Caso Garlasco, colpo di scena: la nuova pista sul possibile movente di Andrea Sempio

Un’indagine che, dopo anni di apparente immobilità, sembra aver imboccato una direzione precisa, con nuovi elementi che potrebbero cambiare radicalmente la lettura del delitto Poggi.

Riccardo Greco

Riccardo Greco

Web Editor

Si avvicina all'editoria studiando all'IED come Fashion Editor. Si specializza poi in Comunicazione digitale, Giornalismo e Nuovi media presso La Sapienza, collaborando con alcune testate ed uffici stampa.

Dopo i recenti sviluppi che hanno rimesso in movimento un quadro investigativo considerato per lungo tempo immobile a Garlasco, ieri sera su Quarto Grado si è tornati a parlare esplicitamente del possibile movente che avrebbe mosso Sempio secondo le teorie dell’accusa. Ebbene, a distanza di pochissime ore, stamattina sono emersi un insieme di elementi che, osservati nel loro complesso, consentirebbero di comprendere non solo come si sarebbero svolti i fatti, ma anche quale potrebbe essere stato il movente attribuito ad Andrea Sempio nella ricostruzione dell’accusa. Una prospettiva che sta conducendo verso la chiusura del fascicolo all’inizio del 2026 e alla probabile richiesta di rinvio a giudizio.

Garlasco: il contesto delle nuove analisi genetiche

A riaccendere il caso è stata soprattutto la nuova consulenza genetica, che ha individuato sotto le unghie di Chiara Poggi una DNA riconducibile al cromosoma Y della linea paterna della famiglia Sempio. Gli investigatori sottolineano come quel profilo, sebbene non identifichi direttamente una singola persona, restringa il campo a un gruppo familiare molto limitato, nel quale l’unico uomo ad aver avuto accesso alla villetta sarebbe proprio Sempio. È questo dato a essere ritenuto particolarmente rilevante, poiché considerato difficilmente compatibile con un semplice trasferimento indiretto.

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Le obiezioni e il cambio di scenario

Per anni si era sostenuto che il materiale prelevato nel 2007 non fosse adatto a una comparazione affidabile. Veniva definito fragile, non replicato secondo gli standard dell’epoca e dunque non utilizzabile in un contesto processuale. Le nuove tecnologie però hanno mutato profondamente il modo in cui questi campioni vengono analizzati. Oggi gli strumenti informatici operano su database vastissimi e permettono confronti che in passato non erano tecnicamente possibili, ribaltando così la percezione di quei dati. Questo ha portato gli inquirenti a considerare l’esito dell’incidente probatorio come un punto di svolta, capace di restituire consistenza a un elemento scientifico rimasto per anni sospeso. La questione più delicata continua però a essere quella relativa al modo in cui quel Dna sarebbe finito sotto le unghie della vittima. La difesa ribadisce che Sempio frequentava abitualmente l’abitazione dei Poggi e che il trasferimento genetico potrebbe essere avvenuto tramite uno degli oggetti di uso comune toccati in momenti diversi. Gli investigatori contestano questa ricostruzione sostenendo che, se l’origine fosse davvero indiretta, ci si aspetterebbe di trovare anche altre tracce appartenenti a persone che avevano un contatto molto più stretto con Chiara, cosa che invece non emerge.

La possibile definizione del movente di Andrea Sempio

Secondo fonti vicine all’indagine, gli inquirenti ritengono di aver definito in modo preciso anche il movente, un tassello che verrebbe però reso pubblico soltanto in primavera. Si tratterebbe di un elemento che, integrato agli altri indizi già raccolti, formerebbe una base d’accusa organica e coerente. È questo insieme che gli inquirenti ritengono sufficiente per procedere verso la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Sempio all’inizio del nuovo anno. Oltre alla posizione di Sempio, l’evoluzione dell’indagine potrebbe avere conseguenze anche sulla figura di Alberto Stasi. Qualora il nuovo quadro venisse confermato nelle sedi giudiziarie, la Procura pavese potrebbe inoltrare gli atti alla procura generale di Milano per valutare un’eventuale revisione della sua condanna. Un passaggio che, se accolto, riscriverebbe profondamente la storia giudiziaria del caso, con implicazioni che andrebbero ben oltre il singolo procedimento. Alla luce di questo, i prossimi mesi saranno decisivi per comprendere quale verità emergerà davvero da uno dei casi più discussi della cronaca italiana recente.


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