Garlasco in Tv, Palmegiani: “Scontrino di Sempio senza valore”. Poi smonta l’ipotesi del super testimone: perché

"Ore 14" ha dedicato uno spazio al delitto di Chiara Poggi e all'andamento delle nuove indagini, l'attuale indagato sta provando a smontare quello che la Procura avrebbe in mano continuando a ribadire la sua innocenza

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Andrea Sempio
RaiPlay

A pochi giorni dalla fine dell’incidente probatorio attualmente in corso per il delitto di Garlasco, prevista per il 18 dicembre (salvo proroghe), "Ore 14" ha dedicato uno spazio al caso anche nella puntata di giovedì 11 dicembre 2025, in attesa di parlarne in maniera ancora più approfondita nell’appuntamento serale in onda tra poche ore.

Gli inquirenti stanno cercando di chiarire quale sia la posizione di Andrea Sempio, indagato per concorso in omicidio, anche se da quanto trapela recentemente sembra siano riusciti a trovare anche il movente dell’omicidio, che finora non era stato mai individuato.

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Garlasco, Ore 14, puntata 11 dicembre 2025: cosa è successo

Oggi il team che assiste Andrea Sempio si trova a Roma per fare il punto della situazione e cercare di preparare una linea difensiva che possa consentire di controbattere a quanto rilevato dalla Procura, in modo particolare dalla perita Denis Albani, che ha individuato una compatibilità tra il forte e il molto forte del DNA trovato sulle unghie di Chiara Poggi con quello della linea paterna dell’indagato.

A intervenire in collegamento è Armando Palmegiani, consulente del 37enne, che ha sostituito da qualche tempo nell’incarico il generale Garofano: "Faremo due relazioni da presentare alla Procura, ci stiamo lavorando, una che parla della parte biologica, e un’altra attività inerente, ma sono piccoli dettagli. Il 18 segna solo la chiusura dell’incidente probatorio, parleremo dell’argomento, sarà esposta la relazione, che ormai avete tutti, quel giorno non ci sarà niente di inaspettato, vedremo più avanti. Le parole fatte sulla perizia devono essere distinte, l’aspetto probatorio viene gestito da Taccia e Cataliotti, non spetta a me valutarlo, l’aspetto tecnico lo approfondiamo, ne parleremo il 18".

Impossibile non parlare del tanto discusso scontrino, che era stato in passato considerato come un alibi volto a dimostrare che Sempio non fosse a Garlasco il giorno del delitto: " Lo scontrino non ha un valore, se lo avesse la Procura lo avrebbe sequestrato, se ci fosse un super testimone su quello gli avrebbero chiesto dello scontrino, ma per ora è nelle mani di Sempio, quindi credo non abbia grande valore – dice ancora Palmegiani -, Noi lo riteniamo vero, ma vogliamo essere pronti a ogni contestazione. Noi abbiamo già fatto quel percorso, da dove abitava Sempio a dove ha parcheggiato, risulta essere del tutto compatibile, il fatto che i minuti siano contati rende tutto più credibile, ci fossero stati 10 minuti in più o in meno sarebbe stato peggio. Nel famoso contatto telefonico che lui ha fatto quella mattina alle 9.58 era già in movimento, la cella telefonica si estende per diversi chilometri, chiunque può provarlo. Se facciamo esempi di possibili oggetti che possono avere portato alla contaminazione del DNA non significa siano solo quelli, ce ne sono di più. Io non mi occupo della parte genetica pura, anche se cofirmerò la relazione, perché non sono un genetista mi occupo di una parte della descrizione probabilistica dei vari punti di contatto, tutto quello che riguarda la scena del crimine".

Importante è anche il pensiero della psicologa Margherita Carlini, presente in studio, che invita a non limitarsi solo al DNA per giudicare la posizione di Sempio: "A mio avviso è un tassello che va inserito all’interno di un insieme, può essere un indizio. Ogni parte ne attribuisce l’importanza a seconda della propria prospettiva".

Infante non si trattiene e invita a fare una considerazione: "Quante possibilità ci sono che sulle unghie di Chiara Poggi finisca il DNA di un amico del fratello che frequentava la casa, ma solo ogni tanto? E’ una buona dose di sfortuna". La Carlini replica: "Statisticamente è poco probabile che sulle unghie ci sia il DNA proprio di Sempio e non di tutte le persone che vivevano ogni giorno in quell’abitazione anche in date successive, toccando quindi i vari oggetti presenti".

Il DNA che fa discutere

Pur volendo pensare ad alcuni oggetti presenti che l’indagato potrebbe avere toccato trasferendo il suo materiale genetico, non si deve trascurare un aspetto che fa venire meno questa teoria, come evidenziato dal giornalista Luca Fazzo: "Il DNA è su due mani diverse, nessun oggetto viene afferrato a due mani, nemmeno loro lo hanno immaginato, hanno parlato di mouse e altre cose".

C’è poi un altro aspetto che può giocare a favore degli inquirenti, evidenziato dallo psichiatra Leonardo Mendolicchio: "Quel DNA è entrato in contatto con Chiara in prossimità del delitto, l’aspetto cronologico è dirimente. Non è solo sfortuna, quel DNA è riconducibile a un ramo della famiglia prossimo all’evento delittuoso, lo dice la Albani. Altrimenti non sarebbe stato lì". C’è però la chiosa di Infante: "Pensa una tastiera del computer, la trovo sulla scrivania e la sposto, lo faccio con due mani". Altri approfondimenti sono previsti però nella puntata di questa sera.


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