Garlasco in Tv, i Poggi insistono sul movente pornografico. L'ira di De Rensis: "Accuse gravissime"
Ore 14 ha dedicato parte della puntata del 16 gennaio 2026 al delitto di Garlasco, alla luce del comunicato della difesa della famiglia, che insiste sul movente legato alle foto porno

In attesa di avere nuovi aggiornamenti dalla Procura di Pavia, che sta provando a riscrivere il delitto di Garlasco con la possibilità che le cose siano andate in modo diverso rispetto alla sentenza passata in giudicato, ora è la difesa della famiglia Poggi a prendere posizione. Questo è oggetto di dibattito nella puntata di "Ore 14" in onda venerdì 16 gennaio 2026.
Garlasco, Ore 14 puntata 16 gennaio 2026 – Cosa è successo
I consulenti della famiglia Poggi respingono chiaramente quanto evidenziato dai periti Porta e Occhetti che hanno analizzato il Pc di Chiara: c’è la certezza che la giovane prima di essere uccisa abbia aperto una cartella di foto che erano presenti sul computer del fidanzato dove erano salvate decine di immagini pornografiche.
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Entra nel canale WhatsAppLa timeline degli esperti di parte civile, a loro dire, parla chiaro: è delle ore 22 l’accesso di una cartella chiamata "Militare" e di una sottocartella rimasta senza nome. A parlare è il nuovo consulente informatico dei genitori della vittime, Nanni Bassetti: "Abbiamo trovato un file superstite con metadati che nel 2009 non erano leggibili". Ed è nella cartella senza nome che la 26enne si sarebbe imbattuta in decine di immagini pornografiche, mentre Alberto si era allontanato per andare a casa sua per tranquillizzare il cane spaventato dal temporale.
Le evidenze del consulente non presentato, a suo dire, alcun dubbio: "L’analisi si è basata sulla verifica incrociata di alcuni strumenti, per estrarre quei dati abbiamo visto la parte sommersa dell’iceberg". Stasi aveva riferito agli inquirenti di essersi allontanato dalla villetta di Garlasco attorno alle 22 e di essere stato lontano per una decina di minuti, effettivamente l’attività di Chiara sul computer si è conclusa alle 22.09. Al suo ritorno la scoperta sarebbe stata oggetto di una forte discussione tra i due fidanzati, poi degenerata nell’omicidio il giorno successivo secondo i consulenti, convinti che questo sia il movente del delitto.
Milo infante interroga i suoi ospiti su cosa questa rilettura possa cambiare le cose, partendo dalla giornalista Rita Cavallaro: "Di base questo non cambia niente. Questa consulenza potrebbe essere presa in considerazione, ma a che pro? Alberto Stasi è già stato condannato a 16 anni, non c’è più possibilità di condannarlo. Fino ad ora risultava che lei non avesse visto quella cartella, se i consulenti della famiglia Poggi sono riusciti a estrapolare questo passaggio lo vedremo. Ma per lui non cambia niente, il movente nella sentenza è sempre stato definito ‘non sconosciuto'".
A corredo di quanto trovato, la famiglia ha diffuso un comunicato. firmato dagli avvocati Tizzoni e Compagna: "Secondo quanto evidenziato – scrivono gli avvocati – da più parti l’apertura di una nuova indagine a carico di Andrea Sempio sarebbe da ritenere funzionale a una richiesta di revisione della condanna irrevocabile pronunciata a carico di Alberto Stasi. Come abbiamo più volte denunciato, si cerca impropriamente di riabilitare l’assassino mettendo alla gogna la famiglia della vittima, senza alcuna considerazione delle prove che sono già state raccolte nel processo a seguito della prima sentenza della Cassazione – sottolineano con riferimento alle notizie circolate sui media sul pc di Chiara Poggi e presunte attività del fratello -. Da parte nostra – concludono – continueremo ad approfondire celermente ogni ulteriore elemento utile a una ricostruzione ancor più dettagliata dei fatti, nell’interesse della verità e della giustizia".
Non può che essere importante a riguardo l’opinione di De Rensis, legale di Alberto Stasi: "Sono meno fortunato di altri, io conosco procuratori capo che so cosa farebbero per quelle righe, sono molto gravi. Forse si cerca di fare una revisione al contrario per aggravare la pena di Alberto, mi sembra che qualcuno voglia riprocessarlo. Trasecolo quando in un telegiornale si dice la parola ‘certezza’, una consulenza di parte ancora da verificare è un’altra cosa. Penso che questa attività abbia uno scopo preciso, certamente mediatico. Il silenzio che impera da mesi da parte degli investigatori può agevolare questo tipo di investigazioni, il silenzio è dovuto perché si attendono grandi rilevanze, chiedo a tutti un giorno di avere grande memoria, quel comunicato nella parte iniziale dice cose a mio modesto avviso gravi".
A essere concorde con l’avvocato è anche Leonardo Tanga, ex procuratore aggiunto di Milano, a cui lui chiede un parere in virtù della sua esperienza: "Questo è un azzardo della difesa, si hanno delle finalità che ancora non ci sono nelle prospettive della difesa di Stasi. Un procuratore capo si può risentire, è come se gli si dice di agire per favorire la revisione".
De Rensis fa un altro appunto evidentemente importante: "Dopo quell’apertura, che avrebbe provocato una frattura insanabile, quante ore lavora in quella casa alla tesi? Questo è assodato, uno può lavorare con profitto alla tesi mentre c’è una discussione in atto? Passano quasi due ore, non fa pensare a una coppia che può avere discusso per poi far degenerare la scoperta nell’omicidio".
