Garlasco in Tv, Infante fa chiarezza sulle immagini sul PC: "Nessun contenuto mostruoso". Poi la bordata a Bruzzone

All’indomani della puntata di "Ore 14 Sera" in cui sono state smontate in maniera efficace le fake news in merito al contenuto della cartella "Militare" presente sul PC di Alberto Stasi, "Ore 14" è tornata a occuparsi del delitto di Garlasco e degli aspetti ancora poco noti relativi al caso nella puntata di venerdì 13 marzo 2026.
La Procura sta attualmente analizzando i dispositivi sia del condannato sia di Chiara Poggi, così da comprendere se qui possa nascondersi un movente finora non venuto alla luce.
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Entra nel canale WhatsAppGarlasco, Ore 14 puntata 13 marzo 2026: il contenuto della cartella "Mlitare" nel PC di Stasi
Il computer di Alberto Stasi è già stato scandagliato a più riprese nel corso degli anni, mentre si è sempre dato meno importanza a quello di Chiara Poggi, nonostante venisse usato sia da lei sia dal fratello Marco, anche se gli inquirenti non escludono possano esserci state altre persone a maneggiarlo. La consulenza affidata dalla Procura di Pavia all’informatico Paolo Dal Checco punta a scoprire in modo particolare se anche alcuni amici del fratello della ragazza avessero disponibilità dell’apparecchio, in modo particolare Andrea Sempio, attualmente indagato per concorso in omicidio.
Si cercherà innanzitutto di chiarire il contenuto generale del PC, dove erano presenti diverse cartelle. Da non trascurare il ruolo dei video intimi che lei aveva realizzato con il fidanzato, che erano stati scaricati a partire dal 17 settembre 2006, messi in sicurezza all’interno di un file protetto solo il 1° maggio 2007. È interessante capire se qualcuno in quel periodo sia riuscito ad aprirli e a copiarli. Uno di questi, chiamato 1° maggio, è però rimasto sempre senza password, quindi potenzialmente accessibile a tutti. La situazione è cambiata ulteriormente il 1° luglio 2007, poco prima della sua partenza per Londra per raggiungere il fidanzato, giorno in cui lei ha sentito il bisogno di tutelare ulteriormente i contenuti intimi con un flag nascosto, sistema che rende del tutto invisibili i file. Aveva paura che qualcuno violasse la sua intimità nei giorni in cui il PC sarebbe rimasto incustodito? Tra i possibili moventi potrebbe esserci un possibile ricatto o un litigio legato alla visione dei file?
Milo infante parte da quanto emerso ieri sera: "Chi ci ha seguito ieri sera ha scoperto che nella cartella ‘Militare’ non ci fosse alcun contenuto spaventoso a detta di sessuologi e criminologi, mentre questa era una teoria sostenuta da altri che non avevano però mai visto le immagini. È importante fare chiarezza, se un sessuologo o un criminologo non definiscono mostruose o raccapriccianti immagini di pornografia accessibile a tutti non possiamo fare due pesi e due misure se scopriamo che le stesse vengono visualizzate anche da altre persone. La pornografia è tutta uguale, ognuno ha il diritto di giudicarla come ritiene, ma lo stesso tipo di pornografia non può essere giudicata in modi diversi".
Il conduttore precisa come fosse importante sgombrare il campo da altre ipotesi perché anche in tempi recenti i consulenti della famiglia Poggi sono tornati a sottolineare come possibile movente la visione di questa cartella, dove avrebbe scoperto qualcosa di terribile al punto tale da scatenare un litigio. Su questo interviene l’avvocato di Stasi, Antonio De Rensis: "Questa circostanza è stata smentita dai periti Porta e Occhetti, oltre che dal nostro consulente Borra, ora vedremo cosa dirà Dal Checco, consulente della Procura. C’è anche un dato che lei ha sempre sottolineato e di cui devo darle merito, al rientro di Alberto a casa di Chiara lui ha lavorato per un’altra ora e mezza alla tesi con regolarità e profitto. Quindi mentre discutevano lavorava alla tesi? Quando sarebbe avvenuta questa discussione? È processualmente acclarato che lui poi sia rientrato a casa sua. Quando il giudice Vitelli dice che il processo per rendere Stasi colpevole sia faticoso devo essere d’accordo con lui".
Infante prosegue nel suo discorso: "Se si toglie il movente pedopornografico, e la Cassazione su questo ha messo una pietra tombale, devi portare elementi certi".
Si manda poi una vecchia dichiarazione proprio di un anno fa, quando era stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati Semoio, da parte di Roberta Bruzzone, che si era espressa in modo inequivocabile: "Conosco il contenuto di una particolare cartella nel computer di Stasi, era per adulti, ma molto particolare. Lui aveva interessi sessuali abnormi, piuttosto forti. Lui non ama entrare nemmeno oggi su alcuni aspetti della sua sessualità, sono estremi e raccapriccianti, uso le parole del collega che l’ha esaminato". Questa teoria era stata portata avanti dalla criminologa anche lo scorso novembre, ma in quel caso era stata smentita con decisione da parte di Giada Bocellari, avvocato di Stasi. In questo caso la legale aveva sottolineato come fosse sbagliato esprimersi a quel modo, visto che lei era arrivata a quel parere solo leggendo i giornali, senza esaminarlo in prima persona.
La criminologa fino a qualche mese fa è stata ospite fissa di "Ore 14", oltre a essere amica di Infante grazie a un rapporto professionale consolidato, tra i due è però sorta una rottura dopo uno scontro in puntata. Nella puntata di ieri sera il sessuologo Marco Rossi ha comunque provato a smorzare la teoria dei contenuti raccapriccianti portata avanti da tempo a più riprese, sostenendo come questo possa essere un giudizio soggettivo, legato alla moralità di ognuno, ma che non può avere una valenza scientifica.
