Garlasco in Tv, la difesa Stasi pronta con nuove consulenze. "Sempio punta sulla contaminazione, gli effetti dei suoi no"
A Morning News mercoledì 9 settembre 2026 spazio al caso Garlasco, con un aggiornamento sulla posizione di Sempio, accusato del delitto, e sul lavoro della difesa del condannato

"Morning News" si avvia alle sue battute finali prima di cedere il posto a "Mattino Cinque", ma continua a essere in linea sui fatti di cronaca più importanti, per questo mercoledì 9 settembre 2026 ha voluto dedicare uno spazio al caso Garlasco. Per la Procura di Pavia, impegnata nelle indagini, l’autore dell’omicidio di Chiara Poggi è uno solo, Andrea Sempio, che il prossimo 28 settembre conoscerà il suo destino.
Garlasco, Morning News puntata 9 settembre 2026: cosa è successo
Sono ormai trascorsi 19 anni dall’omicidio di Chiara Poggi, ma la Procura di Pavia è convinta che l’autore non sia quello sancito dalle sentenze, ovvero Alberto Stasi, bensì Andrea Sempio, amico del fratello della vittima. Entro il 28 settembre si dovrà prendere la prima importante decisione, richiedere per lui il rinvio a giudizio o archiviare la sua posizione. Gli inquirenti a sostegno del loro quadro accusatorio si sono concentrati su diversi elementi, dal DNA sulle unghie attribuito dal perito Denise Albani alla linea paterna dell’indagato, alle tre chiamate a casa Poggi che l’allora 19enne aveva fatto nei giorni precedenti la tragedia. Non si devono dimenticare la traccia 33, ovvero un’impronta palmare presente sul muro dove si trovava il corpo della ragazza, oggi attribuita a lui sulla base di 15 minuzie, e lo scontrino del parcheggio di Vigevano, emesso alle 10.18 di quella mattina e conservato dal diretto interessato per un anno prima di mostrarlo agli inquirenti, anche se non ci sono certezze che sia stato lui a farlo. La Procura ipotizza un movente legato a un approccio sessuale rifiutato, teoria che sarebbe confermata da alcuni suoi soliloqui, dove fa riferimento ai video intimi di Chiara e Alberto Stasi.
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La Procura ha però predisposto altre consulenze, in arrivo a breve, relative a l’impronta e alla compatibilità con il piede di Sempio, all’impronta a pallini sulla scena del crimine, il DNA sulle unghie e il profilo psichiatrico.
A fare il punto della situazione è l’inviato Emanuele Canta, che si concentra su tre consulenze che sarebbero state realizzate dalla difesa Stasi, ma su cui Antonio De Rensis ha preferito mantenere il riserbo. "Sono consulenze nuove, volte a cercare elementi di prova per una eventuale revisione, che sarà presentata dopo la chiusura delle indagini. C’è la consulenza dei genetisti Ricci e Linarello, una sull’impronta della scarpa legata all’assassino e una rilettura delle intercettazioni che riguardano Andrea Sempio. Questi potranno essere presentati a Brescia per la revisione".
Dall’altro lato, non può che far discutere la decisione della difesa Sempio di non far incontrare il loro assistito con lo psichiatra della Procura, che sta predisponendo un profilo personologico su di lui, sul rifiuto si esprime Melania Rizzoli: "Credo sia stata una decisione della difesa, ma penso sia un errore non accettare una consulenza medico-psichiatrica. era stata richiesta a conferma della capacità di intendere e di volere di Andrea Sempio al momento del fatto. Il rifiuto porta a non sottoporsi alla verifica medica, probabilmente è una strategia legale, se fosse ritenuto capace di intendere e di volere automaticamente diventa anche imputabile, se non lo fosse è impunibile".
Interviene a riguardo Marina Baldi, genetista del team Sempio, che spiega le aspettative di chi sostiene l’indagato: "Se ci dovesse essere un processo potrebbe esserci una perizia, è l’unico modo che ci porta a ritenere opportuno che Andrea si sottoponga a una perizia psichiatrica".
