel 2007 hanno fatto di peggio, hanno dato in mano il computer a un carabiniere che si è metto a pasticciare compromettendo le indagini, poi recuperate con le conseguenze che sappiamo. Il consulente dovrà anche dire se Chiara ha aperto il computer di Alberto e ha visto questa ormai famosa cartella, la difesa di Stasi lo ha escluso, i tecnici della famiglia Poggi hanno scelto il contrario".

La criminologa Flaminia Bolzan da esperta fa il punto della situazione: "L’analisi del computer di Chiara serve con la ricerca di un elemento mancante nella sentenza precedente, ovvero perché sia stata uccisa. L’eventuale suo turbamento nella visione delle immagini porno può essere chiarito se conosciamo la personalità della vittima, il consulente informatico deve però capire non chi ci sia dietro, ma cosa sia stato fatto in un determinato momento". Il conduttore continua il suo intervento: "Si farà la verifica delle persone che hanno avuto accesso al PC attraverso il materiale visualizzato, Chiara aveva interessi legati a moda e gioielli, Marco ne aveva altri, ci può essere una terza o una quarta navigazione verso interessi del tutto diversi, a quel punto avremmo la prova che qualcuno avesse accesso spesso e volentieri a questo apparecchio".


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