Garlasco in Tv, Nuzzi e i dubbi sulla revisione di Stasi: "Ho sentito parlare di Enzo Tortora ma...". Milo Infante in difesa della Procura
A Ore 11 venerdì 28 agosto 2026 dibattito sul caso Garlasco, raffronto tra la posizione di Alberto Stasi e il lavoro della Procura su Sempio, Nuzzi e Infante hanno idee diverse

Si chiude oggi, venerdì 28 agosto 2026, la prima settimana di programmazione di "Ore 11", con uno spazio dedicato al caso Garlasco. Siamo arrivati a una fase cruciale dell’indagine, a pochissime settimane dalla fine dell’inchiesta, che vede indagato Andrea Sempio per l’omicidio di Chiara Poggi, prevista per il prossimo 28 settembre.
Garlasco, Ore 11 puntata 28 agosto 2026: il destino di Sempio e la posizione di Alberto Stasi
Il conto alla rovescia è iniziato, tra un mese si chiuderanno le indagini sul delitto di Garlasco, che vedono accusato Andrea Sempio di omicidio pluriaggravato. La Procura di Pavia ha già predisposto quattro consulenze aggiuntive, a breve depositate, che puntano a consolidare il quadro accusatorio. Tra queste c’è una consulenza psichiatrica a firma dello psichiatra Roberto Catanesi, focalizzata su scritti e soliloqui dell’indagato. A questo si aggiungono i supplementi di consulenze richieste ai dattiloscopisti Iuliano e Caprioli, concentratisi sull’impronta di scarpa a pallini presente sulla scena del crimine per capire se possa rientrare nella misura portata dal 38enne, tema toccato anche dalla professoressa Cattaneo, questa volta focalizzata soprattutto sulla larghezza del suo piede. Un ulteriore lavoro sarebbe stato richiesto anche al genetista Carlo Previderè, che aveva evidenziato una corrispondenza tra il DNA presente sulle unghie di Chiara Poggi e la linea paterna di Sempio.
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Entra nel canale WhatsAppMilo Infante sollecita subito Gianluigi Nuzzi, chiedendo cosa ci si debba aspettare a breve secondo la sua opinione: "Sono contento, finalmente si farà chiarezza se avremo elementi certi su due binari, uno riguarda la situazione di Sempio che immagino sarà rinviato a giudizio. Lui sarà sottoposto al vaglio di un giudice con la nuova legge, che impone un orientamento, non un esito aperto del processo, ma una raccolta di elementi tali da portare probabilmente a una condanna, possiamo sintetizzare la cosa così. Dall’altra parte c’è anche il giudizio atteso di Francesca Nanni, Procuratore Generale di Milano, sulla richiesta di revisione per Alberto Stasi. Se lei non dovesse trasmettere gli atti di Napoleone a Brescia non vuol dire nulla, ma tanto in realtà, vuol dire che un magistrato di lunga esperienza come lei, che ha detto ad esempio dei no sulla strage di Erba, che quanto raccolto non meriterebbe altro".
Il conduttore però obietta: "Dire che un suo no significa una bocciatura dell’inchiesta di Pavia è un po’ forte, lei potrebbe dire di non vedere elementi di novità per fare il riesame a Stasi". Nuzzi prosegue il suo ragionamento: "Noi da mesi stiamo dicendo che Stasi sia super innocente, ho sentito tirare in ballo il povero Enzo Tortora, se la Nanni non dovesse ravvisare queste enormi, palesi, radicali prove nuove tali da liberare Stasi dovremmo fare una riflessione. Meno male, così avremo chiarezza. Se la richiesta di revisione arrivasse al Procuratore Generale di Brescia dalla Nanni ha un peso, se arriva dalla autorevolissima e super presente difesa di Stasi è un altro".
