Garlasco in Tv, Sempio e l'analisi dello psichiatra, Milo Infante azzarda: "Questo fa paura". Gli elementi utili per la revisione di Stasi
A Ore 11 martedì 8 settembre 2026 spazio al caso Garlasco e alla consulenza psichiatrica richiesta per Andrea Sempio, effettuata senza l'incontro con il medico

Nuovo appuntamento con "Ore 11", il programma di Milo Infante targato Mediaset, che torna a occuparsi come fa con cadenza quasi quotidiana del caso Garlasco in una fase decisiva dell’attuale indagine. Si avvicina infatti una data cruciale, quella del 28 settembre, che porterà alla chiusura dell’attuale inchiesta e a capire se Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, sarà rinviato a giudizio.
Garlasco, Ore 11 puntata 8 settembre 2026: cosa è successo
La Procura di Pavia ha lavorato alacramente per rendere più chiaro e preciso il quadro accusatorio contro Andrea Sempio, ritenuto l’autore del delitto di Chiara Poggi, a sostegno di questo ha individuato ben 21 indizi che confermerebbero questa tesi. Non ci si è però limitati a questo, sono state infatti realizzate altre consulenze aggiuntive volte a rafforzare questa ipotesi, tre di queste (su quattro) sono già state depositate. Si attende la consulenza psichiatrica, da molti ritenuta la più importante, eseguita dallo psichiatra Roberto Catanesi sulla base della documentazione in sui possesso, ma senza un esame clinico del diretto interessato, che ha rifiutato la richiesta che gli era pervenuta.
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Sono diversi gli elementi che avrebbero convinto i magistrati pavesi della colpevolezza del 38enne, a partire intercettazioni ambientali ritenute il cuore delle indagini tradizionali, che comprendono alcuni soliloqui messi in relazione con l’omicidio e una possibile confessione che viene legata al movente. Si ritiene infatti che Chiara Poggi sia stata uccisa dopo avere rifiutato un tentativo di approccio dell’allora 19enne e in seguito alla visione da parte del ragazzo di un suo video intimo contenuto in una pen drive. Il tentativo di avance sarebbe emerso nelle tre telefonate ravvicinate fatte a casa qualche giorno prima della tragedia, oltre ad alcune strane ricerche online fatte sul web quando ancora nessuno parlava di questo aspetto. Non vengono trascurati nemmeno i soldi movimentati dai genitori tra il 2016 e il 2017, periodo in cui Sempio era stato indagato pe rla prima volta, si pensa per favorirne l’archiviazione. A questo si aggiungono l’ormai noto scontrino del parcheggio di Vigevano, la probabile assenza di alibi e il ritorno più volte fuori da casa Poggi nelle ore successive alla tragedia. Non si deve ovviamente dimenticare quello che è considerato un punto fermo dell’accusa, il DNA presente sulle unghie della vittima, attribuito dalla Procura alla linea paterna dell’indagato, e l’impronta 33, ritenuta dai consulenti dell’accusa sicuramente dell’assassino e sicuramente di Sempio.
Importante è il parere della dottoressa Sarah Viola, psichiatra e psicoterapeuta, che dice la sua sulla consulenza psichiatrica in arrivo: "Tutti attendiamo di capire chi sia Andrea Sempio, come si muove e se il suo profilo personologico sia o meno compatibile con l’omicidio di Chiara Poggi. Garlasco farà scuola, mi sento di dirlo come consulente penale, da qui in avanti dovremo imparare ad avere a che fare con gli strumenti consulenziali e con la profilazione del soggetto. Questa non può entrare nei dati processuali e probatori, ma ci porta a considerare le cose da un altro punto di vista. Spero che il caso ci dia qualche aiuto per il futuro, questo in Italia non è possibile non tanto a tutela dell’indagato, ma perché c’è un tabù sull’aspetto psichico del soggetto". Questa osservazione merita il commento di Milo Infante: "Non hai difesa rispetto a qualcuno che indaga la tua mente e dice che potenzialmente tu sei in grado di fare qualcosa. Non fa un po’ paura questo?".
Da medico la dottoressa ribalta la situazione: "Posso anche dire che tu non abbia quel profilo, a difesa".
Differente è invece il parere dell’avvocato Saverio Macrì, che vede la cosa sul piano legale: "Non ha alcun valore probatorio, ma neanche indiziario. Il nostro Codice parla chiaro, non si può fare il processo alle intenzioni, figuriamoci se dobbiamo metterci a fare il processo ai sogni. L’inchiesta dovrà puntare sui 21 elementi indiziari, che dovranno diventare gravi, precisi e concordanti o puntare sulle prove, per me la consulenza personologica non ha alcun valore. Nemmeno la pericolosità sociale, serve se vuoi applicare una misura cautelare, non può servire per tornare indietro al 2007. Non puoi chiedere l’arresto di una persona che non sai se sia colpevole, ha una fedina penale completamente pulita, il massimo che avrà compiuto sarà il pagamento di contravvenzioni e multe. Abbiamo prove che ha commesso qualche altro reato?",
Infante ci tiene a fare presente però che alcuni elementi emersi oggi non siano così attuali: "Quello che vediamo oggi tra gli indizi non è un incubo della Procura di Pavia, se lo chiedono anche i carabinieri nel 2007 quando il 14 agosto lo chiamano e gli chiedono delle tre telefonate. Lui risponde: ‘Perché ho sbagliato’ e lo salutano. Ci sono il DNA sotto le unghie, lo scontrino, l’impronta bagnata 33 che è dell’assassino. Su quest’ultimo aspetto è stata fatta grande confusione, il Riesame non dice che l’impronta 33 sia di Stasi, ma dice che a detta e definizione dei carabinieri era bagnata, quindi la difesa di Stasi sottolinea quanto fosse importante dire che non fosse sua. L’unica impronta bagnata, che era quindi recente, non è di Alberto Stasi, questo sarà un punto della revisione del suo processo. E lo sarà il contenuto dello stomaco, riesaminato 20 anni dopo, la dottoressa Cattaneo evidenzia la mancanza dei tempi. Chiara è stata uccisa secondo lei entro un’ora da quando ha iniziato a mangiare, ci si chiede quindi a che ora si alzasse la mattina, ce lo dice la mamma, non prima delle 9, la prima cosa che faceva era disattivare l’allarme e aprire la porta ai gatti. Non mancano l’intercettazione sulla pennetta, l’impronta di scarpe".
Il conduttore mostra la richiesta fatta dalla Procura allo psichiatra a cui era stato chiesto proprio di individuare l’eventuale pericolosità sociale di Sempio, ma su questo l’avvocato ribadisce come non abbia alcun valore. Lui a quel punto non si trattiene: "La Procura di Pavia può fare qualcosa che non ha alcun valore dal punto di vista giudiziario?", il legale ribatte: "L’unico motivo per cui viene chiesta la consulenza personologica è capire l’eventuale capacità di intendere e di volere, se la chiede perchè lo ritiene socialmente pericoloso dovrà chiedere una misura cautelare".
La dottoressa Viola avanza un’ipotesi: "La consulenza apre la strada a una consulenza psichiatrica, che sicuramente sarà fatta in caso di dibattimento. E’ vero che non ha valore processuale, ma mettiamo fantasticamente che Catanesi dica che Sempio sia pericoloso socialmente, ha valore in un senso e nell’altro, introduce a dibattimento un tema, quello della dimensione della struttura psichiatrica".
