Garlasco in Tv, 16 minuti possono riscrivere il movente. La mossa a sorpresa dei legali di Sempio

Le indagini sul delitto di Garlasco proseguono, la difesa dei Poggi sembra avere individuato il movente, questo può cambiare le mosse anche dei legali di Sempio

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Redazione

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Alberto Stasi e Andrea Sempio
Mediaset Infinity, Mediaset Infinity

La nuova indagine sul delitto di Garlasco, in cui è stata uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007, potrebbero essere vicine a una svolta decisiva, nonostante in carcere ci sia da dieci anni Alberto Stasi, che era il fidanzato della giovane, oltre a essere colui che l’ha trovata senza vita. Pur essendoci una sentenza passata in giudicato, lui si è sempre professato innocente, oggi si augura quindi che il lavoro degli inquirenti possa permettergli di dimostrarlo, così da dare giustizia a questa sfortunata ragazza.

La difesa che assiste la famiglia, però, sembra essere di diverso avviso, per questo sta facendo il possibile per dimostrare che la condanna inflitta sia corretta.

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Garlasco: il movente per i Poggi ora appare più chiaro

La condanna inflitta ad Alberto Stasi non aveva portato a individuare un movente certo all’origine dell’omicidio, ma la famiglia di Chiara Poggi, supportata dai suoi legali e consulenti, sta facendo il possibile per individuarlo così da dimostrare che la decisione presa nel 2015 dai giudici fosse corretta. Nei giorni scorsi, infatti, i periti Porta e Occhetti, che avevano lavorato tempo fa per la Procura, hanno sostenuto che la vittima non avrebbe mai preso visione la sera prima del delitto delle immagini porno che il fidanzato aveva sul PC, non si può quindi pensare che questo possa essere all’origine di una discussione pesante la sera prima, scaturita poi nel delitto la mattina del 13 agosto. Anzi, da alcune chat i due parlavano apertamente di questo tema, in alcune occasioni lui aveva chiesto a lei il permesso per scaricare alcuni filmati.

I genitori della vittima sono però di parere direttamente opposto e lo stanno dimostrando con alcuni nuovi consulenti informatici che stanno supportando Paolo Reale, cugino della 26enne scomparsa, che aveva lavorato all’epoca su questo. Secondo quanto da loro rivelato, tutto sarebbe avvenuto nei 16 minuti circa in cui lei sarebbe rimasta da sola in casa, quando Alberto si era allontanato per tornare nella sua abitazione per mettere a riparo il cane, spaventato dal temporale in arrivo.

Nella schermata mostrata per supportare le loro rilevazioni, si noterebbe l’apertura da parte della ragazza dell’ormai nota cartella "Militare", dove erano custodite le immagini scaricate dal ragazzo, cosa avvenuta dopo che i due si erano separati momentaneamente. Qui c’era anche un’immagine di una ragazza di schiena che indossava un tanga ridottissimo, cosa che lei non avrebbe gradito secondo quanto indicato dai genitori. In realtà, la visione sarebbe durata solo pochissimi secondi, Chiara si sarebbe poi concentrata su altro, segno evidenza di come il fastidio tanto decantato non sarebbe stato così forte.

Questo aspetto non viene però trascurato nemmeno dalla difesa di Andrea Sempio, attuale indagato per concorso in omicidio, che potrebbe essere presto rinviato a giudizio. A fare sapere quelle che potrebbero essere le prossime mosse ci ha pensato Liborio Cataliotti, legale del 37enne amico di Marco Poggi: "Saremo noi a chiedere l’incidente probatorio – sottolinea Cataliotti ai microfoni di ‘Quarto Grado’ -, non fosse altro per il fatto che a norma di codice siamo gli unici titolati a farlo. Noi non avevamo la copia forense del pc di Alberto Stasi, né di quello di Chiara Poggi, perché non eravamo parte, non casualmente, dei processi precedenti".

L’avvocato ci tiene poi a smentire un’altra voce circolata nell’ultimo periodo in merito al suo assistito, in merito alla sua visione dei video intimi che riguardavano Chiara e Alberto, che erano presenti sul computer della ragazza. Lui usava spesso quel dispositivo insieme a Marco Poggi, ma per altri scopi: "Assolutamente non ha mai visto quei video – assicura il legale – In questo caso parliamo di due possibili moventi che avrebbero caratterizzato l’ipotesi dell’omicidio di Andrea Sempio o l’ipotesi dell’omicidio di Alberto Stasi. L’ipotesi secondo cui il mio assistito Sempio, assistito mio e dell’avvocato Taccia, avrebbe visto immagini pornografiche o comunque intime della povera ragazza, della povera Chiara e dell’allora fidanzato, è una illazione".


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