Garlasco in Tv, Sempio spalle al muro. Infante: "La Procura è sicura sia stato lui". Il consulente dei Poggi boccia la dinamica
Ore 14 ha dedicato spazio a Garlasco nella puntata di venerdì 1° maggio 2026, focus su quello che può accadere a Sempio e sulla posizione che la Procura ha su di lui

All’indomani dell’appuntamento in prima serata, che ha ottenuto un ottimo riscontro da parte del pubblico, "Ore 14" torna a occuparsi del delitto di Garlasco nella puntata di venerdì 1° maggio 2026. Ora l’informativa dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Milano è arrivata sul tavolo della Procura di Pavia, segno che tutto sia ormai pronto. Questa è una sintesi del lavoro di un anno e mezzo di indagine, comprendente il quadro probatorio che convergerebbe su Andrea Sempio. E’ da questo che sarebbe stato richiesto l’interrogatorio urgente per l’indagato previsto per mercoledì prossimo. Qui sarebbe indicata la BPA, diversa rispetto a quella della vecchia indagine, oltre a essere più lunga.
Garlasco, Ore 14 puntata 1 maggio 2026: cosa è successo
Milo Infante fa un riepilogo di quello che sta accadendo: "Alberto Stasi esce dalla scena del crimine di Chiara Poggi, la Procura di Pavia ci mette invece Andrea Sempio. Anzi ora vuole farlo arrivare preparato, anche se probabilmente si avvarrà della facoltà di non rispondere. La Procura di Pavia gli sta mandando dei messaggi: sappiamo cosa hai fatto, come lo hai fatto, quando lo hai fatto, abbiamo le idee molto chiare".
Vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime news su TV, personaggi e gossip? Iscriviti al nostro canale WhatsApp
Entra nel canale WhatsAppAlessia Lautone, direttore di LaPresse, fa un’osservazione: "Mi ha stupito che sia stato dato il movente, se lo fai lo devi spiegare, vuol dire che ha in mano qualcosa che noi non sappiamo e di pregnante. Messaggi, intercettazioni, non so, ma qualcosa con cui poterlo dire, così da essere sicuri che sia stato lui".
Il conduttore sottolinea: "Hanno scritto addirittura il numero dei colpi, la sequenza, anche con i particolari. Dicono ‘spingeva il corpo della vittima’, non gettava. Sono messaggi, tanto è vero che lo colgono i consulenti della difesa Poggi, ancora oggi graniticamente convinti che ci sia un solo colpevole e che sia stato assicurato alla giustizia. Il dottor Redaelli ancora oggi fa riferimento ad alcune incongruenze di oggi rispetto alle sentenze passate in giudicato, ma questi sono elementi diversi rispetto al passato, per questo dicono: ‘Sei stato tu’. Mai visto un invito a comparire così formulato. Il rifiuto all’approccio sessuale potrebbe non essere avvenuto quella mattina, ma maturato da parte di una mente sconvolta. Se scrivi questo è perché hai un riscontro forte, altrimenti questa parte la ometti. Alcuni di noi sono rimasti sconvolti, dichiariamo il nostro limite, qualcuno ha detto: ‘Ma allora è vero’. La Procura poteva andare verso una dolce richiesta di archiviazione, ma se non lo fanno ci sono elementi importanti. Se la Procura di Pavia non fosse certa che Sempio fosse sulla scena del crimine non lo indagherebbe per omicidio, da solo, togliendo il concorso".
Lautone fa una precisazione: "Si dice che Sempio non conoscesse Chiara e quindi sia impossibile che possa averla uccisa, ma per me potrebbe essere un aggravante. Era sempre a casa sua, possibile che non la vedesse mai? Com’è possibile che questo amico del fratello di Chiara Poggi non la vedesse mai?".
Ai microfoni di Arianna Giunti, Dario Redaelli, consulente della famiglia Pogi, spiega perché la ricostruzione della Procura a suo dire non stia in piedi: "Questo capo di incolpazione, di cui è l’invito a comparire, a nostra giudizio ha qualche incongruenza con gli elementi oggettivi disponibili con l’analisi della scena del crimine, soprattutto in relazione ai 4-5 colpi che si dice la vittima avrebbe patito sulle scale. A nostro giudizio sulle scale non ci sono tracce riconducibli a un’azione di questo tipo. Gli schizzi non sono così marcati da giustidicare 4-5 colpi contro il capo della vittima. La considerazione fatta dalla Procura in merito al corpo spinto sulle scale, e non gettato come si è sempre detto, ci lascia perplessi, sul gradino zero e sul gradino uno ci sono gocciolamenti e non delle strisciate, che sarebbero compatibili con un corpo spinto e non gettato".
Infante ricorda un altro dettaglio a conclusione: "C’è un’intercettazione di Sempio che dice: ‘Hanno fatto bene a non farmi consegnare le scarpe, perché non lo sapremo mai. O forse lo scopriremo con la Discovery"