Infante lo blocca: "Perché dici super presente?", lui replica: "Non ho mai visto una difesa così dinamica in termini mediatici", ma su questo il padrone di casa di "Ore 11" non sembra d’accordo: "No, davvero? Tutti i casi mediatici, da Cogne no?", Nuzzi però resta della sua idea. Infante evidenzia un altro dettaglio: "E’ una doppia difesa, da una parte c’è una difesa tecnica, quella dell’avvocato Bocellari che lavora sulle carte e quindi non l’abbiamo praticamente mai vista, poche volte in televisione, dall’altra sicuramente un avvocato, Antonio De Rensis, che in questi mesi ha ribaltato una narrazione abbastanza a senso unico. Nulla sappiamo del lavoro di Bocellari e De Rensis sull’istanza di revisione, lì potrebbero presentare prove nuove". Nuzzi controbatte: "Credo che l’avvocato sia andata più volte a Pavia a portare elementi mediaticamente", Infante lo interrompe ancora: "Chi l’avvocato Bocellari?", questa la replica di Nuzzi: "La difesa di Stasi, non stiamo..", ma Infante vuole essere preciso: "No, l’avvocato De Rensis. Tu pensa che la famosa richiesta del 2022, autorizzata l’8 luglio, data in cui l’ingegner Reale chiama la cugina Cappa per dirgli di De Rensis, arriva da Venditti, che per tre volte era stata negata. Ma questa richiesta la fa solo De Rensis, da febbraio la Bocellari sosteneva di non voler sapere più niente da Pavia convinta che non avrebbe mai ottenuto niente. E’ De Rensis che autonomamente fa la sua strada".
Nuzzi chiarisce: "Non sto dicendo di non avere fiducia nel lavoro della difesa di Stasi, ma vediamo le cose concrete, solide e importanti". Infante fa una previsione: "Tra due – tre mesi vedremo il lavoro della dottoressa Nanni, se sono uno o due tanto di guadagnato, la difesa aspetterà la decisione. Il pm Napoleone non va dalla dottoressa Nanni con i faldoni avanzando un dubbio, lui sostiene di avere la convinzione che sia stato Andrea Sempio secondo quanto raccolto".
Infante chiede poi a Nuzzi di un elemento da lui citato nella puntata di "Zona Bianca" di ieri in cui ha parlato dei rapporti che in passato avrebbe avuto il figlio maggiore del professor Giarda che difendeva Stasi e Stefania Cappa, a fare chiarezza è l’inviata Arianna Giunti che ha sentito il legale: "Enrico Giarda ci ha detto di non aver mai avuto rapporti professionali con Stefania Cappa, lui ci ha raccontato di essere un componente della Commissione di Diritto Penale dell’Ordine degli Avvocati, mentre Stefania Cappa fa parte della Commissione Sportiva dell’Ordine degli Avvocati, sono due materie diverse, non avevano quindi argomenti in comune". Il padrone di casa di "Quarto Grado" sembra essere comunque di parere opposto, promette di parlarne questa sera nella prima puntata stagionale di "Quarto Grado". Nuzzi ci tiene comunque a fare un’ulteriore precisazione in merito alla denuncia subita dal collega: "Noi giornalisti dobbiamo fare fronte comune, se un giornalista dà una notizia non può essere sporcata dal reato di ricettazione. A me è accaduto anni fa, sono arrivato fino in Cassazione per poi avere ragione, ma vedere un giornalista che fa uno scoop additato a essere un ricettatore è qualcosa di irricevibile, non c’entra niente se la pensiamo diversamente su certe cose". Infante apprezza le parole: "Da un gentiluomo come te non mi aspetto niente di diverso. Noi abbiamo anche dei figli che hanno età simili, il mio ha 18 anni, i tuoi qualche anno più piccoli. Devo confessare che al ritorno a casa mio figlio si è avvicinato e mi ha detto: ‘Ma ti hanno denunciato per ricettazione?’, io l’ho guardato negli occhi e ho avuto paura che lui potesse credere che suo padre ricettasse orologi rubati, collanine? La ricettazione è un reato più grave della rapina, è ignobile accusare un giornalista di questo, vuol dire non avere alcun tipo di rispetto. Accusateci di non saper fare il nostro mestiere, l’avvocato Tizzoni a volte manda il Codice deontologico, i doveri dei giornalisti, va benissimo, ma certe accuse sono fuori luogo e completamente sbagliate. Noi giornalisti siamo tutti d’accordo, ho anche sollevato Mediaset dalle responsabilità".
La smentita dell’avvocato Giarda
L’avvocato Enrico Giarda ci ha tenuto però a smentire quanto dichiarato in diretta dal conduttore di "Quarto Grado". "Escludo categoricamente di aver avuto qualsiasi rapporto professionale e men che meno personale con l’avvocato Stefania Cappa – ha riferito a Luigi Grimaldi, come riportato dalla giornalista Albina Perri sul suo profilo social -. Neppure, come è stato affermato, sono mai stato il legale di Alberto Stasi. In nomina erano mio padre, il professor Giarda, e Giada Bocellari. Quando è mancato mio padre, è stato sostituito da mio fratello Fabio".