Garlasco, Nuzzi preoccupa l'avvocato Gallo: "Segreti con Lovati". E Garofano lo fulmina: "Deve essere educato"

A Quarto Grado Nuzzi deve placare il Generale Garofano e l'avvocato Fabrizio Gallo, legale di Lovati, per uno scontro acceso in studio: cosa è successo

Rosanna Ilaria Donato

Rosanna Ilaria Donato

Web Content Editor

Laureata in Linguaggi dei Media, mi dedico al mondo dell’intrattenimento da 10 anni. Ho lavorato come web content editor freelance per diverse testate.

Nella nuova puntata di Quarto Grado, condotta da Gianluigi Nuzzi venerdì 21 novembre 2025, in prima serata su Rete 4, non manca un confronto acceso tra l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, il Colonnello Gennaro Cassese e il Generale Luciano Garofano. Lo scontro si fa così infuocato che il conduttore è costretto a intervenire un paio di volte, riuscendo a farsi dire qualcosa in più da Fabrizio Gallo sullo scontrino di Andrea Sempio e cosa c’entra l’avvocato Massimo Lovati con la sua "attività incendiaria" nelle trasmissioni. Ecco cosa è successo nella puntata del 21 novembre 2025 di Quarto Grado e le altre novità su Garlasco.

Garlasco, a Quarto Grado la foto di Chiara Poggi mostra ad Alberto Stasi da Marchetto: parla Cassese

A Quarto Grado non manca il Colonnello Gennaro Cassese, che entra in studio in un secondo momento per parlare della fotografia di Chiara Poggi che l’ex comandante di Garlasco, Francesco Marchetto, aveva mostrato ad Alberto Stasi tra il primo interrogatorio e il secondo, quello delle 23:45 del 7 agosto 2007, usando anche parole poco gentili nei riguardi del testimone mentre lo incalza sul viso bianco dell’ex fidanzata. Gennaro Cassese commenta: "Se quella foto ha condizionato Stasi? Diciamo che dopo averla vista, descrive in maniera molto più dettagliata la posizione statica della ragazza rispetto a quella dichiarata ai nostri colleghi nel verbale delle 16:00".

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Gianluigi Nuzzi chiede a Cassese: "Perché Marchetto, che lo sente prima, non verbalizza?", e l’ospite risponde: "Questo lo dovrebbe chiedere al signor Marchetto. Che idea mi sono fatto? Le idee non valgono nulla, se mi consente di dirlo. L’unico dettaglio che mi preme sottolineare è che questo particolare è stato accertato nel 2013. Per quanto riguarda la foto e la locuzione offensiva verso il ragazzo, vengono fuori nel 2016, durante il dibattimento per la falsa testimonianza sulla bicicletta per cui Marchetto poi è stato condannato. Ma tutto è uscito nel 2013, quando ho sentito i due carabinieri della stazione che mi hanno raccontato questo episodio, altrimenti noi ne eravamo completamente all’oscuro. Vorrei sottolineare inoltre che, durante le SIT di Alberto Stasi, alle 23:45, c’era anche Marchetto e non ha mai detto in quella circostanza di aver mostrato la foto a Stasi, né di avergli contestato il volto di Chiara".

A intervenire per chiarire alcuni aspetti è l’avvocato Gianluigi Tizzoni, legale della famiglia Poggi, presente solo via collegamento telefonico: "Il maresciallo Marchetto nel 2013, quando lo denunciai per conto della famiglia Poggi, aveva abbondantemente abbandonato la sua inchiesta che, ovviamente, si concluse nel 2007. Il fante Marchetto, che non è più un maresciallo perché è stato degradato ed esautorato dall’arma per molti reati, come favoreggiamento e sfruttamento alla prostituzione, nel 2007 non acquisì la bicicletta di Stasi, non gli fece domande ficcanti come abbiamo sentito questa sera. E’ stato detto addirittura che gli avrebbe esibito una fotografia per aiutarlo nell’interrogatorio. Ci fu un incontro nel 2011 con Marchetto, durante cui gli rimproverai la mancata acquisizione della bicicletta nera. Pur avendo avuto notizia di una testimone che riferì di aver visto una bicicletta nera, non la sequestrò, nonostante l’invito del padre di Stasi a farlo. Neanche Sherlock Holmes avrebbe fatto una trovata di tale genialità!"

Poi Gianluigi Nuzzi domanda a Gennaro Cassese cosa lo colpì di più quando entrò nella casa dei Poggi il giorno dell’omicidio di Chiara: "La quantità di sangue, anche perché le foto a volte non danno il senso della grandezza, ma ancora di più il fatto che si percepiva subito l’estrema violenza, l’accanimento di chi ha ammazzato questa povera ragazza sul corpo, perché il sangue era ovunque: sulle pareti, sul divano, a terra, sulle scale, sulla porta".

Le anomalie dell’allarme di casa Poggi

Dopodiché, si passa a parlare dell’allarme di casa Poggi. Nella notte tra il 6 e il 7 agosto, infatti, è stato attivato e disattivato più volte senza apparente motivo. Che i due stessero litigando? Questa è una delle ipotesi. Non è dato saperlo, ma sicuramente qualcosa non torna, perché Alberto Stasi torna a casa sua intorno alle 01:00 di notte e l’allarme viene disattivato intorno alle 01:52 un’ultima volta per pochi secondi. Chiara stava aspettando qualcuno o Alberto è tornato da lei in piena notte? Non è possibile chiarire questo aspetto, perché, secondo quanto emerso, l’allarme di Stasi, essendo un modello vecchio, non avrebbe trasmesso i dati di attivazione e disattivazione di quella notte. Stando alle parole di quest’ultimo dell’epoca, avrebbe acceso l’allarme appena tornato a casa, dopo 01:00, quando un vicino l’ha sentito arrivare, e spento intorno a mezzogiorno e mezzo della mattina successiva.

