Garlasco in Tv, Milo Infante e i dubbi su Sempio mai chiariti: "Interrogatorio più corto della storia". Perché Stasi oggi non sarebbe condannato

Al via Ore 11, il nuovo programma mattutino di Milo Infante targato Mediaset, con uno spazio ad hoc su Garlasco, focus su Sempio, in attesa di capire cosa accadrà a Stasi

Ilaria Macchi

Ilaria Macchi

Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, amo il giornalismo, il calcio, la TV e la moda, dove cerco sempre le ultime tendenze.

Oggi, lunedì 24 agosto 2026, è il giorno del debutto di "Ore 11", il nuovo format del mattino di Retequattro che vede il debutto di Milo Infante sulle reti Mediaset, non poteva quindi mancare uno spazio dedicato al caso Garlasco, di cui si è occupato a lungo e in modo costante anche in Rai. Il conduttore sottolinea subito come sia naturale parlare sia di Alberto Stasi, sia di Andrea Sempio, il primo condannato per l’omicidio di Chiara Poggi che era la sua fidanzata, e l’altro attualmente indagato dalla Procura di Pavia per lo stesso reato.

Garlasco, Ore 11 puntata 24 agosto 2026: cosa è successo

La Procura di Pavia ha fissato il conto alla rovescia per la fine delle indagini preliminari prevista per il 28 settembre, appare ormai probabile il rinvio a giudizio per Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi. Il destino del 38enne appare quasi segnato, dopo avere già perso la casa che aveva preso in affitto a fine agosto potrebbe perdere anche il lavoro nel negozio di telefonia in cui prestava servizio da tempo a causa di un cambio di gestione dell’esercizio commerciale.

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Milo Infante riassume subito qual è lo scenario che dobbiamo attenderci: "La Procura Generale di Milano dovrà decidere se procedere autonomamente alla revisione per Alberto Stasi o se lasciare la palla alla difesa, che autonomamente sta procedendo alla realizzazione dell’istanza". Il giornalista promette di parlare del caso Garlasco anche nel pomeriggio, in occasione del debutto su Canale 5 nel debutto di "Verità Nascoste – Il Diario", dove punta a concentrarsi sul "mega esposto della famiglia Cappa, che ha tormentato i sogni di qualcuno, raccontandovi cosa c’è dietro il termine di regia mediatica".

L’inviata Arianna Giunti si trova in Procura a Milano, con l’obiettivo di chiarire cosa ci si debba attendere dalla Procura Generale: "Il destino di Alberto Stasi passa anche da qui, la Procuratrice Generale Francesca Nanni dovrà decidere nei prossimi giorni o addirittura nelle prossime ore se procedere con un’istanza di revisione nei suoi confronti dopo la condanna in via definitiva per l’omicidio di Chiara. La Nanni è di fronte a un bivio, in questi mesi con l’avvocato Lucilla Tonto Donati si è dedicata allo studio intenso delle carte della nuova indagine messe a disposizione dalla Procura di Pavia, se dovesse avere trovato nuovi elementi non tanto a carico di Sempio quanto a discolpa di Stasi potrebbe essersi convinta a predisporre la richiesta di revisione alla Corte di Appello di Brescia. Se invece decidesse di non farlo, dovrebbe comunque motivare la sua decisione".

La difesa di Stasi sta comunque lavorando a prescindere per la richiesta di revisione, al di là della mossa che potrà fare la Procura Generale. Il giornalista Piero Colaprico continua a essere però scettico sulla possibilità che Stasi possa ottenere l’annullamento della sua condanna sulla base di quanto sta emergendo nella nuova inchiesta: "Ho letto le carte depositate dalla Procura di Pavia, ma non mi convincono, non ho trovato nessun elemento nuovo, per fare un’istanza di revisione serve, ma deve essere incontrovertibile. Il ragionamento della revisione è molto diverso da quello della condanna, la condanna si fa oltre ogni ragionevole dubbio, la revisione si fa attraverso il fatto nuovo". Su queste parole Infante non riesce a trattenersi: "Sentir parlare di oltre ogni ragionevole dubbio oggi fa venire un brivido dietro la schiena, almeno un dubbio piccolo deve venire oggi".

Importante è la precisazione dell’avvocato Saverio Macrì, che fa un rilievo tecnico: "Oggi con la nuova riforma Cartabia non sarebbe possibile con la doppia conforme, quindi con la doppia assoluzione, procedere con il ricorso in Cassazione. Ci sono motivi e condizioni molto più stringenti oggi per procedere in Cassazione, se questo fosse successo oggi Stasi non sarebbe nemmeno stato condannato".

L’inviata Vera Gandini si trova invece davanti alla Procura di Pavia, dove si decide il futuro di Andrea Sempio: "C’è grande attesa, il lavoro non si è mai fermato neanche durante queste settimane estive, è troppo importante arrivare preparati alla data fatidica del 29 settembre, giorno in cui con molta probabilità potrà essere il rinvio a giudizio per Sempio. Le consulenze aggiuntive predisposte dalla Procura di Pavia per confermare il quadro accusatorio dovrebbero essere depositate a breve, una di quelle più importanti, quella dattiloscopica, è già arrivata, andrà a dare ulteriori dettagli per capire se l’impronta in casa supera il numero 42, si deve attribuire con precisione a chi appartenga. Delicata è anche la consulenza psichiatrica, che andrà ad analizzare i soliloqui di Sempio e i suoi scritti, si aggiungono quelle sul DNA e quella sul piede condotta dalla dottoressa Cattaneo".

Infante non può non ricordare quanto accaduto nel 2007, sottolineando come gli inquirenti fossero convinti quasi da subito della colpevolezza di Stasi, anche se i Carabinieri il giorno dopo avevano iniziato ad avanzare dubbi su Sempio osservando i tabulati telefonici, da cui emergevano le sue tre telefonate fatte nei giorni precedenti al delitto a casa Poggi. Questo li aveva spinti a chiamarlo a SIT, ci sono decine di pagine degli interrogatori agli amici di Stasi in cui viene chiesto di tutto, anche come fosse lui da bambino, mentre all’indagato viene chiesto il motivo delle chiamate, giustificato da lui come un semplice errore. "Non gli chiedono neanche: ‘Cosa hai fatto ieri?’, la SIT più breve della storia d’Italia. Lui parla di semplice errore, loro concludono: ‘Ma certo, chi di noi non lo avrebbe fatto", chiosa il giornalista.

Il conduttore ricorda come all’epoca del delitto ci si fosse invece concentrati subito su Stasi senza avere grandi dubbi: "L’accelerazione delle indagini è stata impressionante, il 13 agosto 2007, giorno in cui Stasi scopre il corpo di Chiara, resta sotto interrogatorio dalle 4 del pomeriggio fino alle 7.15 della mattina dopo perché lo portano a casa alle 7.30 dove si presentano a fare una perquisizione sulla base di una forzatura. E lo racconta l’allora Capitano Cassese, spiegando di avere fatto una forzatura sulla pm per poter entrare in casa sua. Non cercavano le prove di un omicidio, cercavano le prove della presenza di Chiara a casa, lettere, vestiti, negli zaini, e intanto guardavano, chiedendo di avere tutte le scarpe, che non sono state sequestrate, ma conservate. Tecnicamente è diverso".

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