L’inviato spiega poi quali possono essere gli scenari attesi dopo il no al professor Catanesi: "E’ un no che va a sommarsi ad altri no. Iniziamo dal 13 marzo 2025, quando aveva detto no al prelievo del DNA, avvenuto poi su disposizione del giudice in modo coatto, il 20 maggio 2025 era poi stato convocato per essere ascoltato, ma i difensori per un vizio di notifica non lo hanno fatto andare a parlare con i magistrati. Si è presentato invece lo scorso maggio, ma avvalendosi della facoltà di non rispondere, adesso il rifiuto al professor Catanesi. Si tratta di una mossa nel suo diritto, è una strategia difensiva, ma se dovesse diventare imputato e andare a processo tutta la condotta può avere un peso sulle eventuali attenuanti generiche. Ora si deve attendere il 28 settembre, data in cui si chiuderanno le indagini, a meno che non ci sia una proroga (possibile tecnicamente), dopo la richiesta di rinvio a giudizio sarà un giudice, il GUP, a decidere se si andrà a processo. Quello è un passaggio importante, dopo la riforma Cartabia il GUP rinvia a giudizio solo se c’è una ragionevole previsione di condanna".
Questa l’opinione di Baldi: "Una proroga non può essere esclusa, una c’è già stata anche se particolare visto che le indagini erano già chiuse, può essere. Il no allo psichiatra è una sua facoltà, è stata decisa collegialmente dai suoi difensori, che hanno condiviso con noi consulenti la mossa. Riteniamo corretta la scelta, il professor Catanesi è un luminare ma è una parte, rappresenta l’accusa, riteniamo giusto che Andrea possa sottoporsi a una perizia psichiatrica, ma solo se a valutarlo sarà uno psichiatra terzo".
Dario Maltese incalza la genetista anche su un elemento di cui si parla spesso, l’idea che il DNA trovato sulle unghie della vittima, sia frutto di una contaminazione, vuole quindi sapere se sia stato trovato un oggetto che può averla causata: "Non ce n’è uno preciso, non sarà possibile stabilirlo, la casa è stata vissuta fino ad oggi, l’esame delle suppellettili non ha un significato probatorio, ma abbiamo individuato una serie di possibilità andando a valutare bene le attività che Andrea ha fatto in casa quando si trovava da loro. Non credo che la consulenza genetica della difesa di Stasi riguardi il DNA sulle unghie, c’è stato l’incidente probatorio su quello, entra quindi tale e quale nel processo se dovesse esserci".
Il conduttore chiede a Baldi se si stia cercando anche Ignoto 2, in riferimento all’altro DNA sulle unghie della ragazza, sia da parte della Procura sia della difesa Stasi: "Può essere, è un DNA non completo, non convalidato, ha tutte le criticità come il profilo Y di Andrea, non identifica una persona specifica ma un ramo familiare, ma se si individua potrebbe essere un’informazione interessante. E’ un segno che sotto quelle unghie ci siano una serie di DNA diversi, che poco si confanno con la possibilità di un assassino che ha avuto contatti con la ragazza".
Si chiude con un intervento dell’inviato sull’attività della difesa Stasi in merito alla revisione della condanna: "I legali stanno lavorando tantissimo, lo hanno fatto per tutta l’estate con una serie di consulenze, compresa una genetica affidata al professor Ugo Ricci e a Pasquale Linarello, probabilmente proprio su Ignoto 2, che ha un numero di alleli tali da poter arrivare almeno a un’esclusione o a una compatibilità. Queste vanno a completare il lavoro fatto dagli avvocati, che puntano a presentare la richiesta di revisione dopo la chiusura delle indagini cercando nuovi elementi di prova non solo nel fascicolo su Sempio, ma anche in altre questioni che non c’entrano con l’indagato, ma che sarebbero a discolpa di Stasi. La Procuratore Generale Francesca Nanni sembra essere intanto alla fine del suo lavoro, potrebbe essere lei a presentare la richiesta in autonomia".