Da alcuni messaggi si evince che i due dovevano passare le notti insieme nella villetta di via Pascoli mentre la famiglia di Chiara era in montagna. Alla fine, però, quella sera pare che avessero deciso di dormire ognuno a casa propria. E’ andata davvero così? E’ questa la domanda che si pongono in studio e che, ovviamente, non trova risposta. Ricordiamo però che la madre di Chiara Poggi ha sempre detto che la figlia disattivava l’allarme per fare uscire i gatti.

Garlasco, l’avvocato Fabrizio Gallo accende lo scontro e Nuzzi è costretto a intervenire: cosa è successo a Quarto Grado

Subito dopo si parla del famoso scontrino di Andrea Sempio. Qui assistiamo a una discussione accesa tra l’avvocato Fabrizio Gallo, legale di Massimo Lovati, e altri ospiti in studio, come il Generale Luciano Garofano e il Colonnello Gennaro Cassese. L’avvocato Gallo, infatti, dice: "Sempio non era indagato, lo scontrino non glielo aveva chiesto nessuno e nemmeno l’aveva portato con sé quel giorno, e infatti stoppano il verbale, a mio avviso, in maniera illegittima. Glielo fanno andare a prendere, ritorna, lo presenta agli inquirenti e non ne danno atto nel verbale, come al solito in questa inchiesta". Cassese precisa: "Se poi mi spiega perché l’atto è illegittimo, visto che lei è un avvocato. Non è stato dato atto dello scontrino perché il livello probatorio di quel foglio è pari a zero, minimale. E comunque il verbale è in forma riassuntiva, non integrale". Allora Gallo chiede: "Ma questo scontrino più essere un boomerang oppure no? Per lei è un alibi questo? Perché lo avete preso?", e Cassese risponde: "Sempio in quel momento era una persona informata sui fatti!" Ma l’avvocato insiste: "Adesso però è sottoposto a indagini. Vale come alibi o no? Lo ha portato perché voleva essere collocato in quel posto per cercare di togliere ogni dubbio sulla sua persona! Se si dimostra poi che questo scontrino gliel’ha dato qualcun altro, io non so come si metterà. C’è stata un’archiviazione che però adesso è posta al vaglio di altri magistrati".

Il Generale Garofano cerca di intervenire citando il ‘valore zero’ dello scontrino di cui parlava Cassese, ma l’avvocato Gallo continua a interromperlo, facendo perdere la pazienza al genetista: "Ma lei parla sempre! Deve essere educato. Magari le viene difficile, ma cerchi di esserlo". Pronto l’intervento di Gallo: "Io sono educatissimo, soprattutto con i PM e le forze dell’ordine!". Garofano alza ancora di più la voce: "Lei si sovrappone agli altri. Ma ancora continua? Guardi che lei è recidivo!". Ed è qui che Gianluigi Nuzzi interviene per calmare gli animi: "No, recidivo no! Sta solo parlando e mantenendo la sua posizione", ma Garofano spiega il reale problema: "Sì, ma Gallo parla sopra", e il conduttore evidenzia: "Ma qui succede, siamo in 10, può accadere". Alla fine, il Generale chiude la discussione dicendo che l’avvocato è "particolarmente votato a questo".

Poi il dibattito prosegue: "No, lei sta dicendo un’inesattezza grave", urla Fabrizio Gallo. E Garofano risponde: "No, perché questo scontrino fu valutato allora e la posizione di Sempio è stata archiviata". Ma l’avvocato ribatte: "E’ stata valutata bene secondo lei? Siamo in tutto questo casino perché è stata valutata bene?". In un secondo momento, il conduttore è costretto a intervenire nuovamente per arginare la situazione: "Adesso non voglio dare ragione al Generale, però ho la sensazione che lei abbia un’attività un po’ incendiaria e glielo dico con rispetto. Lei sa esattamente che su quello scontrino, a distanza di un tot di tempo (un anno circa, ndr), i carabinieri, nelle migliori delle ipotesi, non potevano fare nessun controllo, perché le telecamere vengono sovrascritte, perché le distanze sono quelle che sono con tutti i percorsi fatti, perché le celle telefoniche le avevano già fatte, perché non c’è una memoria della macchinetta che eroga gli scontrini. Quindi io voglio capire questo, ma deve essere sincero: usa questo modo di esprimersi perché custodisce dei segreti, delle confidenze…? Però non faccia quella faccia. Io sono convinto che sia così, altrimenti non trovo ragione".

Fabrizio Gallo spiega: "Ci siamo confrontati col mio assistito eh". Nuzzi vuole vederci chiaro e per questo domanda: "Lovati si trova in un altro programma stasera, però è attento a quello che succede. Vi siete confrontati e le ha detto delle cose su questo scontrino? Perché se Lovati dice determinate cose a forza 100, lei le dice a forza 1000. Allora immagino che le abbia detto qualcosa in più" Gallo risponde: "C’è il segreto professionale tra cliente e avvocato, non si può divulgare". Il conduttore commenta: "Se mi dice questo, io la rispetto. Se mi dice che viene da me e può dirmi le cose fino ad un certo punto, perché è legato dal segreto professionale con Lovati, io la rispetto. Però è questo il motivo?" L’avvocato Gallo, titubante, conferma: "Sì, è questo che mi porta a dire certe cose sullo scontrino, non è una mia fantasia".


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