Garlasco in Tv, il paradosso di Stasi colpevole (per forza) e la frecciata su Cassese. Milo Infante gelido: “Non te la faccio passare, non è giusto"

A Ore 11 mercoledì 26 agosto 2026 spazio al caso Garlasco: sbrogliare la posizione di Stasi non è semplice,tanti i dubbi anche su Cassese, che aveva diretto le indagini

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Garlasco, Milo Infante e Alberto Stasi
Ipa, Mediaset Infinity

"Ore 11", il nuovo programma mattutino di Milo Infante targato Mediaset, torna a occuparsi del caso Garlasco, in una fase davvero importante nonostante il periodo estivo. Si avvicina infatti la chiusura delle indagini che vedono Andrea Sempio accusato di avere ucciso Chiara Poggi, prevista per il 28 settembre, ma a breve potremo sapere anche se la Procura Generale di Milano deciderà di chiedere la revisione per Alberto Stasi, condannato per lo stesso delitto.

Garlasco, Ore 11 puntata 26 agosto 2026: Stasi e Sempio, due destini incrociati

Milo Infante interroga subito l’inviata Arianna Giunti, chiedendole come mai oggi si trovi davanti al Tribunale di Milano e non alla Procura Generale, lei non esita a rispondere: "Ci siamo spostati perché c’è un passaggio di addetti ai lavori, quindi abbiamo dovuto stare in una zona più neutra". Il giornalista però non si accontenta della risposta, le chiede quindi se siano in arrivo dei faldoni particolari, in riferimento alla richiesta di revisione per Alberto Stasi che potrebbe presentare la Procura Generale: "Il lavoro sta andando avanti intensamente da giorni, la Procuratrice Nanni aveva detto che sarebbe stato intenso, ma non è finito. Probabilmente arriveranno altre consulenze a rafforzare le carte già consegnate dalla Procura di Pavia. Sul tavolo della Procura Generale ci sono già una sessantina di faldoni, deve essere studiato, sia la Nanni, sia l’avvocato di Stato Lucilla Tonto Donati hanno la fama di essere magistrati scrupolosissimi, quindi passeranno in rassegna tutto il materiale loro dato".

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Il giornalista Luca Fazzo prova a spiegare cosa possa accadere: "Tutto è nelle mani della dottoressa Nanni, finché Alberto Stasi risulta condannato in maniera definitiva per questo delitto vedo complicato portare a processo Sempio. Secondo me la Procura di Pavia si sta ponendo il problema". Infante cerca di interpretare il suo pensiero: "Quindi possiamo aspettarci che tra settembre e ottobre la Procura di Pavia dica: ‘Abbiamo raccolto prove, per noi sono importanti, per non dire granitiche, per noi Sempio è l’assassino di Chiara Poggi, c’è un innocente in carcere ora ai servizi sociali, ma…". Fazzo continua: "La Procura di Pavia ha ben presente che in questa vicenda c’è un colosso che ingombra la stanza, la condanna definitiva di Stasi, serve un nuovo avviso di chiusura indagine, poi tutto si congela tutto in attesa di capire la sorte di Stasi".

Il conduttore è però ancora perplesso: "Stiamo parlando di un’istanza di revisione che per essere accolta, discussa e per avere un esito può richiedere anche due anni. Ci troveremmo in un Paese in cui la Procura, che rappresenta la giustizia, sostiene l’innocenza di Stasi e la colpevolezza di Sempio, ma non lo processiamo perchè c’è già un condannato in via definitiva?". Fazzo non cambia idea: "Seguiamo questo ragionamento, la Procura di Pavia va avanti per la sua strada, magari ottiene il rinvio a giudizio di Sempio. Si aprono in contemporanea due situazioni, una davanti alla Corte di Assise di Pavia, il processo a carico di Sempio, e il processo di revisione per Stasi, che possono portare a decisioni contrastanti. Cosa costa aspettare 6-7 mesi?".

Infante avanza un’ipotesi: "La difesa di Stasi sta lavorando indipendentemente alla revisione, credo abbiano un elemento nuovo. Se la dottoressa Nanni dovesse ritenere non ammissibile l’istanza scommetto che il giorno stesso i difensori depositeranno a Brescia la richiesta. Non sarà una richiesta di revisione di 20 pagine nella quale si afferma: "Abbiamo trovato la pistola fumante e non ci sono i reperti di Stasi". Anche in questo caso si tratterà di un’istanza estremamente corposa, che dovrà essere esaminata e valutata con attenzione. Non è una questione da liquidare con un "faldoncino".

La figura di Cassese e i tanti "Non ricordo"

Spazio anche alla figura del Colonnello Cassese, che si era occupato delle indagini all’epoca del delitto, arrivando a trascurare praticamente quasi del tutto la figura di Andrea Sempio. Ascoltato all’epoca dal pm che si sta occupando oggi del caso Garlasco lui ha collezionato una serie di "Non ricordo", mossa che lo ha portato a sua volta a essere indagato. Lui, in modo particolare, non sembra avere alcuna memoria dell’ambulanza arrivata per soccorrere l’attuale indagato, cosa che non può che spingere Infante a fare un’osservazione: "Si potrebbe anche sorridere, ma sarebbe fuori luogo. Quando un’ambulanza arriva dai Carabinieri o dalla Polizia si crea un momento di particolare attenzione, è premura di preservare la sicurezza di chi sta male, oltre ad accertarsi che non ci sia un nesso tra il malore e l’ambulanza, sono i Carabinieri i primi ad accudire e a verbalizzare il tutto. Si può credere che Cassese non sia stato minimamente toccato dal malore di Sempio?".

A rispondere è Umberto Brindani: "Mi viene da sorridere comunque. L’ironia del procuratore Civardi, che gli chiede se soffra di una malattia che gli procura un deficit di memoria è straordinaria. L’interrogatorio dura teoricamente quattro ore, sarebbe successo di tutto, comprese diverse entrate e uscite di Sempio per andare a recuperare lo scontrino, e tutto questo non compare nel verbale. Io ritengo questo poco credibile, ma lo pensa anche il Procuratore, che ha poi scelto di indagare Cassese. Aggiungo che Cassese ha una memoria selettiva, alcune cosel le ricorda benissimo, altre misteriosamente spariscono dalla sua memoria".

Infante fa un’ulteriore osservazione: "Indagare non viene fatto per dispetto, vuol dire che non finisce qui". Luca Fazzo approfondisce il ragionamento: "Nulla accade per caso, né viene lasciato al caso, se Civardi sceglie di fare quella mossa è perché sa bene che della pista obbligata che puntava a Stasi come unico colpevole predeterminato Cassese era dall’inizio il principale responsabile. Era soprattutto lui a considerare nei primi mesi il delitto già risolto, questo spiega anche perchè dopo 19 anni sia ancora Colonnello, molti dei suoi colleghi sono Generali". Infante chiosa: "Questa battuta però non te la faccio passare, non mi sembra giusto nei suoi confronti".

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