Garlasco, nuove contraddizioni sulle indagini e il mistero del ‘doppio’ verbale. Social furiosi: “Depistaggio”
Gli ennesimi errori evidenziati nel corso della puntata di ieri di Zona Bianca sulle ‘annotazioni di polizia giudiziaria’ hanno sollevato il popolo del web

Il delitto di Garlasco è ancora un punto interrogativo sempre più grande e il web non ci sta. Mentre la Procura di Pavia sta proseguendo con le indagini, infatti, continuano a emergere nuovi punti oscuri e contraddizioni che non sembrano essere destinate a finire. Ieri mercoledì 20 agosto a Zona Bianca, condotto su Rete 4 da Giuseppe Brindisi, si è parlato proprio dell’ennesimo errore nelle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi e del mistero del ‘doppio’ verbale. Scopriamo cos’è successo e tutti i dettagli.
Delitto di Garlasco, l’errore 57 e il ‘doppio’ verbale
La puntata di ieri di Zona Bianca è stata a dir poco pirotecnica per quanto riguarda il dibattito intorno al delitto di Garlasco. Con tantissimi ospiti in studio e in collegamento (dall’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis, a Umberto Brindani), Giuseppe Brindisi è tornato a parlare dell’omicidio di Chiara Poggi avvenuto il 13 agosto del 2007 e soprattutto delle indagini condotte all’epoca. Archiviati (forse) i problemi della contaminazione e Ignoto 3, a fare discutere è l’ennesima contraddizione rintracciata: nei due verbali (o "annotazioni di polizia giudiziaria") compilati la mattina del delitto dai caraibinieri di Vigevano e il Ris di Parma sarebbero emerse infatti differenze rilevanti. "Qui la cosa grave è che ci sono due verbali che dicono cose diverse: stessa ora, stesso giorno, in uno firma prima uno e nell’altro firma prima l’altro. Questa è un’anomalia che in un’indagine normale non può accadere" ha denunciato De Rensis, sostenuto da Brindani: "Il 57esimo errore di questa indagine".
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Entra nel canale WhatsAppLa reazione (furiosa) dei social: "Basta errori"
In un’estate segnata indelebilmente dalla riapertura del caso Garlasco e dalle infinite discussioni scaturite tra nuove ipotesi, piste oscure e punti interrogativi giganteschi, l’ennesima contraddizione rintracciata nelle indagini condotte al tempo dell’omicidio di Chiara Poggi ha sollevato il popolo dei social, forse stufo di dovere accettare un altro errore. "Ma questi vogliamo chiamarli con il proprio nome? Depistaggio sin da subito. Bravo Giuseppe Brindisi", "Queste sono omissioni in atti giudiziari", "Ennesimo verbale alterato che non riporta la realtà" si legge su X, e ancora: "Nel caso Chiara Poggi non si può parlare di errori: si è trattato di manomissioni, prove cancellate, reperti contaminati o spariti, altri addirittura bruciati", "Tutto sparito nel secondo verbale", "Reato gravissimo: non si può cambiare omettendo un dato di fatto", "Un errore giudiziario che purtroppo non sarà facile riparare". In tanti si auspicano che l’intervento del nuovo consulente tecnico Cristina Cattaneo (che rivaluterà tutti i reperti dell’indagini) possa rivelarsi utile a fare chiarezza, come sostenuto anche da Umberto Brindani: "L’intervento della dottoressa Cattaneo sarà fondamentale".
